
Prendo a caso un giornale di oggi. 5 novembre 2009. Non importa che sia Clarín o un altro, mi limito ai fatti senza entrare nei dettagli:
- Sciopero generale del personale della metropolitana, un milione di passeggeri a piedi. Scontri tra gli affiliati alle due sigle sindacali involucrate.
- Il sindacato degli autotrasportatori, capitanato dal filo kirchnerista Hugo Moyano, attacca fisicamente i lavoratori che distribuiscono i quotidiani della capitale, per obbligarli a entrare tra le proprie file.
- Gli uffici dell’ANSES, l’INPS argentina, sono presi d’assalto da centinaia di persone che non vogliono perdersi il sussidio universale per ogni figlio, appena introdotto. L’edificio è preso a huevazos.
- La polizia sgombera con idranti la Panamericana, la principale autostrada d’accesso a Buenos Aires, occupata in entrambi i sensi di marcia da manifestanti appartenenti al sindacato dell’edilizia, UOCRA.
- Nel centro cittadino i dipendenti dello stato, ATE, e della CTA, non allineata con il governo, marciano sotto l’obelisco, per protestare contro il governo cittadino di Mauricio Macri, mentre dipendenti della Sanità marciano verso la sede della Provincia di Buenos Aires, durante lo sciopero di 77 ospedali della provincia.
Questi i fatti di oggi, ma fino a ieri la 9 de Julio, l’avenida che attraversa il centro città, era occupata da famiglie che hanno accampato lì un paio di giorni per reclamare i sussidi sociali dal governo. A questo aggiungiamo che i docenti della città di Buenos Aires sono in sciopero da una decina di giorni.
Il giornale di oggi, non quello di questo mese o di questa settimana. Questa è la cronaca di oggi. Alcuni di voi arrivano a questo blog cercando su google "qual’è la situazione in argentina?" o "come va in argentina?". Questo mi domando io oggi..que te pasa argentina? È difficile vedere un unico disegno o un’unica tendenza dietro tutti queste agitazioni, ma è innegabile che qualcosa sta succedendo, la gente sta scendendo in strada, la strada ritorna ad essere il palcoscenico. Molti governi argentini recenti sono finiti con la gente per strada: Alfonsìn, Duhalde, De la Rua e sicuramente me ne perdo qualcuno per pura ignoranza. Non voglio dire che sta per scoppiare il finimondo, ma una cosa è certa, kirchner e il governo non hanno più il controllo della strada, che è stata uno dei suoi punti di forza di questi ultimi anni. L’esempio lampante è il movimento piquetero, che era stato assorbito dal governo K, assoldato in alcuni casi, tenuto buono con sussidi in altri casi, sempre rabbonito. Ora invece in strada c’è un sacco di rumore. Staremo a vedere….









Ciao Tanoka e ciao a voi, altri tanos.
Premetto che vi leggo da cinque mesi, non di più. (Vi risparmio i complimenti per ora, perchè mi attendono sei ore di studio intenso, ma li posterò presto)
Mi sembra che la situazione politica abbia caratteristiche molto simili a quelle italiane.
Gli elementi per poter comparare i due paesi non so se sono validi però ho notato che la televisione “si comporta” come la nostra e così di conseguenza gli atteggiamenti, le risposte del governo ed i conseguenti comportamenti dei cittadini; da quel che si racconta i giovani delle grandi città non si interessano dei problemi della politica perchè non li vedono o meglio non li possono vedere (così mi hanno riferito da Baires). Questa situazione mi sembra essersi creata dal dopo Menem; il meccanismo persuasivo mi sebra lo stesso (Ecateo diceva “come a me pare vero che sia…” quindi potrei anche sparare ca***te).
Intanto, quì, la mafia la corruzione ed il razzismo si vanno a mangiare una frittura assieme al nostro primo ministro: e io pago! Ci si sente spaesati come quà? Le immagini della vita vissuta nella strada si scontrano con quelle della televisione con la stessa prepotenza?
Quà forse ancora c’è poca gente che va in piazza, forse perchè ancora riesce a soddisfare molti dei bisogni primari e secondari, quelli che ti fanno dire: “masssssì alla fine si sta bene in Italia, guarda in Africa!”
Appena sarò in Argentina cercherò di capire meglio la situazione; per ora mi affido ai vostri vangeli!
Un saluto!
Giacomo
Sono questi i soli motivi per i quali son contenta di essere lontana dall’Argentina! Che la gente scenda in strada è un’ottima cosa, ma non è mica come quando si scende in piazza in Italia… farlo per il “pancho e la coca” è tutta un’altra musica.
Dall’Argentina mi dicono che tanto è sempre stato così…a me sembra che ci sia qualcuno che ha interesse a mettere una parte degli argentini contro l’altra, solo per prendere voti, magari perchè quelli che aveva finora sono persi. Come al solito mi viene da fare il paragone con l’Italia, dove sono quindici anni che i politici ci hanno divisi in comunisti o berlusconiani, e non c’è niente da fare: se non se l’uno sei l’altro. Però almeno in questa divisione c’è un timido accenno di ideologia (finta), e per fortuna poca violenza (tranne le solite reviviscenze postume delle BR o fascitelli qua e la).
Lì invece mi pare che gli scontri siano semplicemente tra ricchi e poveri, e che ci sia il rischio che la cosa diventi un pò più violenta che da queste parti…sbaglio? espero que sì…saludos!