In argentina, come in tutti i paesi del mondo, ci sono milioni di vezzeggiativi e nomignoli con cui chiamare le persone amate o gli amici. Oltre agli inflazionati "flaco, gordo, pelado, loco, boludo, fiera, maestro", usati sempre a sproposito, ce ne sono due che invece mi piacciono da matti e mi inteneriscono ogni volta che li ascolto. Ogni singola volta. Sono "Chinito/a" e "Negrito/a".
Significano quello che immaginate, "piccolo/a cinese" e "piccolo/a negro/a", ma sono usati con tale affetto che perdono completamente ogni connotazione razzista o discriminatoria. Non c’entra neanche il politicamente corretto, visto che negrito si dice a chi vuoi bene, non a chi é negro. A me sembrano molto romantici e la prima volta che mi hanno chiamato negrito mi si sono sciolte le ginocchia. Ma mi piace anche quando mia cognata mi saluta con un cameratesco "chau negro". Un po’ perché in quella parola c’é africa, c’é garcia marquez, c’é il candomblé, c’é la santeria e un po’ perché mi fa sentire parte della famiglia. Irrazionale finché volete, ma é cosí.
Parole semplici, umili e sensibili come Atahualpa Yupanqui quando spiega che la classica ninna nanna "Duerme Negrito" (cantata anche da Mercedes Sosa e Victor Jara) non é stata scritta da lui.









Il mio papà è il Negro… per tutti… anche per il portiere di casa sua lo chiama così e a me fa ridere perché gli da del Lei…
Per la mamma, l’amore i due umini della sua vita sono negri: mio padre è “el negro”, mio fratello “el negrito”.
Sì,in Argentina chiamare “negro”una persona è un modo confidenziale ed è un segno di affettuosa amicizia.
Chiamare poi “negra” la propria moglie o compagna è qualcosa che intenerisce perchè è segno d’amore.
Molti uomini dovrebbero farlo!!!
in milonga anche se sanno il mio nome (ho verificato) mi chiamano quasi tutti “tanita linda”… come non esserne felici :-) e c’è un signore che da quando gli ho confessato come mi chiamavano a casa da piccola ha confezionato per me “polpetanita”!
la mia famiglia argentina mi chiama semplicemente “el tano”
A volte il “negrita/o” è ereditario…ad esempio, a mia mamma (di notevole origine salteña) dicevano “la negra” (anche non in diminutivo non è offensivo). Per ovvie ragioni (ovvero pelle olivastra – tez mate) anch’io sono portatrice del nomignolo “negra” trasformato in “negro” dalle mie amiche.
Avrai notato che i nomignoli vanno forte da quelle parti, ma sopratutto la deformazione di codesti è altrettanto divertente.
Isabel è la mia negrita!!! Viene automatico anche al di là delle Ande…
Ci provero con “che ashe fiera, come va?” qui a Venezia, pero nn mi auguro tanta simpatia, c’è chi si offende con un semplice ciao (ovviamente sconosciuto).
Grande Tanoka! Io sono un argentino ma in Italia. Que sensible que sos a la realidad que te rodea. Un abrazo. Como me haces extrañar a mi argentina querida… Se me cae un lagrimon cada vez que te leo.
Gracias Mario! muy bueno tu blog también, muy cuidado. Me entretuve un ratito dandole de comer a los peces. Ho vos no le des, ya comieron un montón…