Domenica si è congedata l’ultima luna dal festival del folclore più importante d’Argentina e del sud America, almeno cosi lo descrivono tv e giornali. In realtà è il “Festival”, con la maiuscola, che, trasmesso sulla rete nazionale, tiene incollati gli argentini per ore davanti allo schermo nell’attesa del beniamino di turno (attesa, che a volte si protrae per ore, vista la facilità con cui le lunghe esibizioni slittano in scaletta fino alle luci dell’alba). La città che lo ospita e regala il nome è da 50 anni la stessa, Cosquin, provincia di Cordoba. Io, quando ho potuto, ho intravisto qualche frammento, anche non volendo, per 12 giorni, la sera su Canal 7, c’era sempre lui. Nell’edizione più lunga, più fastosa (anticipazione dei festeggiamenti per il duocentenario), naturalmente, la più cantata, celebrata, omaggiata, è stata lei, la grande Negra Sosa, la vera padrona di casa del Cosquin. A quattro mesi dalla sua morte, il paese si è stretto in mille progetti e iniziative per ricordarla, tra i più particolari: un concorso nazionale di scultura che sta cercando il vincitore che si aggiudicherà il progetto per la realizzazione di una statua che la raffiguri, e, sulle onde delle rete, una nuova radio, La Negra Radio Web, completamente dedicata a lei, che diffonde le sue parole, la sua musica e quella del sud america. Voluta dal figlio e sostenuta da tutti i suoi più grandi amici, ha un palinsesto ancora ristretto che promettono di dilatare nel tempo. “Es la radio que a ella le gustaria escuchar” dichiarano i promotori, e, magari, aggiungo io, tambien a todos ustedes che vivete dall’altra parte del mondo e del vetro.









Bene Katia, la "Negra" era una grande,e se lo merita !
Gracias por el dato de la radio!! è già aggiunta al segnalibri :) che figata!!!!