Immaginate di camminare in piena notte, soli, in compagnia dei vostri passi, sotto la luce di una luna, talvolta due, impallidita dalla nebbia e, all’improvviso, tre colpi nell’aria che esplodono e rompono il silenzio: BANG-BANG-BANG!!!! 
No, tranquilli, non sono stata vittima di nessun agguato, sono stata solo risucchiata nella Buenos Aires anni 20, in una losca storia di intrighi internazionali tra gangester e revolver caricate, cappelli calati sulle sopracciglia e lunghe gambe di prostitute strette in tacchi lucidi. Un colpo secco e …carambola, il fumo delle sigarette a sfumare sguardi d’intesa e segreti. Telefonate nella notte, tradimenti, vecchi amici…nemici. E poi lei, Luise, con la sua morte violenta e la sua bambina da salvare. Ma facciamo un passo indietro, circa un mese fa, leggo di un concerto di tango, a suonare uno dei miei preferiti, Cesar Stroscio con il suo Trio Esquina, una conoscenza che risale al passato Festival del Tango. In quella circostanza non avevo conosciuto solo un artista straordinario, ma un uomo già anziano, forse più giovane della sua nostalgia, che rientrava in Argentina dopo 30 anni d’assenza. Difficile descrivere quel concerto, l’emozione di quest’uomo che rivedeva tra il pubblico i suoi amici e ritrovava tra gli applausi il calore della sua gente, andava oltre la buona musica, cosi carica d’argentina, scritta e rivissuta però a Parigi. Rimasi emozionata, affascinata e legata a questa storia, fedele a quelle note. Quando leggo del nuovo concerto, all’ombra della Biblioteca Nazionale, mi precipito. Presentavano un nuovo disco, o meglio un vecchio lavoro diffuso in Europa un po’ di anni fa, ma che qui, come spesso accade, non aveva trovato ancora spazio. L’intrigante storia a cui accennavo all’inizio si intreccia cosi con la musica di Stroscio in un originale lavoro intitolato “Tango para Corto”. Tango, è anche il titolo del racconto che Hugo Pratt ambienta nella sua querida Buenos Aires: Corto Maltese rientra da uno dei suoi viaggi e si ferma qualche giorno nella capitale per soccorrere una sua vecchia amica coinvolta in un pericoloso affare. Oltre a riscoprire Corto e aneddoti della vita argentina di Pratt, che trascorse qui dieci anni, scopro che nelle librerie italiane c’è, o dovrebbe esserci da anni, in vendita, questo splendido connubio di musica e lettura. Voi laggiù, potreste avere l’opportunità di sedervi comodamente in poltrona, prendere tra le mani il racconto di Corto e mettere su della musica, ma no una qualsiasi, quella nata proprio da un bandoneon argentino e scritta per onorare Pratt e il ritorno di Corto a Buenos Aires. Per noi invece che viviamo quaggiù, pur non avendo la stessa opportunità, volendo, possiamo recuperare l’atmosfera dei nostri connazionali, se volete, vi indico la scorciatoia: si compra il cd, che finalmente è nelle discherie, e, nelle edicole, si recupera il racconto numero 13, "Tango", edito da Clarin, che è pure a colori. Non so se augurarvi una buona lettura o un buon ascolto!









cara katia, mi sono proprio innamorata di questa musica, che meraviglia. e il progetto tango e corto mi sembra bellissimo, grazie!
Grazie a te, Virginia! Confermo, la musica di Stroscio è bellissima. Ti segnalo anche un altro suo cd che, come dicono qui, "es tremendo!!" dal titolo Azul y vos. Riguardo al fumetto in questione, c'è uno scoop da intreccio beautifulliano che mi preme spifferare: pare che Mania, la bimba del racconto rimasta orfana che Corto salva e spedisce in Italia, altro non sia che la mamma di "Valentina" la famosa Valentina di Crepax. ;)
la mamma di valentina!!! wow! questi intrecci fumettistici sono davvero interessanti. grazie e tienimi aggiornata!