La festa dei bambini

(Sottotitolo: facciamo la festa ai genitori). Oggi è il Día del Niño, e faccio io il post approfittando dell’assenza di Delfo :D. Avrei voluto scrivere, e stavo per farlo, che in fondo sta festa è commerciale ma non troppo, che non se la fila nessuno, eccetera. Non so da dove tiravo fuori queste idee, vivo proprio dentro a un termos. Stamattina il centro brulicava di vetrine di giocattoli, e le vetrine brulicavano di gente. Questi sono gli opuscoli dei supermercati vicino casa: rispettivamente 32 e 24 pagine sul tema, dal calzino con la barbie alla laptop passando per tutti i prezzi intermedi.

dep

Noi che siamo i soliti snob verdognoli l’abbiamo buttata sul chilo di cioccolato al latte, che segretamente speriamo non piaccia. A parte questo, in famiglia si approfitta di queste giornate – feste della mamma, del papà, etc. – per fare le gran riunioni gran dai suoceri, con tutto il cognaterío e la pipinara dei nipoti; ci si congratula a vicenda, ci si regalano cose tipo pullover di pile e pashmine di dralon, ci si schizza il sughetto delle empanadas, si divorano le bombe caloriche e grassosaturate delle mamme e si stanno ad ascoltare i discorsi – sempre gli stessi – socialisti, anarcoidi, antiperonisti e clericali del parentame assortito. Insomma, a noi spiriti incrollabilmente piccoloborghesi, il turboconsumismo ci fa una sega.

Fritz

Marco Biagetti è andato ad abitare a Córdoba nel 1998, sotto l'influsso malefico di una moglie. Adesso ha in più una figlia tween, una cagnolina casinara e quindici chili di panza. Fa una piccolissima produzione di patate, e somatizza le gioie dell'agricoltura a livello gastrico. Uomo di mondo, è nato a Roma ma ha fatto dieci anni di studio e lavoro a Viterbo

Commenti

  1. Attilio dice:

    Ehi là Fritz !
    Sono pienamente d’accordo con te.
    Meglio morire con la buona roba fatta in casa
    che avvelenati dai pseudo alimenti calibrati delle multinazionali.
    Alla faccia del colesterolo !

  2. Tanoka dice:

    Sottoscrivo. È una specie di san valentino dei piccini, nato con gli stessi propositi spennatorii….però è anche un’occasione per vedere la famiglia tutta riunita intorno ad un tavolo.

    Forse non tutti sanno che…queste feste (dia del niño, del papá, de la mamá) in argentina non hanno data fissa, ma vengono mosse ad arte di solito alla seconda settimana del mese. Dettaglio importante, visto che a fine mese i portafogli non permetterebbero di riempire le vetrine come racconta fritz. Ieri la calle cordoba, commercialissima, era un formichiere. E con Laura facciamo sempre il solito commento garca “alla facciazza della crisi”.

    Il mio umile e decadente contributo forografico

  3. Ailen dice:

    Eh…anche io sono dell’idea che sia un pò troppo commerciale ma quanto ero contenta quando arrivava quel giorno!

  4. fritz dice:

    attilio: sarei anche d’accordo con te, ma guarda che fra mia cognata e la unilever è una bella lotta…

    tanoka, ailen: nel caso le tasche fossero state meno piene del previsto si poteva comprare tutto in 6 o 10 rate. tutto previsto. quanto alla commercialità, ‘ste feste nate per spillare ma che poi diventano anche qualcosa d’altro per me sono una sorpresa, bella.

    saluti

  5. Felipe dice:

    Spiacente rovinarvi la festa coi miei soliti commenti “al vetriolo”. Personalmente odio queste feste commerciali, anche se poi ci si ritrova insieme ai parenti a chiacchierare del più e del meno. Poi magari si finisce, come nel Bel Paese a dire: “Si stava meglio quando si stava peggio perché almeno i treni arrivavano in orario” o a raccontarsi dei dolori che uno ha e di cui a ben pochi gliene importa qualcosa.

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