Trasferirsi in Argentina per poi iniziare un lungo lavoro di persuasione. Un lavoro ai fianchi, un'impresa apparentemente senza speranza. E dopo quasi tre anni riuscire finalmente nell'impresa di sedere tuo padre su un aereo per 13 ore. E poi piantarlo in mezzo alla Pampa a fare quello che più gli piace. Poi ti siedi, in un caldo pomeriggio di gennaio e ti godi il momento, con in bocca un filo d'erba. Non ha prezzo.










Che bellissima immagine! Forse a sproposito, ma sono commosso!
Che bello che sei (o siete) riusciti!.. mi sembra che il nipotino ha avuto piu parte di te in questa impresa!.
Adesso ci devi dire le impressione de tuo padre di questa Pampa, e questa Argentina!
Hai fatto una cosa meravigliosa !
Che grande bella cosa! A disfrutar!
ho sempre letto ma mai commentato….questa volta però … Sono felice per te perchè so cosa significhi tutto questo e commossa ti abbraccio forte!
sono commossa anch'io… sono davvero felice per te!
voglio conoscere il prode sampei guru senior
w papà tognin (senior…e junior!)
:-))) Grazie mille a tutti per l'affetto. Non voleva essere un colpo basso, ma ci sono cose che sono proprio forti e vanno raccontate. Eh sì, il 99% del merito dell'impresa titanica è del nipotino, non c'è dubbio. un abbraccio a tutti
ma lo sai che per un momento ho creduto che quella foto fosse una delle tante di molina campos?
è stupenda!
Tanoka con quel tuo episodio hai commosso un pò tutti perchè alla base c'è un grande sentimento d'affetto tra padre e figlio. Detto questo,anch'io ti voglio raccontare qualcosa:
Quand'ero un ragazzino, mio padre che di mestiere faceva il muratore emigrò in Argentina con me e mia madre. Un giorno con grande entusiasmo ci annunciò a sorpresa che aveva comprato un lotto di terra fuori di Adroguè,che a quei tempi era solo Pampa : "Ci faremo una bella casa e già che lo spazio non manca ci costruiremo pure la piscina!"
Così,ogni fine settimana quando lui si liberava dai suoi impegni di lavoro ed io da quelli scolastici ci recavamo orgogliosi con una vecchia Ford presa in prestito fino al nostro pezzo di Pampa. Lì accampati, mia madre cucinava sotto una capanna coperta con del "rubirol" e intanto che mio padre mattone su mattone costruiva le fondamenta, io da una parte munito di vanga e badile,levavo la terra dove avremmo fatto la piscina. A quel modo ogni fine settimana ci recavamo a Adroguè,mio padre per fare un pezzetto di muro ed io a scavare come una talpa. Dirò che una carriola dopo l'altra avevo ammassato un mucchio di terra grande quasi come la casa che dovevamo fare! Un giorno però capimmo che non ce l'avremmo mai fatta ,perchè non c'erano più soldi per comprare i mattoni,e non ci restò che vendere il terreno. In quanto a me,ricordo come addesso con quanta tristezza e delusione lasciai quel grande buco ormai ultimato ,che con tanta fatica avevo scavato . Son passati tanti anni,ed anche se mio padre non c'è più,non lo ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto pertecipe del suo sogno!!
hai commosso anche me! sono tornata nella mia terra a Dicembre, per le feste, sono rimasta come sempre 1 mese (troppo poco). Quando è stata ora di tornare questa volta, come sempre, ma questa volta più che mai non volevo tornare in Italia…rimarrei là per sempre…se tutto fosse diverso….
Grazie.
bello ,troppo bello il tuo racconto…una foto che sicuramente porterai sempre nel cuore…sono commosso.