Mi piace la Avenida Cordoba perchè attraversa buona parte di buenos aires e si va trasformando con lei. Non è come Corrientes, Rivadavia o la stessa Libertador, che più o meno mantengono il loro stile. No, Cordoba soffre tutti gli alti e bassi dei quartieri che attraversa. Nasce nel bajo, nella parte più paqueta, fighetta, di Puerto Madero, dalla stazione di Buquebus, dove partono i traghetti per l’uruguay. Attraversa il microcentro e si dà un tono da capitale europea, con la Galerìa Pacifico ed altri edifici storici di gran lusso. Passata la plaza Houssay, con le facoltà di medicina ed economia, attraversa il quartiere Once riempendosi di meccanici e scuole, per poi sboccare in Palermo e trasformarsi in uno dei centri commerciali della città, dove si trovano in sei o sette cuadras tutte le marche più conosciute della moda giovanile e per bambini. Quei negozi dove il sabato pomeriggio c’è una coda di cinquenta metri per entrare nel negozio della Levi’s, inspiegabile. A questa altezza, tra i negozi, trovate però alcune chicche, come il club Villa Malcom, una delle pietre migliari del tango porteño, la gelateria Scannapieco, un cognome una garanzia, e la pizzeria Angelin, che se non ci siete mai stati che ve lo dico a fare. Poi arrivate al puente di J.B. Justo, ormai un classico di questo blog. Lì alle sbarre trovate il tipo che per 20 pesos vi vende i 4 pezzi indispensabili per la parrilla: la paletta, l’uncino, il gancio e le presine di ferro, un affarone. Da lì in poi Cordoba crolla in picchiata, ci sono decine di case abbandonate, intercalate solo da negozi di antiquariato, demolizioni di porte e finestre e il famoso mercato delle pulci. Interessante il fatto chei vari ph della zona, se disabitati, hanno le porte murate, per evitare che siano occupate, cosa molto comune in quel quartiere. Da queste parti sabato scorso abbiamo scovato anche Cristiano Ronaldo, affacciato ad un balcone. In questo periodo non sta giocando con il Real Madrid e si starà riposando in zona. Cordoba a questo punto è agli sgoccioli, ancora una decina di cuadras e appena attraversate la via Jorge Newbery la grande avenida si trasforma in una stradina, in una stradina normale, di quartere, con gli alberelli, per poi morire due cuadras più in là, su Federico Lacroze. Sembra un fiumiciattolo al contrario, che segue il senso di marcia delle macchine, dei milioni di macchine che la percorrono 24 ore al giorno. Un rigagnolo che scappa dal rio de la plata, a puerto madero, per poi morire a chacarita, tra i san pietrini del quartiere.
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Grazie Tanoka, l’ho ripercorsa immaginariamente per scoprire che alcune cose le sto dimenticando! :(… quanta nostalgia! Grazie comunque, è stato un modo per riviverla :)
La descrizione sulla nascita e la morte( se si può dire) delle grandi avenidas di Buenos Aires potrebbe essere un tema molto interessante oltre che culturale.Penso che ancora non l’abbia toccato nessuno.
Ci vorrebbe proprio un Indiana Jones cittadino che si avventurasse alla loro scoperta!!
Avevi proprio ragione, Tanoka: pdF.
Tanoka tu la ami proprio questa città eh? E a me poveretto che almeno tre anni lì dovrò passare ancora a Milano, mi fai venire un magone…smetterei di leggerti, se non fosse che tu riesci ad esprimere in parole – davvero ben scritte – quello che, quando torno da BA, non riesco mia spiegare a me stesso e a chi mi chiede ‘ma che c’havrà mai sta città?’. In genere tanto furore di idee e mondi vuole sgorgare dalla mia bocca che non riesco a far altro che balbettare B-B-B-B-Buen-n-n-nos Aires! La prossima volta gli passerò il tuo link…
Spero un giorno di andarci la sogno da sempre leggendoti mi sembra di viverla pero’ mi dicono che x un turista nfai da te è pericolosa cosa mi dici
Salva, sogni buenos aires o la avenida cordoba? ad ogni modo in entrambi i casi direi che il problema sicurezza per il turista non sussiste. Vi muovete in zone e in modi che difficilmente vi mettono a contatto con situazioni pesanti. Al limite ti rubano il portafoglio o la borsetta, ma questo anche in italia. Chau!