Due eliche, due famiglie

Forse non a tutti piace che si parli di politica in questo blog. Ma c’è un argomento che mi ha appassionato, negli ultimi giorni, ed è quello del DNA nella ricerca dei nipoti scomparsi. E poi è politico solo di striscio. Quindi pazienza.

Per cercare di riassumere in breve: come è noto, durante l’ultima dittatura era pratica comune prelevare ed eliminare segretamente i cosiddetti "sovversivi". Quando si trattava di donne incinte, i bebé nati in prigionia venivano affidati – sempre in segreto – a famiglie piú o meno ignare o piú o meno coinvolte nella repressione che li iscrivevano all’anagrafe come propri. Secondo le Abuelas de plaza de mayo – appunto le nonne che ricercano i propri nipoti – ci sarebbero circa 400 persone in questa situazione in tutto il paese, un centinaio delle quali sono state ritrovate, in particolare negli ultimi anni grazie al confronto del loro DNA con quello della famiglia d’origine. Nella pratica, ti viene un dubbio sulla tua famiglia biologica – o te ne parlano in casa – vai dalle Nonne, loro si fanno un’idea di chi potresti essere figlio, e fanno fare l’esame genetico corrispondente.

Ovviamente, come sempre, c’è un ma. Alcuni dei presunti nipoti – ormai tutti intorno ai 30 anni – si oppongono al test. Per motivi personali e quindi insondabili, o magari per non mettere nei guai la famiglia "adottiva" (si tratta di un reato che si considera imprescrivibile). A parte della magistratura, del parlamento, e piú comprensibilmente alle Nonne, questa cosa non piace granché. C’è quindi in giro un progetto di legge che darebbe al giudice la possibilità di rendere obbligatorio il prelievo del DNA, eventualmente da effetti personali e non via estrazione di sangue. Su questa modalità alternativa e in qualche modo conciliatoria (vengono a casa tua, prendono lo spazzolino il pettine e la biancheria e da lì ottengono il campione) c’è già una sentenza favorevole della corte suprema.

Non vi sfuggirà, almeno a chi ama le seghe mentali quanto me, che la questione tocca i massimi sistemi. Quale diritto deve prevalere? Quello della giustizia a fare chiarezza su un crimine odioso? Quello della famiglia (vittima) a conoscere la verità e riunirsi con il nipote smarrito? Quello del nipote (vittima) ormai adulto che rinuncia a sapere da dove viene e non vuole mettere in discussione la sua identità? I diritti personali  come quello all’identità, sono irrinunciabili? In quali casi? Fino a che punto lo stato puó mettere le mani nella vita dei cittadini, in particolare se vittime di un delitto?

Purtroppo, salvo l’eccezione in fondo al post, l’approccio "alto" e "filosofico" al problema è compromesso dal clima politico e dall’isteria imperante. A complicare le cose, si dà giusto il caso che la proprietaria del Clarín, in lotta all’ultimo sangue col governo nazionale, abbia due figli adottivi di incerta provenienza, e che rifiutano di approfondire l’argomento. Apriti cielo.

Due links:
- questo video, per me il decalogo delle cose da non fare. E’ un peccato, perché ci sono dentro Elisa Carriò, oppositrice, mente brillante cui purtroppo un ego incontinente e una tendenza al messianismo fanno brutti scherzi, ed Estela de Carlotto, eroina delle Nonne, che però invece di schivare la secchiata di fango ci si perde dentro. Ci sta pure il panel di intellettuali del programma 678, su cui evito di pronunciarmi perché siamo su un blog per famiglie.

- questa sentenza della Corte (cliccare sul primo link dei quattro nella colonna di sinistra), quella che autorizza il prelievo di oggetti personali, e che contiene la posizione con cui io (o il liberal che è in me, come dice Tanoka) mi identifico di piú. Si tratta dell parziale dissenso dei giudici Lorenzetti e Zaffaroni, da pagina 59 a 74. Sono 15 pagine, ma vale la pena, e poi è scritto largo, ed è la dimostrazione che c’è un motivo per chiamarla corte "suprema".

