Cose mai viste

Vi siete persi gli applausi per il giovane regista Lu Chan a San Sebastian o le passerelle glamour sul red carpet di Venezia? Siete ancora in tempo per rimediare e assistere alle giornate finali del Festival del Cine Inusual qui a Buenos Aires. A dire il vero la città si è appena lasciata alle spalle la 9° edizione del Festival del Cine Sexual, (che mi sono persa!?!) e questo dell’ Inusual è solo una costola del grande scheletro del cinema indipendente che circola nel paese. E’ alla sua V° edizione e il titolo parla chiaro: contenuti e materiali inediti, innovativi, alternativi, proiezioni gratuite o quasi, che non vedranno la luce dei proiettori del circuito commerciale, nemmeno quella del sole che scioglie distese di copertine plastificate tarocche, la unica opportunità si consumerà in poco meno di una settimana, o, magari, aspettando pazientemente qualche mese, potrete rivedere qualche titolo spulciando i cataloghi di qualche fornita videoteca. In città ce ne sono molte, i dvd che tappezzano le vetrine le caratterizzano, si legano un con l’altro in puzzle di colori, lo sguardo languido di un John Wayne, cappello e pistola, scivola sulle gambe di un incurante Sharon Stone che ti guarda fisso e sembra dire “noleggiami”!
Pochi blockbuster, assenti le catene distributive automatizzate, le videoteche portene mantengono un’aria familiare, quasi domestica. Non si ricaricano schede magnetiche, non si interagisce con erogatori automatici, e, nell’indecisione amletica di questo o quel titolo, di questo o quel regista, ci si può sempre aggrappare al consiglio di quell’anima buona che sta lì a nostra disposizione…e le sorprese non finisco qua: volete apparecchiarvi una seratina casalinga, avete una voglia tremenda di pizza, empanadas, gelato e filmetto, ma non volete schiodarvi dal divano? Basta sollevare la cornetta e il gioco è fatto, effetto delivery…tutto arriverà rigorosamente a domicilio, e a fine visione mantenete la calma, continuate a pasteggiare il vostro film e a rimuginare sul finale, non precipitatevi a riallacciare scarpe e camicie, o a scommettere ai dadi su chi riconsegnerà in tempo la pellicola…prestate orecchio al campanello, qualcuno suonerà alla porta per ritirarla.
 

Katia

Ciociara, dalle sponde del Liri a quelle del Rio della Plata. Come Cesira, lascia Roma, dopo anni di università e lavoro, per concedersi il viaggio sempre sognato e un po' di relax...l'anelato anno "//zambatico", appassionata di musica, folcrore e arte in generale, approda a Buenos Aires e scopre il suo El Dorado. Con un dito nel dulce de leche e naso all'insù per capire dove va a finire il cielo, muove i primi passi in città.

Commenti

  1. Mariela dice:

    è questa la Bs As che tanto amo!

  2. tano_grasa dice:

    Mi associo all’escalamazione di Mariela, anche se, come già ebbi a dire in un’altra occasione, non posso fare a meno di riflettere sullo scarsissimo costo della manodopera che rende possibili certe comodità che in Europa sarebbero impensabili.

  3. fritz dice:

    tano g, costo della manodopera, ma non solo: abitudine “culturale” (qua arriva a domicilio anche il giornale, e lo porta personalmente il proprietario del chiosco) e anche diversa regolamentazione. non so se sfonderà, ma credo stia arrivando anche in italia. no?

    katia… pizza, gelato, empanadas… guarda che qua le taglie da donna diventano sempre più piccole! ;)

  4. Katia dice:

    ajaja Fritz, il menù della marmotta pigra in-gorda posso ancora permettermelo..chissà per quanto, però :(!
    ho il frigorifero tappezzato di magneti- delivery..l’ultimo in ordine di apparizione dice: CHURROS DELIVERY…che faccio?non li ordino??

  5. Mariela dice:

    Churros delibery nooooooooooo… Yo quiero!!!

  6. Silvana dice:

    C’è solo mio padre che ha 80 anni e che diffida un po’ di questi delivery… e quando viene a casa mia o di mio fratello e non ci alziamo verso il frigo per cercare il numero per chiedere empanadas o pizza…ci dice “ma voi il frigo l’avete solo per i magneti-delivery?”
    Ma poi c’è Olvia di 6 anni, figlia di una amica, che verso l’orario di cena quando vede che le chiacchiere con sua madre e il mate continuano senza movimenti in cucina prende il sudetto magneto e a sua volta il telefono e glieli dà a sua madre dicendo: “para mí dos de carne y una de humita”

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