
Volantinaggio teen del PCA domenica pomeriggio a Parque Centenario.
Share on FacebookIl blog degli Italiani d'Argentina
Un grandissimissimissimo Daniel Paz sulla prima pagina de Página12 di oggi.

- "È arrivato il momento di tirare la cinghia"
- "Oh no"
In questi giorni a Puerto Madero, a la Darsena norte, si possono visitare velieri antichi provenienti dal Sudamerica e dall'Europa. Sono qui per celebrare il bicentenario, faranno un giro lunghissimo e fino a martedì possono essere visti da terra e a bordo, file permettendo. Il viaggio è iniziato a Rio de Janeiro per finire in giugno in Messico a Veracruz
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MARTINEZ DE HOZ
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A sus 84 años, el ministro de Economía de la última dictadura militar veranea junto a su familia en la costa atlántica.
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So che questo è un post fortino, la storia dello stronzo ammuffito e tutto il resto può dare fastidio, a me dà più fastidio pensare di dover dar conto a mio figlio del perchè in questo mondo la verità ha meno peso dell'impunità.Mi piace l'argentina, ci sto bene, ma il pensiero che tanta feccia umana sia libera di vivere senza esser mai stata giudicata per le sporcizie che ha fatto non mi fa stare sereno.
Share on FacebookDe propaganda 2.
Scusate, ma in questi giorni sono particolarmente sensibile alla propaganda oficialista. I volantini erano nulla al confronto. Non sto ad entrare nei dettagli di che cos'è il programma televisivo "678". Se siete in argentina lo conoscerete senz'altro. Se siete in italia vi basti sapere che è un programma della tv pubblica che negli ultimi mesi ha preso una deriva oficialista da paura, tanto da trasformarsi nella vera voce del governo. Si tratta teoricamente di un programma di archivio, tipo coctelera. Ma anni e anni di Blob ci hanno insegnato che questi programmi non hanno niente di neutrale e che anche la coctelera può essere tremendamente faziosa. Qui trovate uno dei tanti servizi, per farvi un'idea del tipo di archivio.
Va beh, si diceva, 678. Ovviamente da mesi hanno lanciato una feroce guerra contro il gruppo Clarín, uno dei nemici del governo. Lo si accusa di dare una visione distorta del paese e di descriverlo in modo troppo pessimista. Clarín racconta un'argentina al bordo del baratro, tutto terribile, todo mal, mentre in realtà non va così male. Questa l'idea di 678, magari anche condivisibile. Ma i nostri 6 eroi e la produzione del programma che cosa si sono inventati? Il club de la buena onda. Se volete potete iscrivervi su Facebook. L'invito è incredibilmente perverso: spedisci le foto dei tuoi momenti buena onda, dei tuoi momenti positivi. E gli spettatori sono partiti a spedire foto delle vacanze, dei propri figli, gente sorridendo, coppiette innamorate, ecc.
Davvero, non voglio fare l'europeo illuminato, dio me ne scampi, ma non so se tutti comprendono dove finiscono le loro foto. Non so se capiscono che la foto del loro bambino di due anni finirà in tv, sul canal pubblico, in prime time, con il sottofondo dei Pimpinela che cantano "buena onda". Non so se siano tutti elettori K quelli che le mandano e se si rendono conto della tristezza che genera il momento buena onda. Non è neanche propaganda politica, è più una roba tipo Istituto Luce, ma nel 2010. Rebuena onda…
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Non ci sono solo los piquetes di protesta, ci sono anche quelli a favore. Soprattutto a favore del governo. Ieri non era solo il primo giorno di scuola, ma anche il primo giorno del Congreso 2010 e per strada distribuivano questi esilaranti volantini.
Con puntualità elvetica (anche grazie a un aumento del 21% nelle saccocce docenti) oggi primo marzo è iniziata la scuola, con tutto l'ambaradàn di sempre – come è noto, qua i riti vanno sempre forte e che vi devo dire, a me piacciono quasi tutti.