Fritz

Marco Biagetti è andato ad abitare a Córdoba nel 1998, sotto l'influsso malefico di una moglie. Adesso ha in più una figlia tween, una cagnolina casinara e quindici chili di panza. Fa una piccolissima produzione di patate, e somatizza le gioie dell'agricoltura a livello gastrico. Uomo di mondo, è nato a Roma ma ha fatto dieci anni di studio e lavoro a Viterbo

Commenti

  1. RAFFAELLA dice:

    CIO’ CHE MAGGIORMENTE MI STUPISCE E’ IL FATTO CHE MOLTI RAGAZZI ADOTTATI NON VOGLIANO SOTTOPORSI ALL’ESAME DEL DNA; GENERALMENTE IL DESIDERIO DI CONOSCERE I GENITORI BIOLOGICI E’ UNA NECESSITA’PER SCOPRIRE LE PROPRIE RADICI E RICOSTRUIRE LA PROPRIA IDENTITA’. IMPORGLI GIURIDICAMENTE QUESTO ESAME POTREBBE SEMBRARE UN ABUSO, MA SE IO AVESSI VISSUTO SULLA MIA PELLE L’ARRESTO E IL SUCCESSIVO OMICIDIO DI UNA FIGLIA INCINTA, CON CONSEGUENTE SPARIZIONE DI UN NIPOTE, LO CONSIDEREREI SICURAMENTE UN DIRITTO SACROSANTO.

  2. Vincenzo dice:

    Se si chiama Suprema forse è perchè ci sono persone come Zaffaroni che danno un significato alla parola diritto. Ci sono cose che la generalità della gente e degli studiosi non possono cogliere, cose che capiscono solo due tipi di persone, quelle più umili e meno colte, e i grandi giuristi: “Es incuestionable que esta jurisdicción es expresión de la soberanía del mismo Estado que incurrió en las violaciones de derechos humanos configuradas”.

  3. Silvana dice:

    Nunca es triste la verdad lo que no tiene es remedio… Quale diritto deve prevalere? Difficile per me dare un giudizio oggettivo ma penso che ciò che debba prevalere sempre è la verità e forse il diritto delle famiglie dei desaparecidos è quello che deve prevalere… forse questo diritto non comporta il diritto dei riunirsi con i loro nipoti ma secondo me il diritto che deve prevalere e quello di conoscere la verità… immagino che mille di motivi psicologici difficile da capire per quelli che non siamo protagonisti di queste storie possano convalidare la volontà di questi ragazzi di continuare la propria vita accanto ai loro “apropiadores… ma questo appartiene alla sfera personale di individui adulti con storie dure, difficile e non scelte da loro. Comunque la verità è una sola e quindi mi pare giusta questa modalità alternativa che va all’incontro di una verità storica che nessun indivuo ha il diritto de negarci. Non credo che nessuna Corte possa riparare il male provocato ma insisto credo che il diritto che debba prevalere è quello della verità

  4. Clara dice:

    Anche quando la verità sconvolge la vita di famiglie intere? I fatti terribili successi trent’anni fa purtroppo non si possono cancellare né riparare, a che pro rimestare nel torbido e creare nuovo dolore? Questi trentenni sono persone adulte e formate, quello che sono lo sono diventati nelle famiglie che li hanno cresciuti, nel bene e nel male. Come giudicare, oggi, i motivi che hanno spinto quelle famiglie a dare accoglienza a dei neonati abbandonati? Collaboravano con la dittatura o cercavano di limitarne i danni?…
    Sacrosanto è il diritto dei figli adottivi di indagare sul proprio passato, se lo desiderano, ma obbligarli a mio parere non è che un’ulteriore violenza.

  5. Clara dice:

    Aggiungo una cosa, con tutta l’umiltà e le riserve date dal non potersi nemmeno immaginare (per fortuna!) cosa si provi a vivere situazioni del genere: “SE IO AVESSI VISSUTO SULLA MIA PELLE L’ARRESTO E IL SUCCESSIVO OMICIDIO DI UNA FIGLIA INCINTA, CON CONSEGUENTE SPARIZIONE DI UN NIPOTE”, beh, penso che la cosa giusta da fare, per quanta abnegazione e sofferenza comporti, sarebbe lasciare che quel nipote vada avanti con la sua vita sperando e pregando che sia la più serena e felice possibile, senza obbligarlo a farsela sconvolgere dai fantasmi del passato.

  6. Attilio dice:

    Io non so cosa sia giusto o ingiusto fare ora,dopo quell’immane tragedia e penso che ogni sentenza al riguardo sia discutibile.
    Devo dire però che il discorso di Clara mi è parso il più sensaato….

  7. rosanna dice:

    è troppo difficile giudicare………..anche
    se la cosa in se stessa è vergognosa,secondo me bisognerebbe lasciar stare i giovani che iignorano,la verità in questo caso farebbe più male che bene,che senso ha destabilizzare la loro vita?questa non è più giustizia…………..l’amore vero è sacrificio,parlo sempre del bene che noi adulti dovremmo dare ai nostri figli……….della questione politica non ne volgio nemmeno parlare

  8. mardevientos dice:

    Felicitaciones.. en un diario esta seria una columna de opinion top top top!…
    Noticias que habian quedado perdidas entre mis lecturas, pero que son mas interesantes del espacio que le dan.
    No sabia lo de Ernestina.. MMMm… algo nu huele bien por ahi..! Pero dejenlos viivr en paz che!

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