Cinema argentino, un’introduzione

La stessa amica che mesi fa ispirò il post l’ABC del tano ora si è trasferita da queste parti e mi provoca nuovamente chiedendomi qualche dritta sul cinema argentino. Non sono certamente un esperto di cinema, ma mi sbilancio e stilo la mia personale top ten, quale novello John Cusack. Una lista personale, che lascia il tempo che trova, ma che magari può dare qualche spunto a qualche italiano che sta per visitare l’argentina e desidera farsi una full immersion previa. Sono tutti classici abbastanza recenti, quindi raccontano tanto dello stato attuale del paese. Ovviamente ci sono gravi mancanze, ma 10 dovevano essere e 11 sono.

In rigoroso ordine sparso.

Lugares comunes di Adolfo Aristarain
Una coppia di pensionati porteñi (Federico Luppi e Mercedes Sanpietro) si vede obbligata a ricominciare da zero e invece di scegliere la spagna, dove vive il figlio, fa quello che molti porteñi sognano e non faranno mai: se ne va a vivere in campagna a coltivare lavanda nell’argentina profonda.

Martin (Hache) di  Adolfo Aristarain
Forse il mio film argentino preferito. Una coproduzione spagna-argentina con l’immancabile Federico Luppi, Cecilia Roth, un giovane Juan Diego Botto e un attore spagnolo che si vede troppo poco: Eusebio Poncela. Un film costruito sui dialoghi. Dialoghi che raccontano tanto del rapporto padre-figlio e dell’idiosincrasia dell’argentino che per forza o per piacere vive all’estero.

El abrazo partido di Daniel Burman
Un preciso e comico affresco della comunità ebraica di Bueno Aires e del suo habitat naturale: la galleria del quartiere Once. Una città decadente in cui tutti cercano di tirare avanti come possono e dove l’ingegno argentino la fa da padrone. La scena del grito ancestral della madre del protagonista, l’attrice Adriana Aizemberg, vale da sola il prezzo del biglietto.

La stessa amica che mesi fa ispirò il post l’ABC del tano ora si è trasferita da queste parti e mi provoca nuovamente chiedendomi qualche dritta sul cinema argentino. Non sono certamente un esperto di cinema, ma mi sbilancio e stilo la mia personale top ten, quale novello John Cusack. Una lista personale, che lascia il tempo che trova, ma che magari può dare qualche spunto a qualche italiano che sta per visitare l’argentina e desidera farsi una full immersion previa. Sono tutti classici abbastanza recenti, quindi raccontano tanto dello stato attuale del paese. Ovviamente ci sono gravi mancanze, ma 10 dovevano essere e 11 sono.

In rigoroso ordine sparso.

Lugares comunes di Adolfo Aristarain
Una coppia di pensionati porteñi (Federico Luppi e Mercedes Sanpietro) si vede obbligata a ricominciare da zero e invece di scegliere la spagna, dove vive il figlio, fa quello che molti porteñi sognano e non faranno mai: se ne va a vivere in campagna a coltivare lavanda nell’argentina profonda.

Martin (Hache) di  Adolfo Aristarain

Forse il mio film argentino preferito. Una coproduzione spagna-argentina con l’immancabile Federico Luppi, Cecilia Roth, un giovane Juan Diego Botto e un attore spagnolo che si vede troppo poco: Eusebio Poncela. Un film costruito sui dialoghi. Dialoghi che raccontano tanto del rapporto padre-figlio e dell’idiosincrasia dell’argentino che per forza o per piacere vive all’estero.

El abrazo partido
 di Daniel Burman
Un preciso e comico affresco della comunità ebraica di Bueno Aires e del suo habitat naturale: la galleria del quartiere Once. Una città decadente in cui tutti cercano di tirare avanti come possono e dove l’ingegno argentino la fa da padrone. La scena del grito ancestral della madre del protagonista, l’attrice Adriana Aizemberg, vale da sola il prezzo del biglietto.

