Doña Soledad o Doña Italia

Cuando Cristo dijo no, usted sabe bien lo que pasó

C'é una canzone. Una canzone del grande maestro uruguayo Alfredo Zitarrosa che si intitola "Doña Soledad". Ogni volta che la sento si fa giorno, la strada si illumina ed è tutto chiaro. Ogni volta che finisce penso di aver imparato più da questa canzone che all'università. C'è dentro tutto. O forse c'è dentro pochissimo, un dettaglio, un'idea sola, che però secondo me spiega tutto.  Non voglio scrivere un pamphlet politico nè tantomeno farvi la parafrasi della canzone, che tra l'altro si spiega benissimo da sola…ma credo che nel testo ci sia un sacco di italia. Un sacco di italia oggi. C'è un paese che si sente ricco, che allo stesso tempo si sente povero, che vede l'altro come un pericolo, come la febbre gialla che entra nei propri confini e distruggerà tutto. Così occupata a difendere il proprio orticello da non rendersi conto che l'orticello è piccolo, è povero e solo la solidarietà, solo l'altro, solo gli altri potranno salvarci. Si difende il proprio piccolo orto e si critica il vicino, povero anche lui, mentre il patrón se la ride. Don Alfredo scriveva questa canzone nel 1968, ma mi sembra che stia parlando a tutti gli elettori della Lega, in italia, negli ultimi quindici anni. Tante persone che conosco, tanti amici. Tante persone che avrebbero voluto studiare, come Doña Soledad, ma che invece lavoravano già da adolescenti. Il lavoro, il lavorare duro, come totem, unico valore, unica missione. La brava persona è "un gran lavoratore", il resto non importa. Hay que trabajar…pero hay que pensar…
Tante brave persone, per niente razzisti, per niente fascisti. Solo confusi, hanno perso di vista il vero problema, come Doña Soledad.

Mire doña Soledad,
póngase un rato a pensar,
doña Soledad,
cuántas personas habrá,
que la conozcan de verdad.
Yo la vi en el almacén
peleando por un vintén,
doña Soledad.
Y otros dicen haga el bien,
hágalo sin mirar a quién.

Cuántos vintenes tendrá
sin la generosidad,
doña Soledad,
con los que pueda comprar
el pan y el vino nada más.
La carne y la sangre son
de propiedad del patrón,
doña Soledad.
Cuando Cristo dijo no,
usted sabe bien lo que pasó.

Mire doña Soledad,
yo le converso de más,
doña Soledad,
y usted para conversar
hubiera querido estudiar.
Cierto que quiso querer,
pero no pudo poder,
doña Soledad,
porque antes de ser mujer
ya tuvo que ir a trabajar.

Mire doña Soledad,
póngase un poco a pensar,
doña Soledad,
qué es lo que quieren decir
con eso de la libertad.
Usted se puede morir,
eso es cuestión de salud,
pero no quiera saber
lo que le cuesta un ataúd.

Doña Soledad,
hay que trabajar…
pero hay que pensar…
no se vaya a morir…
la van a enterrar…
Doña Soledad…

Tanoka

Al secolo Andrea Tognin, è autore del blog Tanoka.net, online dal 2007. Alessandrino di Cascinagrossa, trent’anni abbondanti vive a Buenos Aires con la moglie argentina e un piccolo italoargentino.

Commenti

  1. Attilio dice:

    Tanoka,ancora una volta è molto bella la canzone "parabola " che ci hai proposto. Ma noi  italiani non siamo tutti leghisti e fascisti,anzi a molti di noi stringe il cuore nel vedere tante persone bisognose intorno a noi e si cerca di aiutarli. Non vorrei proprio che si difondesse un'immagine  troppo negativa dell'Italia,che in fin dei conti è fatta di tante brave persone che in barba a qualsiasi partito,si dan da fare per aiutare indiscriminatamente il nostro prossimo.

  2. virginia dice:

    a me non sembra che tanoka abbia detto che siamo tutti fascisti in italia, la sua e' un'osservazione amara ma reale, che coglie una buona parte d'iitalia, non tutti vero. quella buona parte pero' ha paura degli altri, si confronta poco, e non per arroganza ma perche' e' cosi' che viene inculcato da chi ha l'informazione nelle proprie mani, gli altri sono "cattivi".

  3. Silvana dice:

    Caro Tanoka, in questa canzone purtroppo c'è pure tanto dell'Argentina d'oggi che magari non si sente ricca come l'Italia ma sente al povero, al bambino che chiede per strada, al trapito, come una grande minaccia…e che in qualche modo è diventata una minaccia concreta tenendo conto della cronaca:  risultato di anni e anni di degradazione ed esclusione in cui ci siamo abituati alla miseria degli altri… quelli che sono rimasti fuori dal mondo del lavoro, dell'educazione, ecc. Beh sai benissimo di cosa parlo… la poca solidarietà è anche un male argentino… non so forse sia il male d'oggi dapertutto no?

  4. Tanoka dice:

    sì Silvana, c'è anche tanta argentina, è un tema univesale. D'altronde Zitarrosa la scrisse pensando ad un dialogo con una signora uruguaya del 1968…pensa te!

  5. bary dice:

     Da tanto che non scrivevo ma vi seguo ogni giorno come un quotidiano estero da visitare dopo quelli italiani ,Post meraviglio pieno di verità e accompagnato da colonna musicale incantevole.Grazie per avermi fatto conoscere un altro pezzo di quel Sud America che non ho ancora visto, non conoscevo    Alfredo Zitarrosa.
    A Tanoka vorrei dire una cosa , c'è qualcosa che mi manca del tuo vecchio sito ed è quella specie di sotto rubrica che chiamata UNA FOTO AL GIORNO,mi regalava un pezzo di vita di quella terra quotidianamente.
    Un Saluto a tutti dalla Sicilia. 

  6. soledad dice:

    Tanoka, ogni volta che parli di politica italiana mi sembra di vivere in un'altro paese….ancora non riesco a capirla…chissà mai se accadrà..
    Volevo uscire dal discorso per dirti che con queste tue magnifiche trovate (Zitarrosa e altri..) mi fai ricordare quando nell'ultimo capodanno, nella mia città italiana, si è annunciata la visita di uno dei musicisti moderni che piu ammiro della vita musicale italiana, Roy Paci (trombettista siciliano che suona con una banda di ska, reagge, funcky, musica popolare…) e l'85% delle persone con cui ho condiviso la notizia hanno ammesso di non conoscerlo!
    Per questo un plauso a te che proponi delle perle quasi sconosciute anche a molti di noi argentini, che ricordano ciò che c'è aldilà del marcio…

  7. Tanoka dice:

    Bary, Soledad, gracias por el aguante :-)
    Bary, sicuramente non tornerá la foto del giorno, ma non ho smesso di fare foto, quindi magari dovrei pubblicarle ogni tanto, sottoforma di post.
    Sole, da amante dello ska non capisco come fanno a non conoscere il grande Roy Paci e gli Aretuska! Cambia amicizie, jajaja

  8. soledad dice:

    Tanoka….sicuramente "quelli" non sono amici a me!!! parenti di parenti….e conoscenti…robaccia……hehe comunque macha un Roy para mi papà trompetista….

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