C’era una volta… le favole, a qualsiasi latitudine si raccontino, sono sempre belle e iniziano alla stessa maniera. A volte, però, racconto facendo, subiscono qualche lieve modifica, vuoi per il ricordo, più o meno nitido, che conserva chi la racconta, vuoi per l’attitudine a sforare con la fantasia anche nelle più classiche delle versioni. Prendiamo Cappuccetto Rosso, chi di noi non la ricorda? C’è una bella bambina, il bosco da attraversare, una nonnina da raggiungere e un lupo cattivo da affrontare. Ma siamo proprio sicuri che la bambina non era un’irrefrenabile adolescente, che il lupo non era un lupo “peronista” con la parrucca di Mirta Legrand? A me questi burattinai matti l’hanno raccontata cosi. In tre minuti, il frammento centrale offre una spremuta d’argentinità tra archetipi, luoghi comuni e, naturalmente, lieto fine.
Per chi volesse raccontarla in questa versione moderna, altre scene salienti qui e qui.









Se lo viene a sapere Mirta…. hahaha
Ahimè,non si salvano neppure quelle! Dovrebbero lasciarle come sono,perchè sono ancora l'unica boccata d'aria fresca che ci rimane e una delle poche cose buone da tramandare al futuro.
io li ho beccati una volta a plaza francia
plaza francia la domenica mattina è il ritrovo non dichiarato di pagliacci e giocolieri di buenos aires, loro meritano per l'improvvisazione, nobile arte di chi si arrangia
indimenticabile grido ABUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU