Our favourite shop

 boy chemistQuesto è uno dei miei negozi preferiti. Certo che servirebbe un po’ di manutenzione al sito, no? Ma probabilmente è un negozio che va tanto bene nel mondo reale – è sempre pieno di gente – che del sito può anche non fregargliene niente a nessuno. Insomma, uno entra e si ritrova di fronte un bancone pieno di aniline, dietro al bancone il personale sveglio competente e disponibile, e poi scaffali metallici pieni di bottiglie e flaconi vari. Estratti aromatici, saponi in barre multicolori (di cocco, di glicerina, di ignoti acidi grassi da toilette), altrettanto multicolore cera in fogli, resine, solventi, basi per cosmetici, gel, e poi vetreria da laboratorio e poi barattolini, bottigliette, vials, bustoni di capsule vuote per medicinali, per metterci dentro i pasticci finiti. Clienti? Dai laboratori hard-core delle università, al popolo degli apprendisti stregoni, per hobby, per mestiere o per arrotondare: artigiani del sapone, artisti della candela e del bastoncino d’incenso, mischiatori casalinghi di detergenti sfusi, profumieri da garage, fertirrigatori della domenica (io).

Come la scatola del piccolo chimico, ma in formato supermaxi. Un sogno.

Fritz

Marco Biagetti è andato ad abitare a Córdoba nel 1998, sotto l'influsso malefico di una moglie. Adesso ha in più una figlia tween, una cagnolina casinara e quindici chili di panza. Fa una piccolissima produzione di patate, e somatizza le gioie dell'agricoltura a livello gastrico. Uomo di mondo, è nato a Roma ma ha fatto dieci anni di studio e lavoro a Viterbo

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