Una delle cose che più mi sorprese nei miei primi giorni a Buenos Aires e che continua a farlo sono le vie specializzate. Non saprei come altro definirle. Sono vie, o gruppi di vie, in cui quasi tutti i negozi vendono lo stesso tipo di prodotto. Solitamente il turista scopre questo fenomeno passeggiando nel centro, magari su calle Libertad (milioni di gioielleriei, una attaccata all’altra), o magari in Talcahuano (negozi di strumenti di musica), Alsina (vendita all’ingrosso di tele e moquette) o sempre su Libertad, ma al 500, ci sono tutti i bazar con la rivendita di autoradio rubate. Questi ghetti commercali sembrerebbero andare contro la teoria dell’offerta e della domanda. Troppa concorrenza dovrebbe portare questi agglomerati al collasso, al suicidio di massa, no? E invece no, sembra proprio che sia vero il contrario, che i clienti apprezzino di sapere che se cercano mobilifici devono andare nella calle Belgrano e nella mia Álvarez Thomas.
Fin qui tutto bene, ma se volete vedere questo fenomeno ai suoi massimi livelli dovete visitare Warnes. Warnes è il nome di una via del quartiere di Villa Crespo, ma ormai con Warnes si denomina una zona, il paradiso dell’auto- ricambio. È davvero uno spettacolo da vedere, è un circo coloratissimo. Non ci sono quasi case, solo insegne: accesorios, aire acondicionado, alarmas, autoradio. chapas, llantas, baterias, ecc. Di notte la zona è tristissima, i negozi sono tutti chiusi, le saracinesche chiuse, è tutto buio. Fateci un salto, magari di giorno.









aggiungo… calle Lavalle: tele e stoffe.
Morillo: pelli in tutte le forme. A Boedo non ricordo in che avenida pelli all’ingrosso. Av. Jujuy da Indipendencia accessori e tutto quello che vi venga in mente per la cucina. E le scarpe? Av. Santa Fe ;-)
Verissimo! La competencia es jodida :-)
GRazie x l’informazione, la prossima volta facciamo un salto!
Ciao Tano, anch’io rimasi sorpreso di questa concentrazione! Poi la ritrovai para para a Bogotá (dove agli autoricambi é dedicato un intero *quartiere*, il 7 de Agosto, dal quale sono stati praticamente espulsi persino gli abitanti, per far spazio a “talleres de mecánica” in quantitá industriale…). Alla radice del fenomeno, secondo me, si trova un fenomeno della preindustrializzazione: capitale scarso, mano d’opera abbondante. Non ci sono quindi incentivi a concentrare (grandi superfici), e conviene (Socialmente ed economicamente) mantenere la polverizzazione dell’offerta – lavora piú gente in 100 negozi piccolissimi o piccoli che in 3 grandi superfici. Se ci pensi, era lo stesso agli inizi dell’economia moderna (rinascimento): a Roma ancora ci sono via dei Baullari (Bauli e valigie), via dei Cappellari (appena di seguito), via dei Barbieri eccetera eccetera!
Un saluto, Doppiafila
Mi sembra giusto che i mestieri siano situati in zone precise, dove si può facilmente localizarli e,data la loro quantità e vicinanza si può anche compararne la qualità.
doppia: a via dei giubbonari c’è ancora la concentrazione! (abbigliamento economico, per i non-romani).
saluti
Mi stupisco che tu abbia lasciato fuori il mio delirante Once. Regno dell’inutile come dell’indispensabile, sempre e comunque iperspecializzato. Quando ho visto il negozio che vende solo palloncini tra Facultad e Corrientes ho deciso che nonostante il casino di giorno e la desolazione notturna era il quartiere per me…
Colgo l’occasione per fare i complimenti e un grosso in bocca la lupo ai quattro tanos per il nuovo ambizioso progetto editoriale. Un abrazo a Tanoka e famiglia, un saluto agli altri
@ doppia, interessante contributo, c’hai proprio ragione, c’hai. Se ho capito bene, vuoi dire che l’argentina vive in pieno Rinascimento nel 2009, giusto?
@ Matteo-insudamerica. sí, Once é il non-plus-ultra della specializzazione, tutto il quartiere vende tessuti e sono certo che ci sono vari negozi che vendono solo stuzzicadenti….ma non ci sono vie ultra segmentate, con lo stesso tipo di negozi uno dietro l’altro, non come quelle menzionate nel post.
Grazie per il saluto, crepi il lupo!!
premesso che a once ho visto la maggior concentrazione di negozi di biancheria intima e reggiseni al mondo, mi chiedo e vi chiedo: ma ci siete mai stati a napoli?
io direi che la radice sta sempre in mamma italia no? posso portare l’esperienza napoletana, dove a via san sebastiano si raccoglie il 90% dei negozi di strumenti musicali della città, o quello di san Biagio dei librai dove i civici sono tutti assegnati a librerie e simili, scommetto poi che a vico ventaglieri piuttosto che a vico dei chiavettieri (giuro che esiste anche quello) i nomi non siano stati dati a caso.
Concordo con l’analisi fatta su aggiungendo che forse tale concentrazione era anche dovuta ad un risparmio sulla distribuzione delle materie prime dal alto dell’offerta, ed un risparmio lato domanda per chi dovendo comprare un oggetto specifico non doveva farsi il giro della città.
Al netto dei moderni mezzi di trasporto, per lo più privati, i mega centri commerciali di oggi sono una sorta di meta-viespecializzte dove puoi trovare tutto di tutto.
L’unica cosa che manca, è chi le cose in vendita le FA.
pregunta: tu che ormai sei esperto: la via di passeggini e bavaglini? dove conviene comprare per bambini?
Per quel che ho capito fin qui il ramo “passeggini e affini” rientra nella macrocategoria tecnologica per cui fai un affarone se compri in europa. Qui non solo paghi caro, ma la qualità è quella che è. Non me ne voglia nessuno, qui non si tratta di campanilismo, lo dico per esperienza e sono il primo a dispiacermene, visto che vivo qui.
Detto questo, mi sembra di capire che su Cabildo, all’altezza di Mondoza/Olazabal ci sia la maggior concentrazione di negozi del ramo. Ê comodo perchè entri ed esci e puoi conforntare velocemente le differenza (a volta di 200-300 pesos sullo stesso passeggino).
Per i bavaglini il discorso è più amplio, vai sul tessilo, se non hai paturnie di marca (e so che non e hai) forse Once è l’ideale. Ma anche qui il rapporto qualità/prezzo fa piangere e uno si ritrova ad andare da Zara perchè a parita di prezzo la stessa maglietta avrà qualità diversissime…e quella made in china passa da cugino a cugino, intatta.
salud!