Oggi mi laureo

Passo spesso davanti alla facoltà di medicina, tra uriburu e paraguay, e quella di economia, tra cordoba e non ricordo che. Mi era già capitato di assistere a questo strano spettacolo: uno o due malcapitati al centro ed attorno un'arena di parenti ed amici intenti nel mortificarli a suon di uova, farina e checchessia. Qualche giorno fa mi sono fermato per capirci di più. Ho evinto che quando ci si laurea ti fanno la festa.Forse è per esorcizzare lo spettro della precarietà futura o sfogare lo stress accumulato negli anni di studio, fatto sta che ti massacrano.

Ad alcuni miei amici è capitata la stessa cosa, ma era più una cosa tra amici e basta. Se non sbaglio anche a Bologna e simili ci sono questi riti, ma non ne ho trovato traccia in rete e quindi non ne sono sicuro.Qualche argentino sa spiegarmi da dove deriva questa macabra tradizione?Scommetto esiste una parola ad hoc per identificare queste pratiche tribali.

comunque auguri eh!

Ps:la qualità del video è bassa ma dovrebbe rendere l'idea, appena ne becco un'altro a più alta qualità lo posto

Delfo

Napoletano classe 76 si è trasferito dalle pendici del Vesuvio (in realtà viveva a Roma già da un po') a Baires per un'esperienza di lavoro di un paio d'anni. Si è portato i panini da casa e appena arrivato ha seminato napoletanità. Gira in bici nonostante tutto e tutti, adora il locro e mira ad imporre l'uso della crema gialla al posto del dulce de leche nella pasticceria porteña.

Commenti

  1. Mariela dice:

    Nessuna "mortifica" Delfo, nessuno resta mortificato. Da dove venga questa tradizione non te lo so spiegare ma mi è tornato in mente che quando c'era ancora il servizio di leva obbligatorio, si sentiva il sorteggio alla radio, in tutte le scuole si sintonizzava la stessa trasmissione che avrebbe segnato il tuo futuro e quel giorno all'uscita chi si era "salvato" per numero basso veniva "massacrato", ciuffi di capelli ovunque perché gli tagliavano i capelli e non restava altro che rassarsi a zero (siamo un pò selvaggi sì) ma quello che è importante capire è lo spirito di tutto questo, si fa veramente con amore, si celebra (perché in questo modo chi lo sa?) il frutto dello sforzo. Non so se si fa ancora ma quando finisci anche la scuola primaria si fa lo stesso, tutti gli amici ti fanno i disegni sul guardapolvo, mettono la loro firma come se fa anche sui gessi del malcapitato che si è rotto qualche osso… amicizia… amicizia… amicizia da per tutto. Secondo me è la cosa più bella del mio paese
     

  2. fritz dice:

    flaca, te pensa a studiare, che quando finisci vengo io a roma… sto già mettendo da parte l'olio usato della frittura  ;)

  3. Francisco Rubio dice:

    Sai, che…oggi si laurea la mia ragazza, e appena letto questo articolo ho cominciato la ricerca per capire da dove arriva la tradizione. Fin ora non ho trovato nulla, ma ho giá cominciato a domandare tutti i miei contatti..
    Anche perchè se tutto va bene, mi "massacranno"  a Febbraio.
    Domani ne avrai un video d'altissima qualita :P
    Ciao a tutti!

  4. Mariela dice:

    pensate che coincidenza domani si laurea la mia più cara amica argentina, abbiamo iniziato a studiare psicologia insieme e poi io sono partita… qualcuno si offre volontario per andare al mio posto a buttarle adosso farina e uova?
    fritz olio usato della frittura de milanesas mi raccomando!!! come faccio a studiare?? non ho vogliaaaaa ci sono troppe cose da fare a Roma…

  5. delfo dice:

    Il servizio di leva obbligatorio con sorteggio via radio mi ha fatto venire il freddo addosso.
    Forse è una specie di 'ricordati che devi morire' o ' la vita è fatta di sofferenza e sacrificio' di stampo cattolico, un 'non si campa sugli allori' lanciato tra gli occhi proprio nel momento in cui gli allori te li stanno ponendo, un avviso 'non credere di avercela fatta', a parte tutto questo è ovviamente un gran bel divertimento
     
    Aspetto video alta risoluzione :)

  6. Clara dice:

    c'è anche in Italia questa tradizione… a Bologna non so, so che si fa nelle università del Veneto. in certe città, tipo Padova, oltre al "linciaggio" c'è la tradizione del papiro: mesi prima che il malcapitato convoli a giusta laurea, i suoi amici cominciano a radunarsi per preparare questo mega-cartellone con disegni, caricature e un racconto, rigorosamente in rima, di tutte le cavolate fatte dal festeggiato nel corso degli anni. la veridicità degli aneddoti riportati non è proprio obbligatoria… le ragazze ne escono immancabilmente ritratte come delle mignotte da competizione, i ragazzi come degli sfigati senza speranza. come dice Mariela, l'importante è lo spirito della cosa! nessuno si offende e il laureato deve prestarsi a qualsiasi cosa senza lamentarsi. io ho partecipato alla laurea di un mio amico ed è stato molto divertente, si è ritrovato in mutande su una panchina (previo rivestimento della panchina stessa e del marciapiede con giornali, sennò arrivano i vigili a fare la multa… sempre al laureato!), con una bottiglia di prosecco legata alla mano con lo scotch da pacchi; doveva leggere il papiro mentre gli "amici" lo cospargevano di uova, farina e salse piccanti e gli infilavano pesci non propriamente freschi un po' dappertutto, e ogni volta che sbagliava a leggere doveva bere una sorsata di vino… continuando a sbagliare quindi in maniera esponenziale…

Lascia un commento

*