Tempo fa ne parlava Fritz del tanto criticato spot dell’AFIP, l’agenzia delle entrate argentine. Riassumendo si trattava di un proprietario di un’azienda, Don Carlos, che, favorito dagli ultimi sgravi fiscali, si decideva finalmente a mettere in regola i propri dipendenti. La sua frase in portoghese "Todo bom, todo legal" è entrata nell’uso quotidiano e la pubblicità è stata un grande successo, perchè ha raggiunto lo scopo di ogni pubblicità: far parlare la gente. Il tema è controverso e delicato….in fondo si parla di una specie di condono e la morale dello spot è "meglio lavorare in nero che niente". Come potete immaginare c’è un sacco di gente che non accetta questo tipo di discorso da parte dello Stato e così sono nati blog e gruppi su facebook intitolati "Don Carlos es un pelotudo". Beh, sulle ali del successo è arrivato la seconda puntata. Don Carlos partecipa al concorso di cui parlava Delfo, Ida y Vuelta, vince un’auto nuova e decide di sorteggiarla tra i dipendenti. Ma non sorteggia la macchina nuova, ma quella vecchia. Insomma, quello che in argentina si chiama "un cagador" un figlio androcchia. Se poi stiamo ad analizzare i dettagli dice anche che la sua macchina usata ha due anni. Ma come? quindi due anni fa non aveva i soldi per mettere in regola i dipendenti, ma si è comprato la macchina? grande Don Carlos, un’icona dell’era kirchnerista.









pensavo fosse uno scherzo, invece è addirittura un’autoironia sullo spot precedente. the times, they are-a-chaaaanging…
(troppo forte, però: “el nuevo es para papito, pero el otro está pipí-cucú!” :D
niente da fare, lo vedo tutti i giorni e mi fa ridere come la prima volta. Està pipí cucú, gradissimo..