Gli italo – argentini preferivano il teatro alla chiesa

   “Se a un italiano o italo- argentino gli dici che non è cattolico lo offendi però la verità è che solo il 5% va a Messa e l’80% solo alle cerimonie, principalmente matrimonio”;

se leggessimo questi dati oggi, nessuno si stupirebbe ma è quello che ho trovato nella rivista l'Emigrato Italiano, sulle Missioni Scalabriniane degli italiani all’estero, un articolo risalente al 1949.

“Secondo questi archivi l’Argentina rimane l’unico paese dove gli italiani perdono di vista i valori morali”. Gli immigranti erano assidui frequentatori della chiesa nel loro paese natale e confidavano nel Santo patrono. Ma giunti in Argentina, tutto ad un tratto, l’andare a messa diventa un atto disonorevole, con il rischio di mettere se stessi e la propria famiglia in cattiva luce.

Il direttore Padre Giorgio Baggio dà la colpa alla geografia urbana dei centri argentini: le città sono geometriche, manca la piazza italiana che accentra e invita la gente a sedersi sui gradini della chiesa dove poter chiacchierare. Un’altra spiegazione viene imputata alla differenza tra chiesa italiana e chiesa argentina, dove quest’ultima era frequentata da una classe medio alta, con la figura del curato molto lontana dal parroco  di paese. Vi sono infatti testimonianze che si riferiscono a “sua maestà” il sacerdote come ad una persona illustre ma distante dalla realtà e dalle vicissitudini quotidiane. Come terzo punto viene detto che gli italiani arrivati nel nuovo paese vi si integrano facilmente, perché il castigliano, la nuova lingua,  non è più difficile da imparare che il napoletano. L’ultima ragione che viene presentata è che agli immigrati italiani piace il teatro, il cinema, la musica e la cultura e  preferiscono queste attività rispetto alla semplice Messa e alle devozioni del paese natale.

Gli Scalabrini, i Francescani e i Salesiani, che arrivano in Argentina creeranno strutture di accoglienza e di formazione cercando un’alternativa per poter avvicinare la gente alla chiesa; ci riusciranno negli anni 60 e 70 grazie a una serie di congiunture politico economiche, e spesso addirittura si ritorna al culto del Santo patrono italiano con grandi feste folcloristiche rallegrate da fuochi artificiali.

Però focalizzando sugli anni cinquanta, tra i numerosi tentativi di cattolicizzare gli italo argentini, voglio sottolinearne due la prima si chiama Llamada de Novia con cui pagavano il biglietto alle fidanzate rimaste in Italia e offrivano un luogo per vivere fino al matrimonio la seconda più divertente, utilizzata a La Plata, Mendoza e Pinamar, dove a ogni Messa della domenica venivano regalati 80 entrate gratuite al cinema e 30 entrate a teatro. I missionari diventavano esperti  di teatro e organizzavano delle compagnie  di teatranti che facevano spettacoli partecipatisssimi.

Ed eccomi ai giorni d’oggi io poco religiosa a un battesimo argentino, eccomi in chiesa dove i bambini corrono facendo delle ottime scivolate sul pavimento di legno, gli adulti entrano ed escono chiacchierando e ridendo, il prete che con un microfono dice “per favore signori un attimo di silenzio che iniziamo il battesimo, signori per favore solo 5 minuti d’attenzione” e infine a scambiamoci un segno di pace la gente che si abbraccia e si bacia… forse la teatralità oggi è rimasta o forse semplicemente qui è molto più spontanea e meno formale.

Commenti

  1. Guybrush Threepwood dice:

    Mettiamogli uno Papa all'interno del loro stato. No, non è una battuta, ma una costatazione di fatto. In Italia c'è molta più attenzione agli affari religiosi (attenzione, che personalmente chiamo mera ipocrisia) solo perchè abbiamo qui a un passo al massima autorità… e così appena appare una pubblicità su qualche cartellone con mezzo sedere in vista, ecco intervenire un'autorità che non ci compete. Uno stato autonomo che interferisce in uno stato laico (non scordiamoci… l'Italia è LAICA). Un capo li vicino a richiamarti ogni volta che qualcosa non va… cambia le cose. Non sempre in meglio.