Saluti con i colleghi-genitori, la formazione nel cortile, poi il benvenuto con fuerte aplauso! ai nanetti della prima elementare – alcuni intimiditi, altri già scocciati. E' questo un momento di intenso pathos per noi veterani: tutti in coro si pensa madonna anche i miei erano così piccoli? e ci cascano in testa gli anni tutti insieme.
Poi la rispettosa accoglienza alle bandiere di cerimonia, gli inni (due di tutto, trattandosi di scuola bilingue) l'alzabandiera-de-la-patria-mía, i discorsi dei direttori (ecco, una cosa che non vorrei dover scrivere tutti gli anni… poveracci), la presentazione delle maestre.
Cerimonia breve e sobria quest'anno, sotto lo sguardo vulcaniano dei figli che si ritrovano nel ruolo di nonni (delle elementari, ma pur sempre nonni); e senza intervento ufficiale dei consolari nostri (che sui riti non la pensano come me, credo). Poi alunni in aula e genitori a guardare il parquet nuovo della palestra e a cercar di calcolare di quanto aumenterà la retta.
Quella della foto? Per fortuna, una che non legge il blog. :D
Share on FacebookIn argentina esiste ancora la frontiera, la terra di nessuno, vergine, sconosciuta e non parlo della sterminata Patagonia.
Tutti sanno che Buenos Aires dista circa 300 chilometri dal mare, questo lo sanno anche i bambini. Buenos Aires ha il porto, una costanera, ma quello non é il mare, é il Rio de La Plata, fiume grande grande, ma fiume, acqua dolce. Le prime localitá che si considerano "mare" stanno appunto a circa 300 chilometri e sono San Clemente del Tuyu, Las Toninas, Santa Teresita, ecc.
Giá su questo punto molti porteños storcono il naso, ti dicono "ma quello non é mare, é un misto di acqua dolce e acqua salata, un orrore". Ma aldilá delle uscite snob diciamo che questi paesini della costa sono i prima a potersi fregiare del nome di "localitá di mare". E mi sta bene, lo accetto. Ma c'é una cosa che non riesco a farmi entrare nella testa: che cosa c'é lungo la costa in quei trecento chilometri? non c'é niente? perché nessuno ne parla? perché nessuno la ama? perché nessuno c'ha una casetta lí? non mi rassegno all'idea che il posto piú vicino dove poter pucciare i piedi sia a trecento e fischia chilometri. É possibile che uno debba farsi sempre e comunque tre ore di macchina? L'uruguay non vale, non fate i furbetti. Se ci fate caso anche l'autopista 2, l'autostrada che va al mare, passa all'interno della provincia, non si avvicina neanche a quella costaccia, a quel misto di oceano e rio de la plata, né carne né pesce.
E cosí lo chiedo a tutti: cosa c'é di decente da vedere tra qui e il mare? Non sono un commerciante di sale, non mi interessa la conformazione dell'acqua, anche se é dolce va bene. E quando faccio questa domanda molti rispondono col sorrisino ironico, provocatorio "Al limite vai a Chascomús!" e se la ridono, come a dire che sto Chascomús é una roba orrenda. Ora, a parte il fatto che la risposta sarebbe anche sbagliata, visto che Chascomús non sta sulla costa, ma sta all'interno, lungo l'autostrada e si affaccia su una laguna, non sul fiume. Ma non importa, ho tirato fuori la tenda da campeggio e a Chascomús ci sono andato davvero, per vedere se faceva cosí schifo. E non fa schifo per niente. Non voglio dire che sia bellissimo e che ci andró ogni fine settimana. Magari non ci torneró mai piú, ma é un bel paesino, pulito e opulento come pochi (o nessuno) visto nella provincia argentina. Un sacco di chalet e di bar intorno ad una laguna che é il sogno realizzato per migliaia di pescatori. Ci sono almeno una decina di camping intorno alla laguna e secondo me sono il modo migliore per visitarla. Non dico agli stranieri in visita a Buenos Aires, ma ai numerosi italiani che vivono qui e che cercano un posto dove andare per uscire un fine settimana dalla cittá, andateci a Chascomús. Sono 120 chilometri, tutti dritti, come sempre.
