Domenica, giornata di sole e passeggiatina tranquilla per le vie pedonali del centro. Non è il massimo, lo so, ma la domenica è l’unico giorno in cui queste zone della città si svuotano e diventano passeggiabili, si riempiono di turisti dal passo lento, comodi che tentennano davanti alle vetrine dei negozi sportivi in cerca della maglietta del club preferito, o tra quelle che porpongono le perle di saggezza dell’ultimo Maradona. In queste strade piene di turisti, tra borsellini in pelle fiorita e panchos a 3 pesos, torno ad essere turista anch’io, rilassata mi guardo attorno, in su, in giù….e proprio guardando in giù, sotto i miei piedi, lì dove non avrei mai guardato, mentre centro la cannuccia in una bottiglietta d’acqua, mi accorgo di stare calpestando qualcosa, affino le vista e non ho dubbi, i miei piedi calpestano una lapide: un passo indietro, quasi un salto, per rispetto istintivo e per leggere una scritta poco leggibile in bassorilievo che recita: Cine Luxor, anno 1944…alzo gli occhi e proprio davanti a me, a indicazione della lapide, c’è una Galleria, la Galleria Luxor per l’appunto, una come le tante scavate nelle avenidas e riempite di luci e vetrate di negozietti tristi. Perplessa, intuisco che è sicuramente un segno della storia, lasciato lì, magari a memoria di quello che fu il primo cinema porteno. Curiosa continuo a camminare, ma adesso con lo sguardo basso, a caccia di altri segnali, a pochi metri individuo un’altra lastra di marmo grigia, un’altra lapide, grande ad onore di un altro cinema, questa volta la tristezza si fa più profonda, un Burger King ha svuotato la platea del vecchio cinema e lo ha sepolto sotto un mare di maionese, hamburger e patatine. Ancora pochi passi e ne avvisto un’altra, questa volta nella pancia sventrata della vecchia balena addormentata, la Select Lavalle, vecchia di 70 anni, ci sono le medicine e i deodoranti di una Farmacity;
quella a memoria del cinema Nacimiento fa da tappetino d’ingresso a un Musimundo; le spoglie del cine Iguazu, invece, accompagnano i fedeli alla preghiera in una Chiesa Evangelica….
Tra la calle Lavalle e l’adiacente Suipacha se ne contavano una quarantina di questi grandi cinema, di queste fabbriche dei desideri capaci di regalare sogni a 1500 persone alla volta, smantellati lentamente a colpi di pop-corn caramellato e micro-multi-sale.
La calle Lavalle al ritorno della mia passeggiata non è più la stessa: è un museo invisibile e silente a memoria di un cinema, quello glorioso, del passato, che fece della Calle Lavalle “la Calle del Cine Argentino”, una morte che si celebra sotto lo sguardo distratto e incurante di migliaia di persone che ogni giorno calpestano questo cimitero a cielo aperto.











Sì,ricordo anch’io,calle Lavalle era la regina dei cinema e mi sbalordiva che ce ne fossero quasi uno di fronte all’altro!
Anche a Cordoba cìè un vecchio cinema all’inizio de calle Rivadavia diventato una Iglesia Universal. Chiedi conferma a Fritz!.
Saludos
è globale purtroppo… a trieste alcuni dei più bei cinema sono diventati nell’ordine: tempio dei testimoni di geova, supermercato e sala bingo che ha fallito in qualche mese :-(almeno qui li hanno ricordati con una lapide!
confermo, hermana marcela! ;)
e il cinema ocean sulla colón è diventato un parcheggio (playa ocean, appunto). però cinerama e gran rex resistono contra viento y marea!
l’essere umano è un animale senza memoria
Lasciatemi urlare un bel ricordo prima di mettermi a piangere, Majestic e Sarmiento di Villa Ballester, Plaza e Ateneo di San Martin sia sabato sera che mattiné domenicale lunghe code per l’attesissimo spettacolo, ahh!! il Moreno en las rateadas de la secundaria para ver a la Coca Sarli
Ho fatto milioni di volte Lavalle, alcune volte anche di mattina presto quando ancora si riesce a vedere il pavimento, poi ricoperto dalle formichine porteñe, ma non avevo mai visto nessuna di queste lapidi. Ma pensa un po’.
Però in famiglia mi dicono che ancora pochi anni fa c’erano un sacco di cinema su Lavalle, quindi dev’essere una cosa recente, no? ci sono le date dei decessi?
Tanoka:preparando il post mi sono domandata anch’io a quando risalissero i decessi!! su queste lapidi stilizzate a forma di pellicola, la data non è indicata, in molte c’è solo un nome, quello del Ex cinema, in altre nome e data di nascita, in alcune l’incisione, per esempio, dice: “Cine Arizon 1938 hoy Multisala”, questo nel caso in cui un cinema di nuova generazione abbia eriditato almeno lo scheletro del vecchio. (Magari sarebbero stati più “incisivi” se avessero utilizzato lo stesso epitaffio anche nel caso in cui “hoy Burger King”…”hoy Bingo” … “hoy Farmacity”(ma come dice giustamente Gabriella, almeno qui hanno messo una lapide!)
I decessi sembrerebbero però recenti, il Dr.House che mi informa dice che le date dei decessi risalirebbero all’epoca menemista, gli ultimi si sono estinti intorno al 2005.
Attualmente ci sono il Monumental e Atlas, naturalmente multisala!
Molti di questi decessi sono accaduti negli anni 80 e poi del tutto negli anni 90.
Mia madre dice sempre “ah tu non sai cosa era la via Lavalle un sabato sera nell’orario d’uscita dei cinema… era pazzesco e poi si andava mangiare in ristorante, in pizzeria, più tardi ai locali… era l’epoca della notte di Buenos Aires che non finiva mai… la Buenos Aires que no dormía nunca, era un’epoca d’oro non solo dal punto di vista culturale ma anche dal punto di vista economico… Lei parla degli anni 60 e parte dei 70… e quando mi racconta queste cose per me è come una favola fantastica che intravvedo appena nei miei primi ricordi d’infanzia. Poi è vero che oltre alla crisi… è arrivato il video, el cable… ecc