Esperando la caroza di Alejandro Doria
Da molti considerato il miglior film comico argentino, per certi versi è anche un film molto triste. Gli argentini ricordano a memoria decine di frasi e di scene del film. Tempo fa ci feci un post.

Nueve Reinas di Fabián Bielinsky
Il tipico film di truffe, tipo La Stangata, ma ambientato in una Buenos Aires caotica, pericolosa e frizzante. Due truffatori, Ricardo Darìn e Gaston Pauls, e la donzella, Leticia Bredice. Da mandare a memoria la descrizione che Darin fa dei delinquenti che popolano il microcentro porteño.

Historias minimas di Carlos Sorín
Il titolo dice tutto. Tre storie piccole piccole, in una Patagonia immensa che ti fa venire voglia di fare lo zaino e partire subito. Film per amanti di questo paese, della provincia e dei dettagli.

La historia oficial di Luis Puenzo
Norma Aleandro e Hector Alterio cercano risposte a una delle domande ricorrenti di questo paese: che facevano tutti gli altri mentre i militari si portavano via i desaparecidos? Alcuni sapevano, altri no, altri intuivano. Altri ancora, come la protagonista, cominciano a sospettare e quello è un viaggio senza ritorno. Una pietra miliare del cine argentino.

La cienaga di Lucrecia Martel
Non solo Buenos Aires. Questo film descrive in modo tremendo la sonnolenza e la decadenza della classe media di provincia. Uno di quei film a volte insopportabili, difficili da mandare giù, per la noia. Ma credo che quella fosse lo spirito immaginato dalla regista.

Memoria del saqueo di Pino Solanas
Solanas, con il suo solito modo di fare pedagogico, si prende la briga di spiegare allo spettatore la caduta economica, sociale e politica dell’argentina dal 1976 al 2001. Un documentario utilissimo per noi stranieri che ci siamo persi un sacco di puntate precedenti della storia recente di questo paese.

El hijo de la novia di Juan José Campanella
Un tipico film di Campanella: la Buenos Aires che tutti adoriamo e cerchiamo costantemente, la vita di quartiere, le tradiizioni, certa italianità sempre presente, bei sentimenti e nostalgia. Ricardo Darìn, Norma Aleandro e Hèctor Alterio sono un trio perfetto per questo genere di storie. Questo forse è stato il primo film di una certa primavera del cine nacional.

Garage Olimpo di Marco Bechis
Una coproduzione argentina-francia-italia. Un film durissimo, ma forse il migliore nel cercare di descrivere l’indescrivibile: il rapporto torturatore-torturato durante l’ultima dittatura argentina. Dialoghi normali, estetica spesso da documentario, un film che lascia inorriditi, com’è giusto che sia.

Avete notato che spesso quando citate un film argentino che vi è piaciuto l’interlocutore argentino dice “no, yo no miro cine nacional”. Però in compenso sono pronti a sorbirsi qualsiasi porcheria italiana o francese che passano sul canale via cavo Europa Europa. Che peccato.

Esperando la caroza di Alejandro Doria
Da molti considerato il miglior film comico argentino, per certi versi è anche un film molto triste. Gli argentini ricordano a memoria decine di frasi e di scene del film. Tempo fa ci feci un post.

Nueve Reinas di Fabián Bielinsky
Il tipico film di truffe, tipo La Stangata, ma ambientato in una Buenos Aires caotica, pericolosa e frizzante. Due truffatori, Ricardo Darìn e Gaston Pauls, e la donzella, Leticia Bredice. Da mandare a memoria la descrizione che Darin fa dei delinquenti che popolano il microcentro porteño.

Historias minimas di Carlos Sorín
Il titolo dice tutto. Tre storie piccole piccole, in una Patagonia immensa che ti fa venire voglia di fare lo zaino e partire subito. Film per amanti di questo paese, della provincia e dei dettagli.

La historia oficial di Luis Puenzo
Norma Aleandro e Hector Alterio cercano risposte a una delle domande ricorrenti di questo paese: che facevano tutti gli altri mentre i militari si portavano via i desaparecidos? Alcuni sapevano, altri no, altri intuivano. Altri ancora, come la protagonista, cominciano a sospettare e quello è un viaggio senza ritorno. Una pietra miliare del cine argentino.