Poi un giorno di questi vado anche a vedere cosa c'é nella zona rossa lungo la costa e vi racconto.
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Affronto oggi un argomento spinoso per chi si avvicina alla milonga e a questo parallelo universo tanguero. In milonga vige ancora la regola che per incontrarsi e ballare insieme una tanda, l'invito deve essere fatto a distanza, con un gioco di sguardi, cenni, piccoli sorrisi. Tutto discreto, piccolo, sussurrato. Per affinare la tecnica e non dover rimanere seduti a guardare gli altri ballare qualche trucco c'è! Importante per i timidi, è imparare a sostenere lo sguardo, può darsi che prima di essere invitati a ballare si venga guardati per qualche istante e poi la scelta cade su qualcun'altro, non prendersela affatto. I fattori di un scarso risultato possono essere molteplici. Però…
- se un uomo/ una donna vi sta fissando deciso, non pensare che sia stato folgorato sulla via di damasco, vuole solo ballare con te!
- se stai chiaccherando amabile con qualcuno e inizia la tanda, non distrarti, il discorso che stai facendo può di certo essere ripreso dopo 4 tanghi;
- se dopo una mirada andata male, ci riprovi e non succede nulla, molla il colpo, la persona in questione ha capito che ci vuoi ballare e magari la prossima milonga sarà lui/lei a cercare il tuo sguardo.
- se sei una donna, una raccomandazione, rimani seduta finchè il tuo ballerino non è davanti a te e non puoi avere più il minimo dubbio che non abbia invitato qualcun'altra.
- se vai a una di queste milonghe dove la gente circola e ti viene a invitare al tuo tavolo, puoi sfoderare più scelte: accettare e ballare (rischioso, ma non troppo), rifiutare (per poi mordersi i gomiti se il compagno/a fosse un ballerino superbo), prendere tempo e trovare una piccola scusa (offre una via di fuga, magari i tanghi ballati saranno 2 e non 4).
- se sai di non vedere nulla o quasi senza occhiali… por dios! Usali! Ti farai meno nemici/che e potrai ballare con tutti e non solo quelli sotto la luce al neon del bar.
- se sei seduto/a ad un tavolo che dopo di te c'è solo il bagno o l'uscita, porta pazienza… gli sguardi arrivano ovunque.
Spalle rilassate e occhi ben aperti!
Share on FacebookVedo il post gastronomico di Fritz e rilancio.
Ieri sera ho comprato questo splendido esemplare di insalata, che credo sia conosciuta col nome di lechuga manteca. Il mio verduriere di fiducia (!?) me lo ha fatto pagare 2 pesos. Il prezzo mi é sembrato assolutamente sproporzionato, impossibile pensare di darle un uso cosí banale come quello alimentare. Cosí adesso la usiamo come adorno, in camera da letto. L'argentina che avanza. Chi ha detto che gli europei non sanno vivere con l'inflazione? Noi italiani sappiamo che cosa vuol dire vivere in un paese dove arte e lusso vanno a braccetto e ci adeguiamo senza problemi.
José María "El Mono" Gatica, peso leggero, al termine di un combattimento riceve le congratulazioni del General Perón e lo saluta con una frase che entrerà nella storia: "General, dos potencias se saludan!".
Oggi, 23 febbraio, mia figlia presenta la nutella ai biscottini Lincoln. Magari non entrerà nella storia, ma nel suo piccolo è un momento di rara intensità.
