El ultimo mecenas

Capita che esci dall'ufficio in pausa pranzo alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti, magari un po' più in là dei sentieri battuti quotidianamente, e ti imbatti per caso in un personaggio.

Un 'personaggio', non saprei come definire altrimenti Federico Klemm, una sorta di Leone di Lernia dell'arte, figlio di nazista espatriato in Argentina, uno che la sua eredità milionaria l'ha investita in parte in giovani artisti, tanti, e che ha deciso di lasciare in eredità ai posteri la sua personale collezione.

Mi sono ritrovato nella galleria embassy, una delle tante gallerie impolverate che ancora lasciano vedere lo smalto intaccato dal tempo. Si trova in Calle Florida, praticamente in Plaza San Martin ed ospita anomali antiquari, tante 'cabine' in affitto, e la fondazione Federico Klemm, voluta dal ricco mecenate scomparso nel 2002.

Ho sceso la scalinata anonima e sorpassato lo sguardo indiscreto delle due guardie annoiate mi sono ritrovato nel bel mezzo della collezione privata di questo pazzo. C'è Magritte, de Chirico, Picasso, Wharol, Chagalle,Mapplethorpe, un vero e proprio mini museo con una parte interamente dedicata alle giovani leve, quelle nelle quali sempre aveva amato investire il biondo, ed una ahimè dedicata all'opera del Klemm artista… andatela a vedere e poi mi dite, non anticipo niente.

Ho trovato in rete uno speciale sulla sua figura, mi piacerebbe saperne di più da chi ne sa di più.

Delfo

Napoletano classe 76 si è trasferito dalle pendici del Vesuvio (in realtà viveva a Roma già da un po') a Baires per un'esperienza di lavoro di un paio d'anni. Si è portato i panini da casa e appena arrivato ha seminato napoletanità. Gira in bici nonostante tutto e tutti, adora il locro e mira ad imporre l'uso della crema gialla al posto del dulce de leche nella pasticceria porteña.

Commenti

  1. Mariela dice:

    Federico Klemm!!! Mi ero dimenticata di lui! E non sapevo forse morto ne che fosse figlio di un nazista… è proprio curiosa la vita!

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