Guardias

crocerossa

Di prima mano. Come funziona la sanità pubblica argentina?
La guardia medica è quella dell’Hospital de Clinica di Avenida Cordoba.
Con un dolore insopportabile allo stomaco mi presento alla guardia verso le 12.30 di venerdì, prendono i miei dati dal passaporto e mi dicono di aspettare in un corridoio enorme con corrente d’aria e quattro panchine rotte messe a disposizione. In fin dei conti fino a qui assomiglia a decine di ospedali italiani.
Aspetto non più di 10-15 minuti ed entro in quello che è il Pronto Soccorso, un enorme stanza con lettini uno a fianco all’altro divisi da tendine bianche. La dottoressa che si occupa di me è giovane e sembra efficiente, mi chiede le solite cose e mi prescrive un’endovenosa che mi aiuti a smettere di vomitare. Fatto questo mi ricetta pastiglie che già stavo prendendo da giorni e mi manda a casa; mi dice: se non migliora, ritorna.
E’ quello che sono costretta a fare verso sera visto che i dolori continuano forti. Altro taxi, altra corsa, altra coda, stavolta un poco più lunga. La cosa buona è che la mia dottoressa è ancora lì. Mi domando di quante ore sono i turni dei medici e degli infermieri in ospedale, noto che gli infermieri e il personale ausiliario sono cambiati e anche qualche medico, ma lei no, stacanovista?
Vengo visitata di nuovo e mi prelevano sangue per farmi qualche esame che in Italia mi avrebbero fatto leggendo la tessera sanitaria. Mi mettono un flebo e mi danno dei farmaci talmente forti da farmi rimanere stesa e buona come una mucca in un prato a primavera. Poi un’ecografia, efficientissimi. Ogni organo della mia pancia funziona bene tranne lo stomaco che sembra incazzato nero.
Finisco la flebo, la dottoressa sempre sorridente mi da una ricetta nuova e mi manda a dormire a casa. L’infermiere di turno, un tesoro, è capace di farmi sorridere anche tra i rantoli.
Uscendo noto due signore che si sistemano per passare la notte nelle panchine dell’attesa del pronto soccorso. Sembra un rito quotidiano.
Sanità pubblica che funziona… non c’è dubbio. Tutto assolutamente gratis.
Mi rimane una domanda, ma quelli che arrivano in ambulanza e stanno di certo peggio di quelli in coda, dove vanno?

Gabriella Toso

Nata a Monfalcone, come Paolo Rossi, dopo la laurea si è fatta adottare da Trieste. Viaggiatrice, psicologa di professione, milonguera sbarcata a BA per motivi di tango. Felice per ora del cambio. In Argentina dal novembre 2007.

Commenti

  1. gabriella dice:

    un’amica mi spiega che le urgenze vengono dirottate all’hospital fernandez. qui ambulanze non ne arrivano. ripeto… super efficienti e tutto gratuito. grazie, sto decisamente meglio!

  2. fritz dice:

    ok, abbiamo una missione, ma non prenderla cosí sul serio! vedi di non metterti a provare i pompieri o le ambulanze… ;)

    a proposito, alla fine che era? direbbe mia mamma, “non farmi preoccupare, che sto lontano”.
    baci

  3. gabriella dice:

    fritz! vedi come prendo a cuore le cose??? questione di passione tanguera ;-) diagnosi: colica gastrica da probabile intossicazione alimentare. sto meglio, grazie!

  4. Tanoka dice:

    Ha ragione Fritz, stai prendendo il blog troppo seriamente, ci sono cose che puoi evitare. Cuidate Gabriellina, mi raccomando…

  5. Silvana dice:

    Occhio Gabi… forse stai chiamando troppo spesso il delivery che chiama Katia.. sono contenta dell’attenzione che hai ricevuto. A mio padre l’ospedale pubblico di Trelew gli a salvato la vita…

  6. gabriella dice:

    andrea! grazie, in miglioramento… sogno già ogni ben di dio culinario dopo 3 gg di dieta ferrea!
    silvana! sono contenta che mi confermi che la sanità privata qui funzioni, magari non sempre e non dovunque, ma si può dire lo stesso dell’italia…

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