La cienaga di Lucrecia Martel
Non solo Buenos Aires. Questo film descrive in modo tremendo la sonnolenza e la decadenza della classe media di provincia. Uno di quei film a volte insopportabili, difficili da mandare giù, per la noia. Ma credo che quella fosse lo spirito immaginato dalla regista.

Memoria del saqueo di Pino Solanas
Solanas, con il suo solito modo di fare pedagogico, si prende la briga di spiegare allo spettatore la caduta economica, sociale e politica dell’argentina dal 1976 al 2001. Un documentario utilissimo per noi stranieri che ci siamo persi un sacco di puntate precedenti della storia recente di questo paese.

El hijo de la novia di Juan José Campanella
Un tipico film di Campanella: la Buenos Aires che tutti adoriamo e cerchiamo costantemente, la vita di quartiere, le tradiizioni, certa italianità sempre presente, bei sentimenti e nostalgia. Ricardo Darìn, Norma Aleandro e Hèctor Alterio sono un trio perfetto per questo genere di storie. Questo forse è stato il primo film di una certa primavera del cine nacional.

Garage Olimpo di Marco Bechis
Una coproduzione argentina-francia-italia. Un film durissimo, ma forse il migliore nel cercare di descrivere l’indescrivibile: il rapporto torturatore-torturato durante l’ultima dittatura argentina. Dialoghi normali, estetica spesso da documentario, un film che lascia inorriditi, com’è giusto che sia.

Avete notato che spesso quando citate un film argentino che vi è piaciuto l’interlocutore argentino dice "no, yo no miro cine nacional". Però in compenso sono pronti a sorbirsi qualsiasi porcheria italiana o francese che passano sul canale via cavo Europa Europa. Che peccato.

 

Tanoka

Al secolo Andrea Tognin. Piemontese, comunicatore, juventino. Impantanato a Buenos Aires dal 2007.

Commenti

  1. Grazie Andrea!
    Grazie a te ho conosciuto il buon cinema argentino. Purtroppo ti sei dovuto fermare a 10 ma sono sicuro che ne avresti tanti da aggiungere.
    Per esempio “Made in Argentina” è un classico ed anche “La noche de los lapices” e tanti altri.
    Mi piacciono le tue segnalazioni. Adoro anche io i film di Aristarain.

  2. Ciao Andrea, ho trovato un documento che tratta il cinema argentino in relazione alla sua società. Credo sia fatto molto bene, eccolo http://cinemah.com/ipertesti/argentina2001/argent.htm

  3. Ana Maria dice:

    Posso aggiungere il dodicesimo?
    “Caballos Salvajes” -Patagonia- vita di provincia-truffa- Hector Alterio,Federico Luppi,Leonardo Sbaraglia,Cecilia Dopazo-Mùsica Los Rodriguez. Buona Visione!

  4. Nella mia collezione di film Argentini, impegnati e non, comunque quello che meglio rappresenta la realtà di B.A. è sicuramente “NUEVE REINAS” nella sua comicità racconta la drammatica realtà della sopravvivenza. Và rivisto più volte e vanno assaporati i dialoghi.

    • Silvita dice:

      cavolo, quanto sono d’accordo con te.. io l’avrò visto 100 volte, in ita e in lingua originale, ho imparato a memoria molti dialoghi e ancora non mi stanco di vederlo.. meraviglioso..
      fabiàn, un genio che ci ha lasciati troppo presto..

  5. Anche io vorrei aggiungerne un Tredicesimo che ho scoperto Grazie Tanoka Net “Cronica de una Fuga” Di Adrian Caetano che riprende il tema di “Garage Olimpo” altro stupendo film.

