
Avete presente una coda in Italia?! Forse no, perchè a noi manca proprio il concetto. Per noi, la coda è qualcosa che esula dal concetto di ordine,è più simile ad un pacchetto di mischia di rugby che al classico serpente che ci facevano disegnare da bambini.
Sono da pochi giorni qui a Buenos Aires ma una cosa ha colto subito la mia attenzione:le code. Le trovi in ogni angolo della città:al bancomat,in posta,in tutti gli uffici pubblici,al supermercato…cavolo, pure per il colectivo!! Ed il tutto si svolge in maniera ordinata, composta e…beh, in fila.
In questo modo si evitano brillantemente le tipiche situazioni di piccoli soprusi, finta indignazione per il caos o urla contro un non ben precisato responsabile di tutti i mali del mondo.
Le catogorie deboli (persone anziane, donne in gravidanza, persone con handicap) hanno priorità;ma non devono fare appello al tuo buon cuore o cercare di impietosirti,gli si si cede il posto in coda come se fosse, davvero, cosa buona e giusta! A noi le code annoiano,stizziscono e se potessimo le aboliremmo per decreto. Qui invece la gente le prende come una delle cose normali della vita. A piccoli passi mi sto inserendo in questo sistema di cose, ma mi rendo conto che è come ti insegnano da bambino:prima lui, poi lei, poi tu etc…tutti in fila indiana…anzi no, in fila argentina!









Nel mio brevissimo soggiorno a Buenos Aires, rimasi piacevolmente sorpresa dalla coda sul marciapiede per il colectivo.
Vorrei far notare che oltre ad essere una coda composta, era sistemata al margine del marciapiede in modo da lasciare il restante spazio libero per i passanti che non dovevano aspettare l'autobus. Quale incredibile segno di civiltà !
Sono d'accordo con te Nicola: evviva la fila argentina !!
Non mi meraviglia che una delle prime differenze che Nicola evidenzia sia la fila perché veramente qui è la selva! qui la fila si fa a forma orizzontale, alcuni avanti altri dietro non si capisce insomma… mai visto prima… un vero disastro
Lucia e Mariela, verissimo quello che dite: tanto la coda italiana assomiglia ad una selva di persone, quanto è ordinata e precisa la fila argentina!
Ubi maior…
Non voglio fare la voce fuori dal coro, visto che poi sono uno di quelli che gli si ingrossa la giugulare quando si presenta il furbetto che salta la coda…..peró anche la non-coda del tipico bancone del bar italiano ha il suo fascino. E adoro vedere gli stranieri in italia basiti davanti alla totale assenza di logica del bancone. Tu sei lí da un quarto d'ora con lo scontrino in mano e c'é sempre uno da dietro con la voce piú forte o uno col braccio piú lungo che ti passa sopra o semplicemente uno che ipnotizza il cameriere con lo sguardo. La tipica signora un po' avanti con l'etá che fa finta di niente e passa davanti a tutti, che nervoso….
Io sono sempre stato uno di quelli che subiva. Qui il bancone non c'é proprio, jejeje
Anch'io da persona pacifica e inoffensiva quale sono m'infiammo di fronte alla prepotenza dei saltatori di coda. Ma sono fiamme tutte interne, che non inceneriscono nessuno. Lascio correre e mi macero in un sordo rancore, ripetendomi quanto sono stupida. Una volta invece la scena si è svolta in uno di quegli affollatissimi angoli bar "Autogrill" alla fiera del libro di Torino, e quella volta ero in compagnia di una bellicosissima amica. A passarci davanti non è stata la solita signora agée fintatonta, ma un signore a mio avviso ben conscio dello sgarbo che stava compiendo. Quando la mia amica ha fatto presente al signore che c'eravamo prima noi, quello, con un sogghigno beffardo, ha negato. All'insistenza della mia amica ha sfoderato la solita scusa: «Ma io non vi avevo viste». E non si è schiodato. A quel punto la mia amica ha calato l'asso:«Mi faccia vedere lo scontrino», ha detto al tipo. Preso di sorpresa il signore ha tirato fuori lo scontrino. La mia amica ha guardato l'ora in cui era stato battuto il suo scontrino, poi ha guardato quella in cui era stato battuto il nostro e glielo ha mostrato. Gli siamo passate davanti trionfanti.
Anna, la tua amica meriterebbe una targa in quell'Autogril a imperitura memoria per il gesto di ribellione all'ingiusto sopruso…meglio di Enrico Toti!!
Con l'ora sullo scontrino non c'è discussione che tenga. Almeno all'Autogrill. Al mercato magari ci saremmo menati. Ah, benvenuto nella "manga de tanos"!
Mi ricordo quando un amico romano prendendo la linea D della metro: era stupito perché in genere le persone in attesa permettevano a quelle che dovevano scendere di farlo per poi salire loro (forse nel caso della metro dovrei dire uscire ed entrare?) Secondo lui da questo gesto si capiva che noi eravamo molto più civili degli italiani… meglio dire dei romani… a quel momento ho pensato "questo tano e il suo sguardo romantico di noi latinoamericani!!!" Ma poco tempo dopo prendendo i mezzi romani… ho capito bene cosa intendeva… non c'è proprio logica… almeno io non l'ho capita…
Fare la coda ed osservarne rispettosamente l'andamento è nella tradizione argentina.
Invece sul nostro modo italiano di farla,ahimè,c'è molto da obiettare e quando ci ti trovi c'è da mangiarsi il fegato !
Ho fatto caso prorio la scorsa settimana tornando da un weekend a Barcellona com'era organizzata la fila x l'imbarco sull'aereo, tutti voli Ryanair posti non assegnati quindi con la filosofia "chi prima arriva meglio alloggia" davanti 5/6 uscite d'imbarco destinazione Dublino, Francoforte, Stoccolma ecc… file ordinatissime bagagli a mano appoggiati a lato finchè da lontano noto come dice Nikola un "pacchetto di mischia di rugby" con schiamazzi ed urla… bagagli a mano appoggiati dove capita…. in alto destinazione: BOLOGNA!!!!!!! E' sempre così!!!!!!