Anno nuovo bondi nuovo

L'anno scorso di questi tempi arrivavo a Buenos Aires, faceva meno caldo, era meno umido, e tra le tante cose di cui si imbeve la vista quando arrivi in un posto nuovo, dall'altra parte del mondo, c'erano gli autobus: vecchie carrette fumose che avrei imparato a chiamare bondi, micro, omnibus, colectivo pur senza sapere assolutamente che differenza ci sia tra questi nomi, ammesso esista.

Stamattina mi sono ritrovato in un 140 nuovo di zecca, tutto ripulito, con assetto ribassato e con aria condizionata.

Le prime cose che ho notato:

  • la temperatura sarà stata almeno 18°C, il sudore dovuto ai 30°C all'ombra si è ghiacciato sulla pelle istantaneamente ma non ho avuto il coraggio di chiedere al conducente di abbassare un pò, mi sembrava quasi come chiedere ad un affammato di stare digiuno davanti ad un buffet. Ma la prossima volta ci provo.
  • in testa al conducente un cartello recita 'prohibido fumar y salivar'. A parte il fatto che 'salivar' mi fa pensare più ai vecchi bacucchi eccitati alla vista di signorine discinte che non allo sputare fuori, ma poi ce n'è davvero ancora bisogno? Mi pongo la stessa domanda inquietante quando vedo simili scritte nei mezzi pubblici italiani
  • la gettoniera famosa, sorta di antenata slotmachine del destino pubblico, è stata smontata pari pari dagli autobus vecchi e posta in quelli nuovi. Un cenno di continuità che salta subito all'occhio, ed al portafogli.

Già mi mancano le fumate nere, il motore che scotta sotto al culo quando ti sedevi in fondo, i posti scomodi in corrispondenza delle ruote, le porte che cigolando si aprivano ben prima della fermata grazie al millesimale calcolo inerziale del dotto conducente, santini e ninnoli attaccati al parabrezza, la radio che intratteneva autista e passeggeri, i sedili in pelle, i biglietti arrotolati ed incastrati nelle maniglie del sediolino davanti.

Per un tano il presente sembra sempre un pezzente in confronto al passato. Ma non vi disperate, c'è ancora più di un 140 vecchio stile in circolazione, e chissà per quanto lo sarà ancora. Avete tempo per fare il confronto e dirmi qual è il vostro preferito.

Delfo

Napoletano classe 76 si è trasferito dalle pendici del Vesuvio (in realtà viveva a Roma già da un po') a Baires per un'esperienza di lavoro di un paio d'anni. Si è portato i panini da casa e appena arrivato ha seminato napoletanità. Gira in bici nonostante tutto e tutti, adora il locro e mira ad imporre l'uso della crema gialla al posto del dulce de leche nella pasticceria porteña.

Commenti

  1. Tanoka dice:

    Non dimenticherei le calcomanie con i nomi dei figli dell'autista nella parte posteriore dell'autobus, tipo "Gianina y Nahuel" o "Romina y Jonatah"
    Bentornato

  2. Mariela dice:

    il motore che scotta sotto il culo hahaha mi ero dimenticata! sperienza che va assolutamente fatta in estate… scendi dal bondi con qualche kg in meno e tutto bagnato!
    io vedo un "affarone" acquistando i vecchi modelli per poi offrire il servizio di "reduzione della cellulite" facendo allo stesso tempo una gita per la città… niente male eh?

  3. Francisco Rubio dice:

    Ho soltanto finito la laurea per non dovere prendere mai piú il 140! 
    Mamma mia , neanche il mio MP3 a manetta ce la faceva per coprire il rumore del motore.
    E poi, non so quanto siete alti, ma sedersi in qualche altro posto trane, il sauna dietro sopra il riscalda culo, é impossibile se siete piú alti da 1.80!

  4. Attilio dice:

    Ah,i vecchi autobus carichi di umanità ! Quante storie si potrebbero raccontare al riguardo!!

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