Il mio regno per un pecorino

Natura morta argentina
Natura morta argentina: tres choripanes

La comida es el gran tema… a veces el único. Cuando un grupo de amigos decide juntarse el cocinero en cuestión sabe con anticipación cual será el antipasto, el primo, el secondo y obviamente qué vino según el plato, la improvisación no existe y eso es lo que hace que todo sea un manjar… y muchas veces también un embole.

In questo post magistrale Silvana dipingeva uno dei tratti che piú mi fa soffrire dell’idiosincrasia italiana: a tavola si parla quasi solo di cibo. Sono d’accordo con Silvana su tutta la linea, soprattutto sul finale, ovvero sulla noia e sul desiderio di una buona conversazione, a prescindere da che cosa si stia masticando. C’é peró qualcosa di peggio dell’italiano che parla solo di cibo, esemplare molto diffuso tra i tavoli italiani, l’italiano all’estero che parla solo dei prodotti tipici italiani. Adorazione, rimpianti e lacrime amare. Si tratta di una patologia molto diffusa, ne é affetta la grande maggiornza dei miei amici e probabilmente è incurabile. Mi dispiace per gli amici che si sentiranno toccati nel vivo penseranno  "ce l’ha con me?". Mi spiace, ma almeno lo sapete e non mi sottoporrete nuovamente ad un monologo di un’ora sulla vostra ricerca della ricotta a buenos aires, sulla grappa che bevete col contagocce perché sta per finire, su quanto fosse buono il lardo di colonnata che vostro zio si é nascosto nellle mutande per passare la dogana argentina. No, basta, "salgo del placar", faccio outing e confesso che mi annoiate a morte. Che sia ben chiaro, non mi disturbano affatto la vostra ricotta e il vostro lardo e berrei tutta la grappa che tenete nascosta in cassaforte. Nel mio piccolo anch’io sento la mancanza delle stesse cose, anch’io ho pensato piú volte di incantenare mia madre ai fornelli qui in argentina e di non lasciarla piú tornare in italia. Anch’io cerco di trovare la Barilla ad un prezzo piú umano possibile, anch’io faccio i miei esperimenti patetici per riprodurre gli arancini siciliani in cattività, con riso comprato al supermrcato cinese. Anch’io prendo 5 chili ogni volta che vado in italia e quando entro a casa di mia nonna abbraccio prima il frigorifero e poi lei. Anch’io soffro. Peró basta, é possibile che non si possa parlare d’altro? Non vi manca un po’ il cinema italiano? la musica? la spiaggia? al limite anche la TV? perché non mi raccontate quanto vi manca il baretto del vostro paese, quello dove siete cresciuti, dove passavate l’estate, dove avete conosciuto vostra moglie? e invece no, vi manca la pepata di cozze e mi raccontate che c’é un negozietto a San Telmo che vende le cozze buone buone, "quasi come in italia". Vivo fuori dall’italia da 7 anni, conosco continuamente italiani che vivono all’estero da qualche mese e invece di raccontarmi quello che mi sono perso, le ultime tendenze italiane, una canzone, un film, un concerto, no, mi fanno vedere che in valigia hanno un prosciutto di parma.

Ho una mia teoria pessimista cosmisca al riguardo. Penso che questa monotematicitá sia da imputare alla povertá della cultura contemporane italiana, tutta. Non c’é davvero nient’altro di cui parlare, niente di cui sentiamo una mancanza straziante (a parte amici e parenti, ma quella é un’altra storia) e allora ci si ritrova a parlare di timballi e sfornati. Apprezzo movimenti come Slow Food e mi considero una buona forchetta, ma quando il cibo diventa il centro di tutto, il totem, forse stiamo esagerando. Vogliamo valorizzare le nostre radici culturali, ma secondo me le stiamo solo sommergendo sotto una montagna di mozzarella. Gastronomia è cultura, ma forse ci stiamo annebbiando la vista con un feticcio consumista. Succulento finché volete, ma pur sempre feticcio.

Chiudo con una citazione sempreverde di Fritz:
Avvertiamo gli italiani che volessero venire in argentina che qui il latte é scremato all’3% mentre in italia al 3,6%. Nel caso portatevi la panna da casa.

Tanoka

Al secolo Andrea Tognin. Piemontese, comunicatore, juventino. Impantanato a Buenos Aires dal 2007.

