Due aprile, venti giugno

Il disegnino viene dal quaderno della materna di mia figlia. Diciamo che è un approccio leggero (e politically correct) al 2 aprile, Día del Veterano y de los Caídos en la guerra de Malvinas. La maestra, pragmatica, ne ha anche approfittato per lavorare sulle vocali, come si vede dalle colorature.

Diciamolo, con il dovuto massimo rispetto ai caduti, il tema Malvinas è uno dei pochi su cui dopo dodici anni di residenza non mi sono ancora argentinizzato. L'irredentismo di per sé non è una causa di quelle su cui noi italiani ci infervoriamo - o dovremmo cominciare dall'Istria, la Dalmazia, Nizza e Savoia, la Corsica… mezza famiglia  mia poi viene da Rodi… che la vogliamo lascia' ai greci?

Un certo trattamento del problema, poi, con la figlia che mi canterella la marcha in macchina mentre l'accompagno a scuola o canzoni tipo questa (di Piero!) messa sul sito del ministero dell'educazione, non aiuta certo a vincere lo scetticismo.

Per quel che conta la mia opinione, letti i vari argomenti di sovranità sulle isole, propenderei per l'Argentina o per una sovranità condivisa. Ma se per questo valeva la pena creare un trauma nazionale alimentarlo per decenni e finirlo con una guerra - fatta con soldati di leva, poi - da novecento morti, bè, direi proprio di no.

Per fortuna dopo la catastrofe del 1982 siamo tornati alla via diplomatica (molto piú in salita di prima, chiaro), prima con metodi eterodossi, poi, nella consapevolezza che paracadutando Winnie Pooh non si va lontano , con questo spot, nuovo e futuribile.

Non si capisce bene quale sia la situazione di sovranità, visto che la radio parla ad argentini e "amici isolani" separatamente, e si circola sempre sulla sinistra, ma non si può non apprezzare l'ottimismo. Se non fosse per le kirchnerate come "i voli arrivano come sempre puntuali" e quel tono condiscendente di "cominciamo con león gieco, ma poi vi mettiamo anche una canzoncina dei Beatles". - poi dice che gli isolani non si fidano. Ma è sempre meglio che dover piangere ventenni, dopo.

 

Fritz

Marco Biagetti è andato ad abitare a Córdoba nel 1998, sotto l'influsso malefico di una moglie. Adesso ha in più una figlia tween, una cagnolina casinara e quindici chili di panza. Fa una piccolissima produzione di patate, e somatizza le gioie dell'agricoltura a livello gastrico. Uomo di mondo, è nato a Roma ma ha fatto dieci anni di studio e lavoro a Viterbo

Commenti

  1. Felipe dice:

    Non so, io sarò ignorante sull'argomento. Ma un'amica di mia madre è stata sposata per anni con un funzionario del Ministero degli Esteri argentino ed ha anche conosciuto il presidente Galtieri. Mi ha detto che in pratica circa 3000 giovani soldati del nord dell'Argentina sono stati mandati a morire alle Malvine in acque gelide dove schiantavano dopo pochi minuti dal contatto con l'acqua. E tutto perché un giorno Galtieri si è alzato col piede sbagliato dal letto e ha deciso di ripendersi a qualunque costo quelle isole.
    Ma dico io: se proprio si vuole arrivare ad una sovranità congiunta, non sarebbe l'ora di cominciare ad istuire dei collegamenti aerei e marittimi con le Malvine? Almeno così gli argentini e gli isolani imparerebbero a conoscersi meglio.

  2. Attilio dice:

    Le isole Malvinas o Falklands per gli inglesi,rappresentano ancora uno degli ultimi baluardi del colonialismo britannico ,tanto per non dimenticare quando la potente Inghilterra nei tempi passati andava in giro per il mondo a razziare tutto ciò che le serviva. Così dandole un valore strategico,più che economico,le ha occupate ,le ha attrezzate e organizzate all'inglese costruendo la cittadina permanente di Port Stanley.
    Altro che il fatscente insediamento argentino, con quattro canne incrociate , su una delle
    due isole maggiori !
     
