Se il cane con il tempo si è guadagnato il riconoscimento di miglior amico dell’uomo, il gatto, a differenza, ha davanti a se molta strada, se poi venite in Argentina e masticate un po’ di castellano, vi renderete conto di quanto sia vero il proverbio e di quanto sia falso il gatto. Ebbene si, in alto, in cima alla lista degli amici, quelli falsi, come li definisce la grammatica, c’è per me il gatto. Agile equilibrista, lunatico e capriccioso, smaltendo una t, riesce a saltare da un significato all’altro, prendendo, in questa lingua, forma nelle più svariate estensioni.
La parola gato, nel gergo quotidiano, è tra le più difficili da incasellare nella griglia dei significati. Il contesto, certo, aiuta, ma c’è da dubitare anche dell’ingenuità del dolce Titty che con occhi sgranati e r moscia esclama: “Mi è semblato di vedele un gatto!!(me parecio ver un lindo gatito!)” A cosa si riferirà?
Forse al parrucchino che il tipo, con fare indifferente, si sta aggiustando dopo una folata di vento? O alla “chica en bolas” e le sue curve che non stanno nelle pagine del giornale srotolate in tutte le edicole? In realtà potrebbe spaventarsi per quel pibe che sta cercando di fare a cazzotti con l’ altro e lo incita al grido: ehhh Gatooooo que te pasa??
Ma non finisce qua, el gato è uno dei ritmi più antichi del folclore, se vi capiterà di ascoltare “ahora vamos a tocar un gato” non chiamate il wwf, non si arpeggeranno certo i lunghi baffi del gato di turno…al massimo vi dondolerete come lui su delle note come queste. (Duo Coplanacu tocando el gato "El 180".)









Non c'è trippa per gatti!
Muy buen post.
Saluti!
Katia, e se fosse che i gatti assumano i loro comportamenti estroversi perchè ai loro occhi siamo noi che abbiamo troppi diffetti?!
Hola Katia, te extraño chica!!!
Vas a hacer algo en la UBA em marzo?
Beso
Gisele