Commenti

  1. Mi hai fatto morire dal ridere perché in qualche modo gli argentini da questa altra parte del mondo soffriamo degli stessi mali… ieri mi sono mangiata il mio ultimo palito de la selva, un vero dramma! hahaha Ma è vero che quando stiamo insieme non manca mai il momento che si parla del cibo ma per fortuna le serate o i pranzi non diventano monotematici, si parla di musica, se abbiamo visto l’ultimo film di Darin, cerchiamo di stare in contatto con quello che succede “a casa”, vediamo se commenta qualcun altro e se è d’accordo.

  2. graciela dice:

    io la verita sono fortunata.. perche qua trovo sia dulce de leche, sia yerba mate, l’unica cosa che mi manca un po sono gli “alfajores” sopratutto havanna de nuez, darei volentieri mio regno per loro….. jajajaj
    in quanto al cibo tento di adattarmi a quello che trovo qua, che peraltro non e tanto diverso di quello che si mangia in argentina….
    pero devo raccontare una cosa che mi ha colpita un po… quando sono andata in mensa qualche volta ho iniziato a mangiare il secondo al posto del primo perche scotava, in tre persone m’hanno chiesto se non era buono il primo, o se c’era qualche problema con il primo jajajaja non li pasa per la mente che si possa alterare l’ ordine dei piatti
    poi veramente con internet uno e aggiornato pratticamente di tutto quello che sucede sia qua sia la.

  3. Sincuentango dice:

    Svegliandomi oggi mi sono reso conto che quaggiù non si è festeggiato Halloween….ti pare poco? Nei negozi non c’è il merchandising di “ameriporcate” made in china che invece affolla tutti i negozi d’Italia. Si perchè in Italia si festeggia Halloween, in maniera strisciante, piano piano questa festa, è diventata importante, quasi come un carnevale, ajeno.

  4. ah, non si è festeggiato halloween? appena si sveglia mia figlia glielo dico. è stata tutta la notte ad una festa con le amichette travestita da donna-tarantola, ma dev’essersi sbagliata. che il grande cocomero sia con te. ;)

  5. Pensa che il Consolato i giorni di più grande allegria sono quelli in cui arriva il rivenditore di mozzarella e ricotta…

  6. graciela dice:

    penso di avere letto che i comenti che non c’entrano nulla si lasciano in bacheca…..

  7. storia a parte i napoletani, che oltre a rivendicare la superiorità dei prodotti tipici partenopei su quelli argentini, sottolineano sempre la superiorità sulla media nazionale: friariello docet.
    Sono d’accordo con Andrea, il cibo sembra essere l’ultima risorsa culturale dell’italiano medio che ormai non si incontra più per discutere o confrontarsi.
    Certo tra una birra e un’altra o tra caffè e gelato una battuta su Berlusconi o Marrazzo ci scappa, ma guai a parlare di politica, alternativa, capitalismo, poesia, che palle!
    Meglio una pancia piena con cervello a traino e vaffanculo Marx che porta sfiga. D’altro canto se 6 milioni di italiani hanno seguito la prima puntata della decima edizione del grande fratello sarò pur libero di dire che è un paese di mariuoli, trans e rincoglioniti?Forse a mangiare troppo il colesterolo ha occluso le vie che portano ossigeno al cervello del povero stivale.Sono fermo sostenitore dell’idea che tutto ciò faccia comodo a chi detiene il potere, però pure quelli che non lo detengono eh! sveglia!vi stanno rubando la pasta dal piatto!
    PS: qui in argentina non si sta molto meglio ma come nello yogurt c’è fermento…

  8. PPS: ciò detto Tanoka non assaggerà le pizzelle napoletane con salame e ricotta fresca (che finalmente ho trovato in un supermercato :))

  9. Bellisimo post TAnoka, davvero complimenti!
    HAi ragione pero’ ,siamo monotematici, e leggendo il tuo post , e’ stato come ascoltare mia moglie(Soledad) che non sopporta quando le dico ” senti che si mangia domani ??”.
    Comunque devo essere sincero , io quando sono stato in Argentina , ho magiato cosi’ bene che per un attimo ho dimenticato spaghetti pizza e mozzarella(rigorosamente pugliese).
    Pero’ una volta mi sono commosso scoprendo in un supermercato la pasta prodotta nella mia citta (Pasta Ambra di Corato -BAri-), sara’ patriottismo culinario??
    Infine , una domanda : Come si comportano gli Arancini in cattivita’ ???