  6. io il cinema argentino lo sto ancora metabolizando.Mi sto cibando dei vari Darìn e Peretti, combinati nelle varie salse, passando dai desaparecidos alle crisi amorose.Finora il giudizio globale è iperpositivo, nel senso che penso non abbiano niente da invidiare a nessuno in quanto a creatività, profondità, fotografia, originalità, poesia, freschezza. Chiaro che l’erba del vicino, soprattutto quando è transgenica ed a stelle e strisce, è sempre più verde, ma questo è ovvio è dovuto alle tane discendenze

  7. Io vi consiglio un film particolare, per me assolutamente perfetto e stupendo, è un po’ vecchiotto (mi pare 1994), ma si riesce ancora a trovare “No te mueras sin decirme adonde vas” di Grandinetti.

  8. Se posso, un ottimo attore argentino è Ricardo DARIN e di Lui potete vedere:
    - Nueve REINAS
    - EL HIJO DE LA NOVIA
    - EL MISMO AMOR LA MISMA LLUVIA
    - UN TIPO CORRIENTE
    - LA FUGA
    - KAMCHATKA
    - EL FARO DEL SUR
    - ELAURA
    - XXY
    senza di Lui,
    - NO SOS VOS SOY YO
    che ne dite di pubblicare un elenco con rimando ai siti del Film?
    ciao ragazzi

  9. pedritodel1 dice:

    “yo no miro cine nacional”, viene da +/- 30 anni fa Andrea, da quando le forbice di Miguel Tato tagliava il nastro e non solo, e ci consentiva la visione di Enrique Carreras, Palito Ortega e ancora più vomitivi, quello sarebbe stato il “Cine Nacional”, con lo sbarco del VHS abbiamo vissuto LA rivincita, guardare a casa El imperio de los Sentidos o Caligula.. ecc, no xche siano molto speciali, bensì x la libertà di scelta personale e di grattare in fondo quali sensazioni ci nascondevano.E dopo stà chi nn vuole vedere i cambi.
    Qui sotto ci si può fare una bella panciata anche x capire l’evoluzione Post M.Tato
    http://www.argentop2p.net/

  10. sentitamente ringrazio!!!! roberta

  11. Io, dall’Italia, aggiungerei “El mismo amor la misma lluvia” che ho visto questa settimana e che è una gustosa commedia amara sugli anni del passaggio dalla dittatura al memenismo. Bel ritratto di una generazione che, con poche eccezioni, ha perso nella maniera peggiore l’innocenza e ha tradito le utopie. Sennò “Luna de Avellaneda”, sempre con l’onnipresente Darìn. Ah.. dimenticavo “El camino de San Diego”, molto originale l’idea. Poi, sull’altra sponda del Rio de la Plata molto belli sono: “El baño del papa”, “Whisky” ed “El ultimo tren”.

    Ciao, Arturo

  12. Ah… dimenticavo. La suerte està echada. Divertentissimo. ciao

  13. In un’università della lontana Colombia appare d’improvviso un tipo con faccia da italiano e spagnolo accentato sulla penultima sillaba, mate sulla cattedra e thermos appoggiato sul pavimento. Un argentino, senza ombra di dubbio.
    Dichiara di chiamarsi Alberto Ponce, montaggista cinematografico, collaboratore, fra gli altri, di Pino Solanas, riconosciuto in tutta l’America Latina, nel suo genere. La lezione (in realtà, un intero fine settimana di full immersion) è un’occasione per addentrarsi in cento anni di storia argentina attraverso l’occhio critico del cinema documentario, dalla storia di Bialet Massé alla propaganda peronista, dall’origine del tango “Vete de mi” alla privatizzazione dei treni ad opera di Menem. Con una visione in anteprima della prossima opera di Solanas, “La Tierra Sublevada”.
    Questo post vuole essere un messaggio promozionale per certi titoli un po’ dimenticati e probabilmente mai conosciuti, patrimonio artistico non solo argentino ma latinoamericano in generale.

    Alcuni titoli:
    - La hora de los hornos (1968)
    - Memoria del saqueo (2004)
    - El Tren blanco (2004)
    - La dignidad de los nadies (2005)
    - La proxima estaciòn (2008)
    - Licencia numero uno (2008)
    - Vete de mi
    - Caballos en la ciudad
    - Peròn: sinfonìa del sentimiento

    Saludos.

  14. Leggo solo ora i vari blog sul cinema argentino e non solo.

    A parte qlche film diventato famoso per altre vie , non ufficiali x intenderci ma solo passaparola (come per Butch K & the Sundance kid), negli ultimi anni (da N Reinas in poi), non avevo mai sentito gli altri titoli…o cque l’esistenza dei films menzionati nelle varie liste di volta in volta apportate.

    Ringrazio tutti coloro che lo hanno fatto e che spero continueranno a farlo.

    Da quel che ne so, i 3/4 dei films menzionati non sono mai stati fatti vedere nel nord est italiano e nemmeno in UK, dove di solito si tende a programmare cinema d’élite in poche selezionate sale.

    Essendo il paese una comunita’ multiraziale, ci sono parecchie rassegne cinematografiche su vari autori registi etc e quando si parla di America Latina.. a parte i nomi nomi noti o films diventati famosi negli ultimi 10 anni, degli altri non se ne sente parlare.

    Grazie! Mi auguro di vederli tutti.

    Suerte!

  15. Mikitano dice:

    Con estremo ritardo sulla data di pubblicazione del post, mi permetto di aggiungere “Bolivia” di Adrián Caetano (film sul tema dell’immigrazione) e tutti i 4 film del geniale Lisandro Alonso: “La Libertad”, “Los Muertos”, “Fantasma” (da vedere rigorosamente in quest’ordine!) e “Liverpool”.
    Buen cine para todos!

  16. Ciao a tutti!
    Vi chiedo un aiuto: tempo fa, di notte, mio marito si è imbattuto in un film argentino che era già iniziato, per cui non è riuscito a capire nè il titolo, nè il regista, nè altro.
    La trama era di questo tipo: in un paese argentino piuttosto isoltao succedeva che le pellicole dei film arrivavano sempre danneggiate (a mio marito sembra di aver capito che chi le consegnava cadeva sempre su un ponte da cui si accedeva al paese) e veniva “aggiustate” attaccando gli spezzoni un po’ a casaccio, a volte saltando alcune scene. La gente del paese aveva preso l’abitudine di parlare coem i film che andava a guardare: e cioè con frasi spezzate e senza senso. in questo contesto finisce uan persona arrivata nel paese (forse proprio chi doveva consegnare le bobien dei film) e si trova a non capire nulla di quanto gli viene detto con lo strano linguaggio “cinematografico” assunto dalla gente del paese.
    Quanto sopra consnete a qualcuno di Voi di capire di che film si tratta?
    Mi piacerebbe regalarlo a Natale a mio marito, che continua a parlarne!

    Grazie davvero per l’aiuto!

    Maria

    • Silvita dice:

      la domanda è vecchia e ti avranno già risposto in 3000, ma ti scrivo lo stesso. credo che sia L’ultimo cinema del mondo..
      Ciao

  17. maria: credo sia “el viento se llevo lo que” di alejandro agresti (l’ultimo cinema del mondo)
    http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=33877

    …e se mi sbalio mi corigerete

    saluti!

  18. Concordo con Fritz.
    il link e’ del trailer su youtube.
    Sperando di aver dato la risposta giusta.
    http://www.youtube.com/watch?v=Z98hZQjeyE8&feature=related
    Buona ri-visione.

  19. E’ lui!
    Grazie grazie!
    Vediamo di trovare il dvd (come per i libri, anche per cd e dvd, ci piace avere “gli originali” da conservare con cura), altrimenti sfrutteremo gli altri vostri consigli.
    Grazie ancora!

    Maria & Michele.

  20. pier angelo dice:

    Quali di questi film è in lingua italiana?
    Vorrei poterli vedere per decidere, se disponibili in Italia,
    di proiettarli al pubblico del Gruppo RoccaFrancaFilm di Torino.

    per informazioni vedere:
    http://www.roccafrancafilm.it

    Grazie

  21. “Pizza, birra y faso”, “Un oso rojo”, “El bonaerense” y “La niña santa”. Yo pondría estas también.

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