Había una vez

C’era una volta… le favole, a qualsiasi latitudine si raccontino, sono sempre belle e iniziano alla stessa maniera. A volte, però, racconto facendo, subiscono qualche lieve modifica, vuoi per il ricordo, più o meno nitido, che conserva chi la racconta, vuoi per l’attitudine a sforare con la fantasia anche nelle più classiche delle versioni. Prendiamo Cappuccetto Rosso, chi di noi non la ricorda? C’è una bella bambina, il bosco da attraversare, una nonnina da raggiungere e un lupo cattivo da affrontare. Ma siamo proprio sicuri che la bambina non era un’irrefrenabile adolescente, che il lupo non era un lupo “peronista” con la parrucca di Mirta Legrand? A me questi burattinai matti l’hanno raccontata cosi. In tre minuti, il frammento centrale offre una spremuta d’argentinità tra archetipi, luoghi comuni e, naturalmente, lieto fine.

                

Per chi volesse raccontarla in questa versione moderna, altre scene salienti qui e qui.

Katia

Ciociara, dalle sponde del Liri a quelle del Rio della Plata. Come Cesira, lascia Roma, dopo anni di università e lavoro, per concedersi il viaggio sempre sognato e un po' di relax...l'anelato anno "//zambatico", appassionata di musica, folcrore e arte in generale, approda a Buenos Aires e scopre il suo El Dorado. Con un dito nel dulce de leche e naso all'insù per capire dove va a finire il cielo, muove i primi passi in città.

Commenti

  1. Mariela dice:

    Se lo viene a sapere Mirta…. hahaha

  2. Attilio dice:

    Ahimè,non si salvano neppure quelle! Dovrebbero lasciarle come sono,perchè sono ancora l'unica boccata d'aria fresca che ci rimane e una delle poche cose buone da tramandare al futuro.

  3. delfo dice:

    io li ho beccati una volta a plaza francia
    plaza francia la domenica mattina è il ritrovo non dichiarato di pagliacci e giocolieri di buenos aires, loro meritano per l'improvvisazione, nobile arte di chi si arrangia

  4. marta dice:

    indimenticabile grido ABUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU

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