  10. Bellissimo post.
    Io nella mia breve permanenza in Argentina non ho sinceramente sentito molto la mancanza del cibo italiano anche perché mi adeguo, magari ho evitato sorrentinos e pizza perché ciò che ho assaggiato lì non mi è piaciuto, ma non credo sia un delitto, invece la ciccia, wow!!!
    mi sogno ancora “Siga la vaca” a BsAs o le empanadas di Salta, o il frigo svaligato a casa degli amici a Cañada de Gomez…
    Mi sono adeguato al caffé, figuriamoci se mi faccio problemi per il resto…;)))
    Besos!

  11. Delfuccio querido, non fare così, dai…

    Gennaro, gli arancini si comportano bene quando li fa mia moglie, che la sua più lunga di me. Non è questione di geni, è questione di passione e di pazienza. Adesso per esempio sta facendo pippiare un ragù che ci durerà per i prossimi 6 mesi..

  12. ehehe, tana per me(e in questo caso casca a fagiolo).
    Una considerazione a parziale discolpa di una coda di paglia…non ci sono altri luoghi al mondo dove un italiano venga maggiormente sottoposto alla tortura cinese del reggianito, muzza, noquis, gelatto ecc ecc.
    Non esiste la possibilità per un italiano di evitare la conversazione classica (almeno una al giorno): vos sos italiano…jo tambien…mio padre ecc ecc, mio nonno ecc ecc, di dove non so, forse del nord pero no sè, pero la pasta tal qual…tengo doble ciudadania… maradona lo aman mucho alla ecc ecc…buenos aires mismo quilombo y roberias de italia,…ecc ecc
    Insomma l’italiano arrivato quì per cambiare aria ritrova le solite ossessioni qualunquiste di cui forse sta provando a liberarsi sotto forma di costante provocazione gastronomica, ad ogni quadra un ristorante: vesuvio, il ballo del mattone, capri, ponza, pinuccio e sua sorella, la stampa, e bla bla bla, un continuo di doppie consonanti senza senso e supponenti annunci di vera cucina tipica italiana…
    insomma, per favore lasciateci soffrire in pace!

  13. Tanoka, perche tu capisca quanto sei diventato importante nelle nostre vite, ti racconto che ieri sera mio marito si avvicina al letto dove stavo per immergermi nel piu proffondo sonno, e mi dice ridacchioso: DEVI LEGGERE IL NUOVO POST DI TANOKA!!
    E oggi dal lavoro non posso che sorriere per il solo fatto che da piu di tre anni dico questa cosa ogni volta che torniamo dalle riunioni (a dire il vero ormai ci sono fatta la pelle), però una cosa la devo anche ammettere, imparare ad usare ogni singolo ingrediente, quando ne hai la possibilità non fa che sommare alla propria cultura, e in piu quando torno in argentina i palatti aspettano qualche piatto italiano con quel “saporino diverso”. Ed è lì dove ci accorgiamo che trovare il tutto è difficile, ma l’arte di arrangiarsi è piu forte.
    Cucino molti piatti italiani (croce e delizia) pero ancora mi scoccia un po quando goli abitanti della zona non hanno tema di conversazione e ti chiedono: cosa hai mangiato oggi? cosa prepari?
    Meno male che mia suocera mi ha avvertito: non te la prendere se ti chiedono quello, non vogliono farsi i fatti tuoi (ah, meno male) solo è per parlare di qualcosa!!!!

  14. Anch’io faccio come il marito di Soledad, e subito invio questo al mio… Devi assolutamente leggere questo post, e quest’altro.. e cosi..!
    Anche noi parliamo del posto dove troviamo la carne DOC, la yerba, o il dulce de leche, della nostalgia del “lomito” con la maionese o della voglia repentina di un bocadito Cabsha. Ma parliamo anche dell’ultima puntata di “Ciega a Citas”, o di “Tratame Bien”, dei film che aspettiamo ansiosi di poter vedere, e di altre tante cose!

    Ma confesso che perfino io mi sono italianizzata, ed ora non saprei come affrontare una vita senza il parmigiano!

