Con puntualità elvetica (anche grazie a un aumento del 21% nelle saccocce docenti) oggi primo marzo è iniziata la scuola, con tutto l'ambaradàn di sempre – come è noto, qua i riti vanno sempre forte e che vi devo dire, a me piacciono quasi tutti.
Saluti con i colleghi-genitori, la formazione nel cortile, poi il benvenuto con fuerte aplauso! ai nanetti della prima elementare – alcuni intimiditi, altri già scocciati. E' questo un momento di intenso pathos per noi veterani: tutti in coro si pensa madonna anche i miei erano così piccoli? e ci cascano in testa gli anni tutti insieme.
Poi la rispettosa accoglienza alle bandiere di cerimonia, gli inni (due di tutto, trattandosi di scuola bilingue) l'alzabandiera-de-la-patria-mía, i discorsi dei direttori (ecco, una cosa che non vorrei dover scrivere tutti gli anni… poveracci), la presentazione delle maestre.
Cerimonia breve e sobria quest'anno, sotto lo sguardo vulcaniano dei figli che si ritrovano nel ruolo di nonni (delle elementari, ma pur sempre nonni); e senza intervento ufficiale dei consolari nostri (che sui riti non la pensano come me, credo). Poi alunni in aula e genitori a guardare il parquet nuovo della palestra e a cercar di calcolare di quanto aumenterà la retta.
Quella della foto? Per fortuna, una che non legge il blog. :D










Forte la foto! Anche i miei cugini ne hanno una uguale… solo che loro andavano a scuola nell'Europa dell'est (in Repubblica Ceca – o Cecoslovacchia prima). Ognuno di loro ha accanto una lavagnetta con su scritto (tradotto in italiano): IL MIO PRIMO ANNO SCOLASTICO e sotto l'anno di riferimento.
Il bello è che invece i maturandi dello stesso paese, finito il ciclo superiore, da tradizione fanno ognuno un tabellone con le foto dei compagni di classe e "le ultime parole famose". Un anno trovai una classe dove i ragazzi siedevano in quegli stessi banchini delle elementari, naturalmente un po' stretti, e sulla lavagnetta c'era scritto IL MIO ULTIMO ANNO SCOLASTICO.
Per chi accompagna per la prima volta i propri piccoli a scuola,è sempre un momento di commozione e tenerezza. Gli argentini conservano la buona abitudine di suonare l'inno e di fare l'alzabandiera.Mi sembra una cosa buona.
Io vi racconto una cosa ma voi non ridete… promesso? Alla tenera età di 3 anni ho insistito tanto per andare a scuola perché così facevano i miei cugini più grandi ma ero troppo piccola per il jardìn de infantes cosicché sono andata a una guarderia privada, dove anche se eravamo piccoli ci facevano fare il saluto alla bandiera e ci avevano insegnato a rispettare quel momento. Io, che sicuramente ho un parentesco con Fantozzi ma non lo so, mi era venuta voglia di andare in bagno e per rispetto alla bandiera me la sono fatta addosso per non dover andare in bagno e mancare all'appuntamento… ero piccola.. hahaha ma ricordo ancora l'imbarazzo hahha
Marielaaaaaaaa ma lo sai che a me è succesa la stessa cosa (tranne che io ero piu grandicella :( alle elementari)….poi alla fine della giornata, (rifatte le file) hanno "ricordato" a tutti i 200 (sennò piu) bambini presenti con tanto di maestre e alcuni genitori, che c'erano dei bagni di cui usufruire durante le pause!! sarà mica stato rivolto a me?
Hola, sono un'argentina che è tornata in Italia, patria dei miei genitori. Sono anche ex maestra di una scuola italiana a Bariloche. Mi ha fatto emozionare la descrizione del primo giorno. Quanti ricordi!
Parlate della scuola di Olivos o la Colombo?
Non vi leggo da tanto ma mi piace il punto di vista.