     
    Nel frattempo però l'Argentina con ostinazione, ha sempre rivendicato il possesso di questo arcipelago,sostenendo che esso fa parte della sua piattaforma continentale.
    Finchè per distogliere l'opinione pubblica dai veri e gravi problemi argentini,il governo Galtieri non trovò di meglio che creare una cortina di fumo arrivando ai ferri corti e scatenare una malaugurata guerra "santa"con gli inglesi,infervorando il popolo di amor patrio.  Questo non servì a niente,se non aggiungere altro dolore ad un paese che era appena uscito dalla tragedia dei desaparecidos.!!!
    Ora ,sembra che gli inglesi(son notizie di questi giorni) abbiano iniziato dei trafori petroliferi nel'Atlantico al largo del territorio delle Malvinas,e questo ha suscitato l'ennesima protesta argentina,poichè considera che le trivellazioni avvengono sul suo territorio. Perciò optando questavolta per il dialogo,il governo di Bs,As,pare si sia rivolto ai tribunali internazionali,ottenendo principalmente l'appoggio quasi della totalità delle nazioni sudamericane.Ciò cambia un pò il quadro della situazione,perchè in occasione del passato conflitto,l'Inghilterra potè godere udite, dell'appoggio del amichevole  vicino dell'Argentina sì,proprio il Chile,dove istituì basi militari,e del tentacolare e interessato governo degli Stati Uniti,che attualmente ha altre beghe da pelare e la disputa delle Falklands sembra non interessarlo più.
    Perciò,ancora una volta con ostinazione e meno male non con intenzioni bellicose,l'Argentina  decisa a non mollare, si fa  sotto per rivendicare il suo diritto sulle Malvinas.     Auguri e che non ci siano più morti da commemorare ed eroi da festeggiare!

  3. Silvana dice:

    Quel 2 aprile di 1982 per una di quelle febbri infantili non ero andata a scuola e forse è per questo motivo che ricordo benissimo quel giorno. Ero a casa con mamma che ascoltava la radio e diceva "claro que sí las Malvinas son argentinas"… io non avevo mai sentito nominare quelle isole che nei mesi seguenti avrei disegnato, colorato e ritagliato mille volte. Più tardi quando papà è tornato dal lavoro ha litigato con mamma che insisteva "las Malvinas argentinas"… lui diceva "ma non capisci cosa sta succedendo, che questo è una pazzia,  che loro sono imperialisti… che gli Stati Uniti…" Poi lunedì a scuola in quel cortile enorme abbiamo dovuto imparare la marcia di Malvinas… il pomeriggio all'istituto britannico dove io mio fratello studiavamo l'inglese abbiamo scoperto che all'mprovviso aveva cambiato nome e che ora si chiamava "Istituto argentino di cultura britannica"… Da lì in poi tutto sarebbe Malvinas: disegni, lettere per i soldati, cose inutili lo so come i ciccolatini, i maglioni e le sciarpe che abbiamo inviato ma non solo perché in quel clima c'era bisogno di elementi molto più soffisticati ma soprattutto perché poi abbiamo scoperto che di tutta quella roba non arrivava niente ai soldati. Io vivevo con grande confusione quell'animo trionfalista che si rafforzava a scuola e la tristezza e la preoccupazione di mio padre a casa. La guerra finì e da un giorno all'altro non si parlò più di Malvinas né cantamo più quella marcia che a me e a mio fratello piaceva tanto.
    La guerra di Malvinas fu una successione di errori terribili della dettatura militare più orrenda che abbiamo avuto ma sotto l'orrore di una guerra decisa da un paio di matti ci sono eroi anonimi che la società argentina non ha ricosnosciuto mai…  "El olvido" (dimenticanza) ha prodotto quasi la stessa quantità di vittime che la stessa guerra, giovani che al ritorno si sono suicidati.
    Non so bene perché questo irredentismo di cui parli non infervorisca gli italiani, sarà quel campanillismo… che vi fa sentire che Italia è solo il paese dove siete nati e cresciuti… ma comunque neanche a noi penso che ci infervorisca tanto…
    Per ultimo Borges… e una sua poesi poesia che ricorda questa guerra assurda:
    http://www.youtube.com/watch?v=_gkJplmktYY

  4. fritz dice:

    Silvana, perché non ci infervori l'irredentismo argentino non lo so proprio. Presumo che ogni paese avrà i suoi problemi e la sua evoluzione storica, no? Piú che campanilismo io direi che si chiama "storia & geografia". O magari in Perú si accapigliano sul bilinguismo della Val d'Aosta?
    Piú seriamente, io personalmente diffido – per dirlo educatamente – di chi fa politica basandosi su dogmi indiscutibili e facendo leva sull'esaltazione emotiva.
    saluti

  5. fritz dice:

    sull'irredentismo in generale, la spiegazione è semplice: le guerre nazionaliste le avevano già fatte i nostri nonni, e visto come sono andate a finire nessuno ne ha piú avuto voglia.

