Una rosa per Sandro

Dopo giorni di cure, interventi tra bollettini medici e preghiere, Sandro se ne è andato. Ma chi era Sandro? Da ieri le prime pagine di tutti i giornali nazionali riportano la notizia della sua morte, televisioni e aggiornamenti on line raccolgono le ultime ore. Io non lo conoscevo fino a 45 giorni fa, una data che, adesso, ricorre quasi ossessivamente, quando la tv e giornali hanno iniziato ad interessarsi della sua salute e me lo hanno presentato come il Sandro de America. In realtà le prime immagini che ricordo di questo signore sono quelle di un anziano, malato, sottoposto ad un doppio, delicatissimo, trapianto di polmoni e cuore. Ricordo aver visto in quei giorni il suo volto sofferente coperto da una sciarpa, in immagini di repertorio, mentre ripartiva a fatica saluti alle fans nel giorno del suo compleanno. Sandro non era cosi vecchio, aveva solo 64 anni ma le sigarette fumate a ritmo di 4 pacchetti al giorno, in 40 anni, lo avevano consumato, ingrassato, invecchiato. Eppure lui, i suoi capelli lunghi, le sue labbra carnose la sua sensualità avevano conquistato, stregato, sedotto tutto il Sud America. Qui, in Argentina, era un mito, un idolo popolare con tanto di soprannome, come carinamente si usa da queste parti. Era “El Gitano”, il classico ragazzo del barrio che, tra fortuna e mistero, raggiunge l’apice del successo negli anni 70 cantando semplicemente l’amore. Le sue canzoni negli anni diventano delle hits, si moltiplicano in milioni di copie, come le sue fans, le sue fedelissime “Nenas”, come le chiamava lui, bambine, oggi, di appena 50 anni. Tra la coda chilometrica che si è formata alle porte del Palazzo del Congresso, dove sono esposte le spoglie per l’ultimo saluto, se ne contano migliaia. Las Nenas hanno pregato per lui sotto le finestre dell’ospedale di Mendoza, dove era ricoverato e adesso stringono tra le mani rose rosse, posters e, sul petto, spillette con il volto di Sandro. Ce n’è una tra le tante, che da questa mattina continua ad omaggiare Sandro ascoltando le sue canzoni. E’ la mia vicina, la sua musica risuona tra le finestre del cortile interno e la voce di Sandro entra, leggera, nelle mie stanze come un Ave de paso!

Katia

Ciociara, dalle sponde del Liri a quelle del Rio della Plata. Come Cesira, lascia Roma, dopo anni di università e lavoro, per concedersi il viaggio sempre sognato e un po' di relax...l'anelato anno "//zambatico", appassionata di musica, folcrore e arte in generale, approda a Buenos Aires e scopre il suo El Dorado. Con un dito nel dulce de leche e naso all'insù per capire dove va a finire il cielo, muove i primi passi in città.

Commenti

  1. rosanna dice:

    che dire?sempre la malattia è triste………………qualche volta ci si augura la morte senza rendersi conto che……prima o dopo arriverà comunque!!!
    non so quanto sia importante che delle persone famose si parli………………..in ogni caso muoiamo tutti!!!
    forse omaggiarle fa bene a noi ……………..

  2. Mariela dice:

    Io ho scelto lo stesso video, credo sia quello che in pochi minuti ci mostra chi è stato e mi devo scaricare il film "Muchacho"!

  3. Federico dice:

    Salve a tutti. Io non lo conoscevo… leggendo questo articolo l'ho scoperto e ho visto alcuni suoi filmati su youtube. Aveva una voce molto profonda, un bel vibrato… direi che assomiglia ai nostri Little Tony e Bobby Solo ma con uno stile molto meno "Elvis". Da quando esiste youtube ho avuto modo di approfondire la mia curiosità musicale conoscendo cantanti sudamericani, francesi, indiani e di altre parti del mondo ancora sconosciuti in Italia. Mi sono fatto un'idea ben precisa: non esistono solo gli USA e l'Inghilterra, nel mondo sono sparsi moltissimi talenti che per un motivo o per l'altro spesso rimangono all'ombra della ribalta internazionale… del resto è successo anche in Italia, vera patria della musica sia classica che popolare, paese che ha visto affermarsi ben pochi artisti pop a livello internazionale. Non mi sono mai spiegato il motivo per il quale artisti come Ramazzotti e la Pausini (lo dico con tutto il rispetto nei loro confronti ovviamente…) abbiano avuto successo all'estero mentre Battisti, Battiato ma anche Mina e Claudio Baglioni non hanno avuto al di fuori dei nostri confini lo stesso consenso riscosso in patria… a volte il mondo è proprio strano! Del resto è pur vero che la musica anglofona molto probabilmente (vorrei dire sicuramente…) non avrebbe il successo che ha se Usa e Inghilterra non avessero vinto una guerra… ma questo penso sia abbastanza normale. A mio avviso la musica di Sandro sarebbe stata apprezzata anche in Italia, così come sono stati apprezzati i vari Iglesias, Bosè e Luis Miguel. Mi spiace sinceramente per il suo triste epilogo: quando muore un artista il mondo è diventa più povero.
     

  4. Romolo dice:

    Ho appreso solo ora della morte di Sandro, un cantante che ho conosciuto in Venezuela nel lontano 1969/70 attraverso le sue romantiche canzoni e che ancora adesso,quando viaggio in camper, ascolto con nostalgia a distanza di tanti anni, avevo allora 16 anni.. Oggi, cliccando su google per curiosità, l’amara scoperta.. Ciao Sandro per i tanti cari ricordi..!

Lascia un commento

*