Share on FacebookDopo la pratica guida di Delfo per rinnovare il passaporto italiano in argentina eccoci alla carta d'identità argentina. Io in linea di massima i documenti non li amo. Se potessi eviterei di usare i documenti italiani, quindi figuratevi se ho voglia di fare quelli argentini. Ma bando alle ciance radicali, dopo tre anni decido di fare il DNI argentino, il documento nacional de identidad. In realtà uno potrebbe andare avanti con il passaporto italiano (accompagnato dalla residenza permanente o temporanea argentina), ma devi portarti ovunque il passaporto (ingombrante e pericoloso in caso di smarrimento) e se non hai il DNI non puoi iscriverti all'AIRE, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero. E poi sì, uno è anche stanco di mostrare la carta d'identità italiana ogni volta che fa un pagamento col bancomat. La carta d'identità italiana, gigante e di carta, è una di quelle cose di cui un italiano all'estero si vergogna. Davanti a qualsiasi cassiere del mondo ti viene voglia di scusarti, di dire che non siamo un paese preistorico, che quella roba lì non ci rappresenta, che siamo nel G8!
Ma andiamo al succo. Verso la fine del 2009 la presidenta lancia il nuovo DNI argentino, finalmente in plastica e con un sacco di vantaggi che Fritz a suo tempo già vi aveva segnalato, nella sua indignazione. Così ho preso la palla al balzo e ho provato a farla anch'io. Un'amica mi ha dato la dritta: non bisogna più andare a fare quella coda improponibile di due cuadras dalle parti della Casa Rosada, noooo….adesso si può fare nell'edificio di Migraciones, vicino alla stazione di Retiro. Hanno messo una tenda gigante nel giardino, di fronte ai grattacieli di Puerto Madero e lì tutto funziona che è una meraviglia.
In realtà ci sono andato un po' inutilmente, visto che lì mi hanno dato solo un numero di telefono dove chiamare per prendere il turno. Il numero di telefono ve lo do, così saltate un passo: (11) 43170234. Ho chiamato e mi hanno dato un turno tra tre mesi. A quel punto dovrò andare al tendone con la mia residenza permanente e un certificado de residencia, un foglietto che emette la polizia del tuo quartiere, certificando il tuo domicilio reale. Credo che a quel punto i tempi per la consegna del DNI siano di altri due mesi. Te lo spediscono a casa. Vi racconteró.
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Dell'argentina, prima di venirci, a parte maradona e la carne, conoscevo i passati dittatoriali. Ne avevo sentito parlare. Soprattutto delle torture. Una volta qui ho deciso di approfondire e mi sono immerso in questa melma umana che gira nelle fogne della memoria. Plaza de Mayo a parte, non sono riuscito a trovare in superficie grossi monumenti alla memoria, ma soprattutto, l'argomento raramente può essere messo all'ordine del giorno.
Mi sono riproposto più volte di scrivere un post sulla dittatura, vista da lontano, nello spazio e nel tempo, proiettata a distanza di trent'anni nel moderno sudamericanismo. Prima o poi lo farò.
Questo post invece è per condividere qualcosa che mi ha emozionato.Oggi è stato annunciato il 'ritrovamento' del 101esimo 'nieto'.
Per quanti non lo sapessero durante la dittatura furono in molti i bambini nati di cui si persero le tracce insieme a quelle dei genitori.Le madri di plaza de mayo, ormai nonne, continuano l'estenuante lavoro genetico per la identificazione dei loro nipoti, ed oggi è stato appunto annunciato il ritrovamento del 101esimo.
Che effetto fa scoprire a 32 anni que la tua famiglia non è la tua famiglia, ma anzi molto probabilmente quella che la TUA famiglia l'ha eliminata violentemente?
Share on FacebookNon so perché nessuno di noi ha ancora fatto un postino piccolo così su El secreto de sus ojos. Lo faccio io, che da bravo snob devo essere stato l'ultimo a vederlo.