  15. praticamente il post ha dato il via a commenti gastronomici! e’vero c’e’ poco da dire sull’Italia ultimamente, che almeno non risulti deprimente, allora ci si butta sui discorsi enogastromici, che e’ comunque cultura… anzi proprio un culto! pero’ sono daccordo, bisognerebbe essere piu’ attenti e curiosi verso altre categorie culturali anche se quasi inesistenti in Italia… comunque e’ un piacere leggervi! virginia

  16. In effetti è vero che molti hanno questa tendenza – lamentele per il caffè, per questo e per quell’altro.
    Ma non credo sia abitudine solo di noi italici ;)

    La mia ragazza, francese, da 3 anni in Italia, quando torna in Francia freme di gioia al pensiero di gustarsi “finalmente del buon pane” – come se qui non ce ne fosse – piuttosto che del formaggio francese “fresco” – perché quello che portano da noi è già vecchio – o delle “ostriche fresche” della Bretagna.

    Uscire dai confini fa naturalmente bene ai nostri orizzonti in genere limitati.

    Fino a pochi mesi fa lavoravo in uno studio di architettura in cui gli italiani erano solo due in mezzo a professionisti irlandesi, argentini, estoni, olandesi e giapponesi. Quindi ognuno aveva le sue abitudini gastronomiche, di lavoro, che agli altri sembravano stravaganti.
    Mentre noi italici volentieri facevamo la pausa pranzo in qualche bar, magari a parlare d’altro, loro si sgranocchiavano un cracker di fronte al pc o si portavano una zuppa fredda da casa, e quando venivano con noi parlavano solo di lavoro.
    Ad essere sincero, non credo sia bellissimo uscire dall’ufficio, sedersi di fronte ad un bel piatto di *** e, tanto per cambiare, ricominciare a parlare della medesima cosa di cui si discuteva dieci minuti prima. Bisogna fare come Montalbano allora ;)?

    Ma naturalmente è solo un esempio ;)

    Ciao e buona giornata!

  17. Siamo tutti consapevoli che non si vive solo di pane,ma è anche vero che il cibo oltre ad essere una neccessità,è anche uno dei piaceri della vita !

  18. si, ma per certe persone e disgustoso continuare a parlare di lavoro in pausa pranzo, figuriamoci se il tuo lavoro e dentro l’ospedale…………….

  19. Dai, che quando ritorno a BsAs vi invito tutti a cena da Manolo in Cochabamba!!!

  20. Nikmazzu dice:

    Nick(omonimo?!),

    Sono tornato ieri da BA(con la morte nel cuore) e già rimpiango la cena di Venerdi scorso a lo de Manolo in Cochabamba!!

    Mi hanno portato un Bife de Chorizo relleno dalle dimensioni inconcebili per l’essere umano comune e visibile dallo spazio!!

    Il locale stesso è una piccola gemma per gli appassionati di calcio argentino…Straconsigliato!!!!

  21. comunque se proprio dobbiamo parlare di cibo, a me la milanesa a la napolitana mi ha fatto morire! non tanto per il sapore che era molto buono, ma per l’idea… un popolo che mette insieme milano e napoli in un piatto semplice e buono… e’ un grande popolo…

  22. patrizia armano dice:

    buono a sapersi a gennaio quando verranno i tuoi invece di un pezzo di parmigiano ti mando un dvd di annozero o porta a porta con una statuetta di gagliaudo cosi stai via altri 7 anni

  23. Eh sì, è una questione di cultura… non a caso gli italiani in Italia risolvono tutto con una tavolata e ci mettono tre ore per sparecchiare la domenica, che nooooia!!!

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  1. [...] Potrebbe, SE. Se esistessero anche nel Belpaese politiche lungimiranti. (Se esistessero anche nel Belpaese politiche). Se qualcuno iniziasse a comprendere che quando un popolo è fottuto, può almeno provare a giocare la carta di un passato glorioso, da vendere in giro. Se un (uno solo) ambasciatore iniziasse a convertirsi in un essere tale da giustificare il suo prezzo (a Vilnius l’ambasciatore italiano godeva di uno stipendio più alto di un parlamentare lituano). Se la gente capisse, magari spegnendo la televisione, che la cultura italiana sta scomparendo in patria, prima ancora che nel mondo. Soppiantata dal pecorino. [...]

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