  6. Attilio dice:

     
    Silvana le guerre hanno sempre portato morte e dolore sia da parte dei vinti che
    dei vincitori. Chi le ha combatute,la maggior parte delle volte  è stato obbligato a farlo anche contrariamente ai propri ideali di pace. E questo è forse il dramma peggiore.
    In tutto il mondo oggi giorno ci sono almeno una trentina di guerre,anche se non tutte fanno "audience" e davanti le quali restiamo egoisticamente indifferenti perchè il loro dolore non ci tocca. Che triste prospettiva assuefarci al male e a chi lo procura!!!
    Ah,se si potesse oggi che è il giorno di Pasqua mettere in mano agli uomini invece delle armi ,un ramo d'ulivo !!   Lo so che è una utopia,ma ci voglio ancora credere ed auguro pace a tutti !! Un abbraccio amici !

  7. il conte max dice:

    ciao fritzie! ti rimando a nicola di bari! grande!
    :)))

  8. il conte max dice:

    un ramo d'olivo perchè è pasqua??
    se non ci fossero le guerre-adesso che le pestilenze non ci sono più  -qui si sarebbe in sovraffollamento!!
    le guerre ci saranno sempre, non è nell'ordine delle cose che tutto vada liscio.
    anche perchè moriremmo di fame.

  9. delfo dice:

    le guerre ci sono perchè ricostruire è un gran bel business, ed il margine di guadagno è direttamente proporzionale alla domanda del bene. Così se non c'è pane, guadagno tanto sulla produzione del pane, se non c'è il terzo telefonino a testa per tutti il margine di guadagno è minore.
    In generale per l'idea che mi sono fatto, la guerra delle malvinas è stata molto simile a quella dell'italia fascista in Russia, quando si mandavano allo sbaraglio soldati impreparati e malarmati con le scarpe di cartone.
    Che moriremmo di fame se non ci fossero le guerre non ci credo manco da lontano.E' un po come il ciclo delle stagioni, tutto si distrugge perchè tutto si possa ricostruire, solo che mi sembra che l'estate di questa folle corsa umana sia sempre sacrificata in nome di un rigido inverno

  10. Luciano dice:

    La questione Malvinas è semplicemente assurda perchè se ne sono impossessati gli inglesi nel '800 ed appartiene a loro, punto e basta. Mica vogliamo mettere in discussione tutti i confini dei vari stati del mondo?  Purtroppo è andata così e non ci si può far niente.
    E' bruttissimo che quei gran signori dei militari, politici e vari altri ignobili esseri abbiano potuto rubare anche sulla guerra.
    A donde està el oro de las Malvinas? http://www.youtube.com/watch?v=l0uCvvDdBz4

  11. fritz dice:

    Luciano, i confini non sono mica eterni. Guarda che pochi anni fa ci si è squagliata la Jugoslavia sotto il naso. Che siano cose assurde possiamo essere d'accordo, ma le cose assurde succedono piú spesso di quanto uno desideri. Un saluto!

  12. Luciano dice:

    Sono cose molto diverse.
    La Jugoslavia è sempre stata un raggruppamento di etnie diverse tenute assieme per tanti anni grazie al pugno di ferro comunista. Quando il comunismo è crollato, le varie etnie, si sono scontrati in una guerra civile.
    La questione delle Malvinas invece riguarda una disputa sulla proprietà di un pezzo di terra.

    L'Argentina prima di rivendicare la proprietà delle Malvinas farebbe meglio a ridare la terra che è stata ingiustamente rubata alle popolazioni Guaranì ed in generale agli indigeni che abitano e abitavano quelle terre da millenni.

  13. fritz dice:

    luciano, lo so che non ho fatto l'esempio piú felice del mondo, ma "dobbiamo mettere in discussione tutti i confini?" lo hai scritto tu, mica io. :P
    poi per quel che ne so, prima della guerra la situazione delle isole era abbastanza piú fluida. ovviamente poi si è irrigidita, e vorrei vedere.
    sorvolo sul colpo basso finale… :D

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