Per andare dove dobbiamo andare

Ray+CharlesPrima la cattiveria, cosí mi tolgo il pensiero. Il comune di Córdoba è perso in un labirinto di conflitti con i suoi impiegati, i medici degli ospedali pubblici, i tassisti, il trasporto pubblico, i soldi che non bastano mai, le strade in condizioni post-belliche, la maggioranza in consiglio comunale esplosa. Quando le cose stanno cosí, ci sono solo due cose da fare: un toga party, o delibere su cui non si possa litigare.

No, seriamente, qualsiasi siano le motivazioni, il comune ha deciso di:
a. rifare tutti i cartellini stradali in braille nel centro. Ce n’erano, ma il tempo e il vandalismo (ma che se ne farà il vandalo della targhetta braille?) li hanno rarefatti.
b. imporre agli esercizi pubblici di offrire ai clienti una versione braille del menu/listino prezzi – anche in inglese.

Il bello è che non è solo una cosa di correttezza politica, o una striscia di stencil morale sulla coscienza urbana – infatti il vecchio Ray è contento. Da dove vengo, non ho mai visto tanti ciechi in giro (accompagnati, ma soprattutto da soli) a spasso per la strada. Probabilmente laggiú si sono stufati di rompersi l’osso del collo su una dei milioni di caccone di cani sparse in giro, o di fare lo slalom – quando va bene – fra le smart parcheggiate di traverso all’angolo, o di essere arrotati da un suv in centri storici privi di marciapiedi. Come dargli torto. Qua i marciapiedi saranno un po’ sconnessi ma almeno ci stanno, e ogni volta che scendo in centro dalla mia montagna del sapone ne incontro diversi, di ciechi che si lanciano ticche-ticche con il bastoncino a fare le loro cose in giro per la città. Anzi, mi sa che i locali non sanno nemmeno che farsene dell’indicazione stradale, probabilmente si orientano molto meglio di noialtri.

Già che siamo su un tema allegro: sono anche colpito dal numero di persone con disabilità varie che girano tutti i giorni per il circondario. Qualche tempo fa ho chiesto a mia moglie: non ci sarà qualcosa che fa male nell’acqua, in questo quartiere? Lei mi ha stoppato alla grande: è che qua li vedi perché la gente li lascia uscire, da voi li tengono chiusi in casa. Mi sembra un ottimo spunto di riflessione.

Fritz

Marco Biagetti è andato ad abitare a Córdoba nel 1998, sotto l'influsso malefico di una moglie. Adesso ha in più una figlia tween, una cagnolina casinara e quindici chili di panza. Fa una piccolissima produzione di patate, e somatizza le gioie dell'agricoltura a livello gastrico. Uomo di mondo, è nato a Roma ma ha fatto dieci anni di studio e lavoro a Viterbo

Commenti

  1. gabriella dice:

    ora capisco tutto… ascolta tua moglie! finalmente ascolto qualcosa di sano. come diceva franco basaglia “la libertà è terapeutica”.

  2. Mariela dice:

    Tua moglie ha ragione e poi ricordati che in Italia camminare dà allergia… tutti in macchina!

  3. Tanoka dice:

    Con tutto il rispetto per la gestione del budget cordobese lo spunto dell’ultimo paragrafo mi sembra il piú interessante. Giuro che anch’io avevo fatto il tuo stesso ragionamento sull’acqua, arrivando persino a ragionamenti antropo-nazisti del tipo “qui magari l’infrastruttura medica della sala parto é indietro rispetto all’italia, per cui ci sono piú bambini che nascono malformati…zoppi, paraplegici, ciechi, muti,ecc”
    Chiedo scusa a voi e a tua moglie per la mia poca luciditá, ha ragione lei, semplicemente qui gli indesiderabili escono di casa.

  4. fritz dice:

    gabri… lo sapevo che usciva l’anima triestina! ;)
    mariela: mia moglie ha sempre ragione… come hai indovinato?
    tanoka: …soprattutto non li si considera indesiderabili :)

  5. Silvana dice:

    Ciao ragazzi… avete letto “Sobre heroes y tumbas” de Enersto Sabato… la parte “Informe sobre ciegos” è una metafora su altre cose ma interessante…

  6. Mariela dice:

    Che strana cosa, io al contrario di Tanoka pensavo che qui ci fossero più persone portatrici di handicap, forse perché sendo insegnante di sostegno li noto di più (sempre in pullman diretti da qualche parte o insieme al genitore, entrambi già di mezza età) e anch’io ho cercato di dare una ragione a questo, e ho pensato all’età elevata dei genitori (occhio, realtà riscontrata in Sicilia, il figlio che arriva per ultimo dopo tanti anni, così mi è sembrato di capire), a che nei paesini piccoli il dna si mischia poco… Ma almeno in Sicilia li vedevo che li portavano a fare due passi o a fare la spesa. Comunque è vero che la concezione sull’handicap da queste terre è molto indietro rispetto a tutti gli altri paesi, compressi quelli del terzo mondo, purtroppo :(

  7. ester dice:

    Mariella,ai ragione,in molte parti d’italia l’hadicap e un po,come dire,bisogna nascondere è vergogna,lo visuto sulla mia pelle,i famigliari di parte di mio(fu)marito non hanno mai accettato che il loro fratello fosse malato di Alzheimer,secondo loro ero io fissata,ho visuto per dieci anni con i miei figli la triste sofferenza,finchè ho potuto lo portavamo sempre fuori con noi in ogni luogo che andavamo, non ci siamo mai vergognati,purtoppo gli ultimi tre anni furonno i più brutti,ad ogni modo non lo abbiamo mai abbandonato ne lasciato solo,non meritava, fu un padre e marito essemplare e tanto amatoda noi, da quando ci manca la sua famiglia non ci calcolano più,per quello che tu dici,ti do raggione,siammo molto indietro dobbiamo ancora imparare molto specialmente dal Sudamerica.Vorrei dire altro però no…va bene cosi chi vuole può capirmi….

Lascia un commento

*