Libera Maria

 A quanto pare anche in argentina si comincia il lento cammino per la depenalizzazione dell’uso privato di cannabis. Anche in italia ogni tanto se ne parla, le menti sono confuse e l’argomento è trasversale.

Quando c’era ‘lui’ l’italia faceva affari d’oro con la coltivazione della canapa. La canapa è un po come il maiale delle piante, non si butta via niente, anzi rispetto ad altre piante ti da pure qualcosa in più.Ora invece, se da un lato i superalcolici sono monopoli di stato e quindi ne è permessa non solo la vendita ma anche la pubblicizzazione (in modi a volte assai discutibili), dall’altro la cannabis, i cui effetti non sono poi così diversi, è stata messa in croce in nome di chissà quale interesse.Tutto quanto sta nell’illegale alimenta circuiti illegali.Preferirei droga libera ed uno stato che istruisse e dissuadesse dall’abuso.

In più preferirei il mio taxista porteño di turno si facesse una canna piuttosto che vederlo schizzare sulla 9 de julio tutto pippato mentre sceglie che cumbia farmi ascoltare.

La gente a buenos aires dice che il mercato delle droghe è in mano alla polizia, stupefacente no?

Delfo

Napoletano classe 76 si è trasferito dalle pendici del Vesuvio (in realtà viveva a Roma già da un po') a Baires per un'esperienza di lavoro di un paio d'anni. Si è portato i panini da casa e appena arrivato ha seminato napoletanità. Gira in bici nonostante tutto e tutti, adora il locro e mira ad imporre l'uso della crema gialla al posto del dulce de leche nella pasticceria porteña.

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