Applausi

Le metropolitane si assomigliano un po’ tutte, aria umida che appesandisce palpebre, vento caldo che gonfia capelli, gingolii di eterne scale mobili che traghettano su e giu pigri passeggeri, sibili e fischi di porte in partenza…io, generalmente, la preferisco. Veloce, pratica e notevolmente meno complicata, recupera, qui a Baires, chiarezza e facilità di accesso laddove i famosi colectivos peccano. Sei mostri sotterranei e bicefali attraversano la città, dal più vecchio, che conserva la sua eleganza in sedili di legno lucido e lanterne di luci soffuse che dondolano dal soffitto, al più moderno d’ acciaio cromato ermetico e insonorizzato. A mio avviso puntuale, carica e scarica passeggeri di ogni tipo, venditori di ogni cosa e artisti gitani. E’ proprio di quest’ultima categoria che vorrei parlarvi, in particolar modo dei musicisti, quelli, per intenderci, che viaggiano con orchestrine mobili su due ruote e amplificatore da karaoke, specializzati in brani acchiappa turisti; le modalità d’esibizione sono sempre le stesse, già note e internazionali: salgono nel vagone, piazzano il loro carrello all’argine delle porte e iniziano a cantare, fin qui tutto bene. A fine repertorio, breve e adattato ai tempi della corsa, qui, nel subte porteno, succede qualcosa di diverso, di sconosciuto, qualcosa che a me strappa sempre un sorriso e la dice lunga sul carattere càlido del popolo argentino, ovvero, scatta l’applauso. Breve, composto, l’applausetto coinvolge tutti o quasi, bravo o meno che sia, si saluta e ringrazia cosi l’artista di turno. Chi sonnecchiava lo fa ad occhi chiusi, chi leggeva lo segue a ruota, anche chi si sta sparando la sua, di musica, nelle orecchie, si concede e applaude…poi, magari, le stesse mani cosi generose si ritraggono e non mollano neppure una monetina..ma questa è un’altra storia…

Domenica 20, prendendo la metro, potreste incappare in qualcosa di simile, grazie ad un iniziativa che si rinnova da anni, dal nome il Subte Vive, i grandi del jazz argentino si esibiranno nei "sotterranei" metropolitani, per dar vita al Jazz Festival en el Subte , una maratona di ottima musica gratuita suonata dalle corde più famose, dalla chitarra di Ramiro Penovi , alla batteria di Daniel (Pipi) Piazzolla, alla splendida voce di Deborah Dixon e molti altri, in diversi appuntamenti dislocati in più stazioni…
Mi raccomando, monetine alla mano e applausi per tutti!

Katia

Ciociara, dalle sponde del Liri a quelle del Rio della Plata. Come Cesira, lascia Roma, dopo anni di università e lavoro, per concedersi il viaggio sempre sognato e un po' di relax...l'anelato anno "//zambatico", appassionata di musica, folcrore e arte in generale, approda a Buenos Aires e scopre il suo El Dorado. Con un dito nel dulce de leche e naso all'insù per capire dove va a finire il cielo, muove i primi passi in città.

Commenti

  1. Delfo dice:

    io gli applausi devo essermeli sempre persi, però avevo già notato il livello di questi ennesimi artisti di subte.Grazie per la segnalazione, anche se l’ho letta troppo tardi per organizzarmi :(

  2. Claudia dice:

    Bè ho appena finito di leggerlo e ho un pò gli occhietti umidi…no non perchè l’ho trovato commuovente, magari più che altro divertente e curioso, ma forse(?)più banalmente perchè io quella Katia che lo ha scritto, quella piccola Katia che lo ha scritto, la conosco bene, e la conosco da tanti anni (saranno almeno 14??) e permettetemi solo di dire una cosa……mi manchiiiiiiiiiiiiiiiiiii…….da morire….mentre leggevo sentivo la tua voce “narrante” scandire le parole nella mia testa, e “qualcosa” simile ad una peso ad un “uovo sodo” (per chi ha visto il film)mi si è piazzato quì in mezo al petto come un piccolo dolore o solo una grande grande nostalgia. Spero che dall’italia ti arrivi limpido tutto il mio bene.

  3. Katia dice:

    Adesso sono io che ho gli occhietti umidi..grazie Claudiù.

  4. Attilio dice:

    Katia,
    finalmente in questa rubrica di tani ho conosciuto qualcuno che ama scrivere col cuore.
    Dimostri sensibilità per le cose che noti e fa piacere leggerti.Continua pure così.
    Ciao,dai un’occhiata se trovi il tempo al mio umile blog :www.pescefrittobis.blogspot.com

  5. Katia dice:

    Ciao Attilio, grazie “di cuore” per le tue parole e il tuo saluto. Contraccambierò la lettura volentieri.

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