Imagen final

      

Bangkok, un cameraman giapponese riprende le scene della guerriglia urbana e gli ultimi istanti della sua vita, un proiettile vagante lo colpirà a morte. Gli ultimi sette, lunghissimi, minuti della vita di quest’uomo resteranno incisi nella sua telecamera e verranno restituiti al mondo intero poche ore dopo. Mentre mi soffermo su questo video, sotto la pioggia di mille proiettili che rimbalzano sullo schermo, tra angoli e delirio di un paese lontano, la memoria mi restituisce il ricordo di una morte simile. L’immagine che gira dell’altra parte del mondo è in bianco e nero e ha più di 30 anni. La cinepresa è quella di un giovane giornalista argentino, Leonardo Henrichsen mentre i fatti sono quelli che passeranno alla storia come il Tanquetazo, ovvero, il fallito tentativo da parte dell’esercito cileno di rimuovere con un colpo di stato l’allora presidente Allende, lasciando, comunque, sulle strade di Santiago 22 morti. Nelle prime ore di concitazione, quella mattina, Leonardo scende in strada e comincia a girare nel centro della città con la sua telecamera, sceglie uno scorcio, una posizione nevralgica e punta il suo obiettivo contro una pattuglia di militari. Registra pochi minuti, si avvicina con lo zoom a quelle divise, al loro camioncino. E’ fermo nella sua posizione e fermo, resterà, anche davanti al braccio teso di un militare che lo intercetta e decide di spegnere per sempre quella scomoda telecamera. Il nastro sarà recuperato miracolosamente e racconterà. L’assassino avrà un volto solo 30 anni dopo e rimarrà impunito. La storia e le immagini, le ultime di Leonardo Henrichsen, sono raccolte in un documentario forte, diretto, come il proiettile che ha ucciso lui a Santiago e Muramoto a Bangkok.

Katia

Ciociara, dalle sponde del Liri a quelle del Rio della Plata. Come Cesira, lascia Roma, dopo anni di università e lavoro, per concedersi il viaggio sempre sognato e un po' di relax...l'anelato anno "//zambatico", appassionata di musica, folcrore e arte in generale, approda a Buenos Aires e scopre il suo El Dorado. Con un dito nel dulce de leche e naso all'insù per capire dove va a finire il cielo, muove i primi passi in città.

Commenti

  1. María Rosa Bocchio dice:

    "La Argentina. Una solución sudamericana a los problemas de Italia". Me gustaría saber más acerca de ello: ¿Cuál es el aporte argentino para los problemas italianos? INTERESANTE.

  2. Sandra dice:

    Maria Rosa, nosotros somos una especie de precursores.. El tema es asì, nosotros en Argentina tuvimos un presidente que durante 10 anios nos hizo creer que eramos el primer mundo. Despues que se fuè nos dimos cuenta que era el primer mundo si dabas vuelta la tabla no? Bueno aca en Italia tenemos Berlusconi que hace creer a los italianos que estan en la cresta de la ola, hace todas las cosas que hacia Menem: instalo la cultura del trash, y si allà se llamaba Pizza y Champagne acà se llama Veline e troiette varie. Se hizo el lifting como Menem, se hizo el trasnplante de pelo como Menem. Hace promesas delirantes como Menem que conto en una escuelita que ibamos a llegar a Japon en dos horas. El Berlusca dijo que va a curar el cancer en dos anios.  Cuando se vaya (espero) te voy a contar como se van a dar cuenta lo que dejò atras.. Yo vivo acà y voy a vivirlo en directo lamentablemente..
    En conclusion el aporte argentino es dar a saber a quien tenga cabeza que futuro nos espera en Italia.

  3. fritz dice:

    Sandra ha scritto: Maria Rosa, nosotros somos una especie de precursores.. El tema es asì, nosotros en Argentina tuvimos un presidente que durante 10 anios nos hizo creer que eramos el primer mundo… etc etc

    Sandra, una domanda… non è che sei mia moglie sotto pseudonimo? :D

  4. Sandra dice:

    Jaaaaaaaaaaaa no!! se vedi la mia mail vedrai che sono in Padania!!  ay ay
    Quindi non sono la sola a pensarla così? bene bene.. non mi sento più così sola allora! :))))

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