La piazza era divisa in due, al centro le madri a ballare il tango, di lato, a sinistra, una commistione di sigle che più che ricordare sembravano portare in piazza tutto quanto il presente possa offrire, leggittimo ma forse fuori luogo.Da un lato i filo governativi, legati al potere K da promesse elettorali mai ancora mantenute, dall’altro gli antagonisti, a chiedere per la 34esima volta giustizia verità e castigo.
Mi sembra che in ogni parte del mondo il popolo perda sempre e soprattutto per colpa del popolo.
Mi sono emozionato al grido “30000 desaparecidos… presentes!”, e mi sono riconciliato con parte della popolazione di questo paese martoriato che troppo spesso mi sembra godere proprio l’appoggio di chi ne è vittima.
Fatto sta che sono passati 34 anni.34 anni da quando una fetta importante della società civile argentina è stata spazzata via nel peggiore dei modi, vigliaccamente, reprimendo con la tortura, attaccando di notte, alle spalle. Quel buco io lo vedo, e a volte mi sembra che non lo vedano gli argentini. Sono molti più i nostalgici, quelli che “pero no habìa el tema de la inseguridad” , che quelli consapevoli della prova di forza vinta dal sistema contro chi voleva scardinare meccanismi infami.
Il peronismo io ancora non l’ho capito, ma mi ricorda molto più i borboni che non la democrazia, molto più la religione che la politica, il populismo spicciolo che distribuisce briciole perchè nulla cambi.
Non c’era polizia nel dìa della memoria, solo un elicottero sospeso in volo, e chissà quanti infiltrati, magari gli stessi di tanti anni fa, a ridere sotto i baffi con un pancho y una coca, come il vecchio porco Astiz tanti anni fa.
34 anni di impunità ed omertà foderano qualsiasi speranza con una sostanza oleosa e fetida chiamata vergogna.Possibile che meno dell’1% di quanti hanno reso possibile la dittatura, prestando il cervello e le mani ad un progetto diabolico, sia stato processato? che i nomi di torturatori siano noti tanto quanto quelli dei torturati senza che questo cambi il loro stato civile da liberi a carcerati?
34 anni coprono di una polvere viscida le parole ‘nunca mas’, e più passa il tempo più aumenta la consapevolezza che tutto possa ripetersi.
PRESENTES!










Gran bel post ..e mi scuso di non averlo letto prima …
Triste ma preoccupantemente vero il tuo finale "più passa il tempo più aumenta la consapevolezza che tutto possa ripetersi" non Capirò mai questo Dolcissimo Popolo che avvolte sembra TONTO autolesionista e incapace di Alzare la Voce quando serve…
Ciao a tutti Dalla Sicilia
delfo, anch'io all'inizio ho faticato a capire, a decodificare le radici di un'apparente voglia di dimenticare tutto
credo che la sintesi si possa fare in 4 concetti,
vergogna perche' quello che e' stato e' stato proprio qui
senso di colpa per essere sopravvissuti, come peraltro succede in ogni genocidio
bisogno di andare avanti e vivere una vita apparentemente normali
crescita che ti porta dall'idealismo dell'appartenenza sociale alla concretezza della protezione familiare
… spero di trovare un momento davanti a qualche bottiglia di vinello locale per chiacchierarne, se poi ci scappa pure un ragu', vado avanti fino alla noia (tua) :)
la cosa che mi ha fatto più impressione è che dopo, dopo il massacro non siano state eseguite spedizioni punitive verso gli assassini.
prenderli casa per casa, come si è fatto da noi dopo il fascismo.
ormai non hai nulla da perdere e la vendetta personale a volte, difronte all'inettitudine o complicità dello stato, è preferibile.