Natacha avrà fra otto e dieci anni, ha una mamma, un papà, un cane (Rafles), un’amica del cuore (Pati), enne compagni di scuola, e la scrive un tipo che si chiama Luís María Pescetti, che è anche conduttore di programmi radio e tv per bambini, nonché cantante e showman. Su Youtube c’è una barcata di roba, basta cercare. Natacha però è speciale, è tutti i bambini che conoscete, con tutte le idee strampalate, le uscite sorprendenti, le iniziative terrificanti, il tutto frullato concentrato e rimbalzato in una serie di librini, che infatti si vendono come i panini caldi – su questo però vado a naso, non ho dati precisi, ne vedo solo dappertutto.
Nella paginètta del Pescetti c’è di che leggere esempi (splendidamente regalati). Io ne ho preso uno che è il primo capitolo del primo libro che abbiamo letto in casa, e ora ne comprometto il brillante futuro in Italia con la mia traduzione:
- Mamma! Non venire, che comincio a scrivere un diario! (dalla sua stanza)
- Non ti sento, amore!
- Che hai detto?
- Aspetta che si spenga la lavatrice, ha quasi finito.
- Non ti sento, ma’!
- Natacha! Non mi parlare, non si sente niente con questo rumore!
- Mami, non si sente niente con la lavatrice!
- (…che vorrà adesso?)
- Basta, che devo cominciare il diario! (che starà dicendo?)
- Finisce, finisce, finisce, finisceeeeép, finito! (tono scherzoso)
- Non venire mami, dev’essere segreto (dalla sua stanza)
La madre si affaccia alla porta della stanza di Natacha.
- Che volevi, cucciola?
- Uffa, lo sapevo! sei venuta! (si copre la faccia con le mani)
- Ma se mi stavi chiamando, Nati.
- No mami, ti dicevo di non venire, non ve-ni-re!
- Io-non-sta-vo-ve-nen-do, perché ero da un’altra parte con i panni, Nati. E poi quando uno vuole star solo non chiama gli altri.
- Io ti stavo avvisando, non ti stavo chiamando.
- E qual è il segreto?
- Non te lo posso dire, che sto cominciando il mio diario, e non lo potete vedere, né tu né papi.
- Che bello, amore mio! (si emoziona)
- E nemmeno Rafles può… vabbè, se voglio glielo leggo un po’, ma voi no.
- Sono proprio contenta, da piccola anch’io scrivevo un diario.
- Davvero? (…fumino pif, delusione)
- Ma non te lo faccio vedee-re, no-nnò.
- E sei furba, mami! Io non ho detto che non te lo facevo vedere mai! E’ segreto ma se voglio te lo faccio vedere!
- Eh no, perché devi scriverci le tue cose; non dobbiamo leggerlo io e papà
- Va be’, ma se una volta voglio te lo faccio vedere, mamma, non essere egoista
- (uuh…) Non sono egoista, amore, ti sto raccontando che il mio…
- Ma che mi importa del tuo diario! Vedi che sei egoista! Il mio non lo vuoi nemmeno vedere! (stringe gli occhi)
- Non era segreto, il tuo diario?
- Macché segreto! Se sei venuta tu e non ho potuto nemmeno iniziarlo!
- (brutta giornata) Va bene, vado a fare le mie cose… Nati se hai bisogno di qualcosa mi chiami eh?
- Ma se ti dico di non venire, non venire
La madre torna a lavare. Natacha apre il suo quaderno e pensa.
Pensa, pensa, pensa.
Guarda la finestra.
Pensa.
Da lontano si sente che la lavatrice inizia a centrifugare.
(Ecco!)
Caro diario:
oggi comincio a scrivere un diario.
Ecco, fatto, continuo un’altra volta.
Firma: l’adorata Natacha
- Mami, vieni!









saggia come la vecchia mafalda :-)
Io Pescetti lo conoscevo solo per “habia una vez una gata”, di Gino Paoli. Che ignorante…
Fritz ti consiglio anche Graciela Cabal y Graciela Montes…
gracias Flacuchi, conoscevo la montes ma non la cabal. buenísimo.