Cominciamo dall'ovvio, è un film che sta facendo sfracelli, milioni di spettatori (al cinema!) in Argentina, premi a piú non posso, sta nella cinquina degli oscar al film straniero. Pubblico cinque pallette, critica quasi. Questo "quasi" è la cosa piú interessante, poi ci torno.
Bè, il mio parere personale (se non posso pontificare un po' che ci sto a fare in un blog?) è che il successo commerciale è strameritato, è un filmone fatto bene e tirato a lucido, in cui anche i difetti (qualche dialogo troppo leccato, situazioni forzate, personaggi poco coerenti) passano in secondo piano per la tensione emotiva. Anzi, diventano punti di forza. Perché, per fare un esempio, chi è che si mette a discutere uno psichiatra cannibale che parla come un oracolo e aiuta una pivella dell'FBI a catturare un matto che scuoia rotondette per farsi un vestito? Nessuno, anzi, uno esce dal cinema tutto contento.
Ma il pregio principale – e qui torniamo al quasi di prima – è che sotto al film di genere, anzi, di tutti i generi, noir-commedia-sentimentale-dramma, ci sta uno strato morale-storico-politico che offre spunti di riflessione (e anche di seghe mentali) a iosa. La giustizia, il peronismo, la violenza di stato e quella individuale, il garantismo, e i valori di quella che la classe media argentina chiama "la classe media argentina". Quindi uno si guarda il film con lo stomaco, gode come un maiale, poi ci pensa e ci ripensa su.
Quelli che ci pensano su per mestiere ne hanno discusso appassionatamente, e questa (uno, due, tre, quattro) è una delle discussioni (per due voci e coro) che ho trovato ricche e interessanti. Avviso però che praticamente fra un commento e l'altro questi raccontano tutto il film scena per scena, quindi è meglio se cercate di vederlo prima di leggere.
Share on FacebookRiassunto delle puntate precedenti: sotto Juan B. Justo scorre un fiume,l'Arroyo Maldonado, o meglio scorreva, adesso lo hanno intubato, e quando piove un po' di più vomita addosso alla città le sue acque inondandola. Le strade si allagano, case e negozi affondano, e grazie ad una legge Macri assicura fino a 5000 pesos di rimborso danni.
Venerdì c'è stato un altro nubifragio, con conseguente incazzatura del fiume ed inondazione numero due.Le immagini qui sotto sono state riprese ancora una volta da casa.Questa volta però io ero in ufficio, ed ho impiegato ben tre per fare microcentro-palermo tra file per il collectivo di varie cuadras e ricerche senza fine di un taxi.
Dopo qualche ora dall'inondazione anche in questo caso le acque sono scomparse da dove erano venute, velocemente, manco avessero tolto un tappo, lasciando altre vetrine rotte, macchine in panne ed interi quartieri senza corrente, nonchè gli angoli delle strade con tombini fumanti manco fossimo a San Francisco (il tipo dell'energia elettrica mi ha spiegato che ad ogni esquina ci sono delle grosse resistenze che a contatto con l'acqua la fanno evaporare proprio come accade nelle brocche per l'acqua del tè… potrebbero fare dei distributori gratis di acqua calda per il mate ad ogni angolo di stradae non lo fanno, governo ladro!).
Stamattina in Corrientes c'è stato un blocco improvvisato, spontaneo, all'inizio non capivo, c'era la polizia da un lato e la gente dall'altro, per strada ma anche affacciata ai balconi, con pentole e cucchiai a riprodurre un suono sordo, senza apparente spiegazione.Protestavano perchè da 48 ore erano senza corrente elettrica e senza informazioni su quando sarebbe stata ripristinata.
In generale è stata la domenica più triste da quando vivo a Buenos Aires, forse perchè aveva ai colori della più grigia londra pur essendo estate, forse perchè il cielo era una cappa bianca, forse perchè sotto Buenos Aires scorre anche un fiume triste ed ogni tanto viene fuori per irrigare i campi.I frutti nonostante tutto sono saporiti.