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La cucaracha

Prima di arrivare in Argentina, per me la cucaracha era solo il titolo di una canzone dal testo non ben definito, qualcosa di onomatopeico da associare a qualche animale buffo che in generale provocava risa.

La cucaracha è una specie di scarafaggio, ma molto più intelligente e veloce. La definizione non è scientifica, ma credo la maggioranza dei suoi conoscenti converrà con me.

Stanotte alla ricerca di un acquatico refrigerio nella notte rovente, appropinquatomi alla cucina, ne ho scorta una nel lavello della cucina, che banchettava con gli avanzi della cena.

La cucaracha è astuta tanto quanto veloce, appena sente un minimo rumore corre verso un riparo. Tocca tenerla d'occhio. Io per la cattura uso la tecnica foglio-bicchiere. Con un bicchiere la intrappolo, grazie ad un foglio infilato sotto la sollevo, la traslo cortesemente allo sciaquone più vicino e via, la cucaracha non c'è più.

Preso il bicchiere, la stronza (le cucaracha istigano alla violenza e stimolano la guerriglia casalinga), è sfuggita all'umano agguato, rifuggiandosi in un cassetto lasciato aperto. Pieno della mia esperienza ho allora prontamente sfilato il cassetto e mi sono diretto verso la finestra per scaricarla in strada. La sentivo dimenarsi sotto le posate; un suono da evitare per i deboli di stomaco. Dopo un po ha capito di essere in trappola (ha capito!) ed ha rischiato il tutto per tutto venendo allo scoperto. Dopo aver fatto due giri a vuoto del cassetto sospeso in aria (forse ripudiava la mia pelle quanto io ripudiavo lei) con gesto a metà tra il punk e mission impossible si è lasciata cadere nel vuoto per poi prontamente dileguarsi nel buio.

'cucarachas democristiane!' ho pensato.

In casa li chiamiamo ' i ragazzi'. Frasi del tipo ' è da un po' che non si vedono ragazzi', oppure 'ieri ho trovato un ragazzo in corridoio' fanno ormai parte del lessico familiare. La razza è diffusa in tutta la città, e credo in tutto il sudamerica. Viene fuori con il caldo e non esiste un rimedio unico per farla fuori. Si va dalla bomboletta di gas da sparare ad ambiente chiuso che praticamente le asfissia (l'ho usata una volta e la cucina dopo sembrava un campo di battaglia) alle più discrete gocce in gel da lasciare negli angoli della cucina, che intossica loro e tutte le generazioni a venire, al più europeo quanto inefficace spry.

Deve esistere da qualche parte, se non solo nel passaparola, una mappa della cucarachas.Sembra che infatti non tutti i barrio di Buenos Aires siano colonizzati in egual misura, tanto che sono arrivati a dirmi che vivendo a Palermo viejo è strano ne abbia tante, verranno sicuramente da Villa Crespo.

In ogni caso adesso il nemico numero uno è il Palmetto, una specie di cucaracha gigante che può pure volare, praticamente il mostro dell'ultimo quadro, quello dove o vinci o perdi tutto, quello che le ciabatte non ci arrivano e manco gli spry. Tremate gente tremate.

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7 Commenti

  1. Ana Maria scrive:

    Delfo, te invito a que leas Circe (Julio Cortazar), vas a descubrir otra faceta de las cucarachas. Suerte!!!

  2. mardevientos scrive:

    Delfo… Ho sofferto per te leggendo questo post!… Io ho terrore delle cucarachas, mi paralizzano, mi lasciano senza voce ed infine riesco sono ad urlare come matta in ricerca di qualcuno che possa semplicemente ucciderle!.

  3. Mariela scrive:

    Cucharas doble pechuga come le chiamo io a quelli che volano… a Santa Fe non ti dico cosa sono! A me per fortuna non mi fanno paura ma è uno degli insetti che vive nel pianeta terra dall'inizio della vita, prima ancora dei dinosauri, perché hanno un sacco di sensori che le consentono di fuggire in tempo. Fanno schifo sì, pensare che ci sono popoli che le mangiano arroste…

  4. gabriella scrive:

    nei palazzi passano ogni mesi i temibili FUMIGATORES, mettono l'avviso nell'ascensore e se ne hai bisogno lo fai entrare. io l'ho fatto quando ho traslocato e a distanza di 11 mesi non ho dovuto più farlo tornare. però ho combattuto una piccola guerra con un topo. meno piacevole davvero…. mejor las cucarachas.

  5. Paolo scrive:

    Salve….ho scoperto da poco il vostro blog…e devo dire è fantastico siete troppo simpatici…Delfo sei un genio "il boss dell'ultimo quadro" mi ha fatto morire dalle risate ahahahah…vorrei ringraziarvi tutti anke per le "pillole" di emozione argentina ke mi regalate con i vostri post…..desidererei tanto trasferirmi in argentina o magari in venezuela…ormai dell'italia nn se ne può più…..Saludos desde Napoli :)

  6. delfo scrive:

    Paolo: io dico sempre che più sto a Buenos Aires e meno ho voglia di tornare a Napoli, la frase può essere intesa in due sensi ed io intendo il secondo :)

  7. soledad scrive:

    copio incollo a mardevientos!! il terrore piu grande dell'infanzia che conservo tutt'ora anche se da queste parti non si affacciano! da piccola ho messo un'alpargata senza sapere che dentro c'era LEI schiacciandola ed essendo punta dalla sua croccantezza….da allora ho raddoppiato la fobia!

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