Sin tetas no hay paraìso

 In Italia non penso sia ancora arrivata, ma abbiate fiducia, con il giusto sforzo degli stessi produttori di altre pietre miliari del debosciamento culturale italiano, presto potrete vedere "sin teta no hay paraìso". La trama della telenovela originale colombiana strazierebbe il cuore di qualsiasi ragazza alla ricerca di se stessa in un mondo in cui apparire non solo è più importante di essere ma soprattutto apparire E’ essere.

Catalina è una giovane 17enne che vive in un quartiere malfamato dove fanno la loro apparizione narcotrafficanti che pagano in cambio di prestazioni sessuali. Per accedere a questo mondo di lusso sfrenato, Catalina intuisce che la sua unica possibilità è rifarsi le tette. Di fatto gonfiato il petto, senza darsi cuenta delle conseguenze fisiche e morali, raggiunge ricchezza e potere, ma poi, nell’ultimo capitolo, si pente e capisce che la vita conquistata è solo spazzatura, ma ormai è troppo tardi, tutto è perduto. Fine.

Esiste anche una versione spagnola, ha invece cambiato la trama associando l’ingordimento del seno più alla conquista dell’amore che a quella di danaro. Paese che vai disperazione che trovi.

Il seno comunque è un argomento che a Buenos Aires si fa notare.Passeggiando in pausa pranzo per il microcentro più volte in effetti la legge di gravità è messa in discussione, e le poche certezze relative al chisiamo dadoveveniamo dovevandiamo di un uomo crollano inermi sotto il peso della distrazione.Dall’altra parte del seno donne che semplicemente desiderano piacere un po di più e che spesso approfittano del basso costo degli impianti erotici. In capital ci sono molti centri di chiruriga estetica, pubblicizzati un po ovunque, dalle strade alla metropolitana. Il costo di un intervento varia tra i 4000 e gli 8000 pesos a seconda del pacchetto, non sono un esperto ma dovrebbero essere molto più bassi dell’equivalente trattamento in europa. Esistono già pacchetti tutto incluso per l’argentina? non lo so ma sarebbe un buon affare.

Per chi proprio non potesse aspettare ecco l’ultima puntata!

Sin tetas no hay paraiso ultima puntata

Delfo

Napoletano classe 76 si è trasferito dalle pendici del Vesuvio (in realtà viveva a Roma già da un po') a Baires per un'esperienza di lavoro di un paio d'anni. Si è portato i panini da casa e appena arrivato ha seminato napoletanità. Gira in bici nonostante tutto e tutti, adora il locro e mira ad imporre l'uso della crema gialla al posto del dulce de leche nella pasticceria porteña.

Commenti

  1. fritz dice:

    ho giusto un plugin per questo post ;)

    http://www.youtube.com/watch?v=VNLHt2XGkx0

    rock on, ivan.

  2. gabriella dice:

    sai che c’è una italiana qui a BA che spesso viene chiamata da radio due come inviata per la trasmissione di caterpillar e scrive sceneggiature di telenovelas? non credo si tratti di questa… però…:-)

  3. Tanoka dice:

    Negli ultimi mesi “las lolas” hanno avuto gli onori della cronaca per via dei concorsi che organizzavano nelle discoteche del cono urbano. Vai in discoteca, partecipi al concorso e il premio è una chirurgia estetica
    http://www.larazon.com.ar/notas/2009/09/08/01994479.html

    Comunque appena arrivato a buenos aires anch’io ero rimasto stupito. Non avevo mai visto una tale concentrazione di seni rifatti.

    Sicuramente ci sono pacchetti turistici all incusive.

  4. gabriella dice:

    ad una amica l’ha REGALATA la obra social… ogni anno un ritocchino ;-)

  5. Baltic Man dice:

    In Italia forse non é arrivata la versione tv, ma sicuramente arrivó il libro, un paio d’anni or sono.
    Inutile dire che non si tratta propriamente della miglior espressione artistica colombiana.

  6. Attilio dice:

    A proposito di”Sin tetas no hay paraiso”.L’altra sera guardando il telegiornale ho visto comettere uno dei più gravi crimini dell’umanità, quando in una delle regioni della nostra”civile”Italia gli allevatori svuotavano le autobotti versando per protesta il latte nei campi.
    Ecco che tornando all’argomento”tetas”,a me sono venute in mente non quelle prosperose fabbricate dai chirurgi plastici,ma quelle avvizzite,sterili e rinsecchite di quelle povere madri africane che non hanno una goccia di latte per sfamare i loro figli.
    Scusate se ho portato una nota di tristezza sull’”argomento.”

  7. lorenzo dice:

    Tranquilli ragazzi, la sopra citata fiction sta arrivando anche nella “nostrana versione”. Noi non ci facciamo mancare nulla.

  8. delfo dice:

    Ciao Tanozar, le tette delle mucche sono stressate.Proprio ieri ho visto uno speciale di report (disponibile on line) sul ciclo della carne in italia, e credo un po in tutto il mondo.Spedire il latte in africa piuttosto che buttarlo nel terreno per protesta non è una soluzione.Piuttosto mi sono chiesto que pasa acà in argentina, nella terra della mucca.La qualità della carne è superiore perchè c’è abbastanza spazio ed erba per tutte le vacche?mi sto informando, scriverò a breve un post sull’alimentazione in generale.

  9. Attilio dice:

    Delfo,il latte delle mucche italiane era perfetto,perciò lo giudico un crimine anche se per ragioni di mercato,averlo buttato via !

  10. Attilio dice:

    Già che siamo nell’argomento del latte,mi è venuto in mente che una mia conoscente sofre di quella fstidiosa ed inguaribile malatia chiamata “psiorasi”. Bene avendole provate tutte ovviamente senza risultato,sta ora facendo(visto che sembra una novità e c’è un gran dire) una cura di pasticche a base di latte di cavallo.Che sia una delle ultime frottole? Avete qualcosa amici di meglio da proporre? La mia amica ci terrebbe molto ai vostri buoni consigli e vi ringrazia fin da ora.

  11. Attilio dice:

    Avete visto dove puo portare il discorso di un paio “de tetas” ?

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