È vero Fritz, ai consolari vostri non piacciono per niente questi riti!!! A me mi diverte un sacco questa situazione perché ogni volta che si affaccia una preside o funzionario italiano… le autorità delle nostre scuole fanno questi i riti ancora più lunghi e formali per dimostrare quanto educati e rispettosi siamo noi argentini…
Ah i riti nostri e gli inni!!! Da adolescente li rifiutava… mi rimandavano ai primi anni dellla scuola primaria durante il processo militare… immagina l'arci utilizzazione di quei simboli a quell'epoca… oggi che lavoro a scuola ogni volta che alla scuola materna vedo quei nani con le bandiere e suona l'inno argentino mi emoziono e mi viene da piangere… ma riesco a trattenere dopo anni di allenamento.
va bè, diciamolo, gli italiani sfuggono i riti perché hanno paura di emozionarsi e farsi la pipì addosso! :D
Sandra: né una né l'altra. La "Sommo Poeta Col Nasone" di Córdoba. …esta scuola selvaggia e aspra e forte…
Silvana, mi sa che da noi i simboli nazionali sono poco chic per motivi simili ai tuoi. in compenso difendiamo con le unghie l'ecotipo locale di fagiolo. sic transit.
Fritz! cordooooobes allora? che bello. Anche a Bariloche si chiama Dante Alighieri e se vai dalle mie parti la troverai a 50 m de la Catedral come si dice là.
Alta en el cielo l'ho scaricata gratis dal sito del ministero argentino e cantata da Victor Heredia e muoio quando la sento. Ahh gli argentini e la loro emozione a fior di pelle sempre.. questo proprio mi manca qui nella fredda Verona..
Sono in un bar e osservo la tipica scena che si vede nei pressi di una scuola: le mamme che si riuniscono per un caffè dopo aver accompagnato i piccoli. Solo che sono i primi giorni e allora ogni tanto una di loro si alza e si spalma contro la vetrina del bar, osserva emozionata il cortile della scuola…poi di colpo comincia a salutare, a saltare, a ridere, sempre da questo lato della vetrina. È dura per tutti..
Sì Tanoka e anche è dura per me. Siamo nel periodo di adattamento, periodo in cui aiuto alla maestra della sezione di 2 anni… il mio compito quando si apre la porta della scuola è strappare dalle bracce bimbi che piangono a mamme o papà… che non ti dico che proprio piangano ma quasi quasi…
Fritz.. quella della foto non legge il blog, ma per caso mi sembra di vedere la divisa delle Madres escolapias o del 25 de mayo?…
Ti ho beccato!
: )
sí Mar, è la 25. l'hai beccata. :)
allora mi devi dire in nome!!… magari è stata anche una mia compagna di classe!
mmm… difícil. vos te ponías guardapolvo para entrar a la sarmiento y ella se vestía para la fiesta de 15… :)
entonces no hay posibilidad que la conozca..! : ) : )
lo mimo saludala de mi parte!! :)
fritz!non ti facevo così sensibbile ai riti formali, quando parlavi con la farmacista mi sembravi più..come dire.?cool :))
adesso sei un vero argentino.
peraltro, l'unica volta che vidi fare l'ammainabandiera fu circa 100 anni fa, in una colonia per i figli dei dipendenti enel…e non mi sembrava così emozionante, avevamo tutti una gran fame e volevamo solo fare colazione. lassù , fra le montagne bellunesi..
probabilmente gli italiani associano bandiere e gagliardetti al vento a cose poco piacevoli..uhmm…
ma sento che sei felice e questa è una gran bella cosa..continua ad esserlo che coì stanno bene tutti..
la farmacista nullafacente
ps.la nacion com ar. chat.
bye bye
oops! l'alzabandiera!! vedi, non so più nemmeno come si dice…
iconoclasta che sono!
contessa, mi ricordo bene di lei, non l'ho già scritto? ad ogni modo sono ancora molto cool. :D
ricordo bene l’emozione dell’alza bamdiera nel cortile del Colegio Divino Rostro! e devo dire che mi è mancata molto quella semplice ma sentita cerimonia che qui in Italia non si fa. Purtroppo in Italia certe manifestazioni patriottiche sono state per anni associate al fascismo e le bandiere si vedevano solo ai campionati mondiali di calcio! Fortunatamente stiamo riscoprendo il Tricolore!
“Salve Argentina,bandera azul y blanca, sublime ensena de libertad y onor……”ancora me la ricordo