101!

Dell'argentina, prima di venirci, a parte maradona e la carne, conoscevo i passati dittatoriali. Ne avevo sentito parlare. Soprattutto delle torture. Una volta qui ho deciso di approfondire e mi sono immerso in questa melma umana che gira nelle fogne della memoria. Plaza de Mayo a parte, non sono riuscito a trovare in superficie grossi monumenti alla memoria, ma soprattutto, l'argomento raramente può essere messo all'ordine del giorno.

Mi sono riproposto più volte di scrivere un post sulla dittatura, vista da lontano, nello spazio e nel tempo, proiettata a distanza di trent'anni nel moderno sudamericanismo. Prima o poi lo farò.

Questo post invece è per condividere qualcosa che mi ha emozionato.Oggi è stato annunciato il 'ritrovamento' del 101esimo 'nieto'.

Per quanti non lo sapessero durante la dittatura furono in molti i bambini nati di cui si persero le tracce insieme a quelle dei genitori.Le madri di plaza de mayo, ormai nonne, continuano l'estenuante lavoro genetico per la identificazione dei loro nipoti, ed oggi è stato appunto annunciato il ritrovamento del 101esimo.

Che effetto fa scoprire a 32 anni que la tua famiglia non è la tua famiglia, ma anzi molto probabilmente quella che la TUA famiglia l'ha eliminata violentemente?

Delfo

Napoletano classe 76 si è trasferito dalle pendici del Vesuvio (in realtà viveva a Roma già da un po') a Baires per un'esperienza di lavoro di un paio d'anni. Si è portato i panini da casa e appena arrivato ha seminato napoletanità. Gira in bici nonostante tutto e tutti, adora il locro e mira ad imporre l'uso della crema gialla al posto del dulce de leche nella pasticceria porteña.

Commenti

  1. davide dice:

    Terribile Delfo. Te lo conferma il caso portato all'attenzione della Corte Suprema de Justicia che qualcuno di voi, forse Fritz, aveva proposto. Da appassionato di diritto mi aveva avvinto, ma anche suscitato un gran compassione per quei due ragazzi.
    C'è una lettera di Mario Benedetti nella sua raccolta Lettere dal tempo dove immagina una nieta di 18 anni che scrive alla madre putativa. Nella traduzione italiana si intitola "Con i delfini". Magari la conoscete già. anzi, sicuramente. Nella sua brevità, è significativa.
    ciao, d.

  2. virginia dice:

    mi sono venuti i brividi nel leggere. quando sono stata a buenos aires, tra marzo e aprile del 2009 c'e' stao il funerale di Alfonsin. momento davvero unico, si sentiva davvero tr ala gente l'emozione del ricordo del passaggio tra la dittatura e la democrazia. mi ha colpito molto quell'energia.

  3. Tanoka dice:

    Ma avete visto da vicino i due volti di padre e figlio?
    http://palermonline.com.ar/Noticias_2010/imagenes/nieto101.jpg
    Sono uguali. Penso, magari si fossero incontrati in metropolitana o in coda davanti ad un kiosco.  In un film si sarebbero riconosciuti automaticamente, naturalmente, e si sarebbero abbracciati..

  4. marta dice:

    interessante la t shirt indossata dal figlio per l'occasione.

  5. Attilio dice:

    Sul tema dei drammatici avvenimenti di quei giorni potete anche leggere il libro del giornalista argentino Horacio Verbitsky che riporta le fasi dei processi e le rivelazioni degli aguzzini di quell'epoca.   Tra l'altro per ognuno che capita a Bs.As è doveroso visitare il Centro delle Madri di Plaza de Mayo che si trova davanti alla Plaza del Congreso. Le testimonianze fotografiche   raccolte all'interno fan venire i brividi !

  6. Felipe dice:

    Io ci passai davanti, ma trovai chiuso. Eppure non era un'ora tarda.

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