  2. Simone dice:

    Complimenti Sara ottimo post d'esordio !

  3. Gerardo dice:

    Ciao a tutti! sono un argentino che abita in veneto da quasi 10 anni. Ho trovato per caso questo blog e mi piace leggere le vostre esperienze nel mio paese, che cosi uguale e a la stesa volta cosi diverso dell'Italia. Saludos para todos

  4. sara dice:

    verissimo, qui in Argentina ho l'opportunitá di dimenticarmi la faccia di papa Ratzinger…
    che non é male!!!!

  5. Silvana dice:

    Hola Sara. Bienvenida…
    Ja, ja un'altra volta la nostra abitudine di sbacciuchiarci viene fuori e perfino in chiesa!!! Non so se centra toppo con il tuo post… ma una differenza tra italiani e argentini che sempre richiama la mia attenzione  è l'atteggiamento che noi argentini abbiamo di fronte a certe situazioni sociali e che facendo un paragone credo che in italia siano ancora più formali… sia battesimo, matrimonio, ecc

  6. Gennaro dice:

    Il punto  e' ; ma la religione    e' cosi'  fondamentale  nella vita  di un  uomo?

  7. Non sarà per caso che in Argentina le chiese siano disertate, e non solo dagli italiani, per via del ruolo della Chiesa, sempre al fianco dei potenti, specialmente durante la dittatura militare?

  8. Lus dice:

    Ciao Sara.
    grazie del tuo blog. Vorrei collegarmi al tuo per dire qualcosa d'altro.
    Vorrei solo dire una cosa che mi ha riferito una persona e non credo abbia tutti i torti. O almeno fa cambiare il punto di vista.
    Un conto e' la chiesa degli uomini e un conto e' la chiesa di Dio. Il vaticano ormai e' solo un museo. Il nuovo papa ce la mette tutta per rovinare quel poco che mi rimane di rispetto verso la sua figura (di mera rappresentanza).
    Parlo della mia esperienza e non solo.Ho testato in prima persona per motivi spt di studio ( e ricevuto rapporti) alcune congregazioni religiose. Da mettersi letteralmente le mani nei capelli. Ogni volta la mia domanda e' " e queste sono persone religiose che in teoria dovrebbero trasmettere un messaggio cristiano cattolico etc??!!". Sarebbe da attivare i lavori forzati o mandarli tutti a VERE missioni oppure , come mi fu accennato, farli diventare preti/suore operai/e: vivere nella realta', fianco a fianco a persone povere. Ho visto ( e anche riferito) sacerdoti non aprire la canonica all'ora di pranzo e dar da mangiare a persone di colore dalla finestra.
    La maggior parte di queste congregazioni hanno sovvenzioni di ogni sorta anche governative locali e non …, vivono nell'oro ( e non scherzo! parlo spt dei Scalabrini e Salesiani ma la lista sarebbe interminabile) e muovono mani dove non dovrebbero..in tutti i sensi. Non dico altro.
    Non mi stupisco della non frequenza di argentini o italiani o altri presso le chiese cattoliche.
    Per caso tempo fa assistii a una funzione cattolica tenuta in una citta' del nord Italia. Celebrata da un sacerdote africano. I partecipanti erano tutti di provenienza africana. La mia amica ed io avevamo alla fine le lacrime agli occhi per la gioia di aver partecipato a un tale evento particolare e al fatto che avevamo riconosciuto in tale celebrazione una Messa. E il tutto era di una semplicita' disarmante.
    Cio' che ho appena scritto si collega o meno a quanto tu, Sara, hai scritto? Non lo so.
    Aggiungo solo che ho visto piu' umanita' e carita' cristiana da persone che non hanno mai messo piede in una chiesa nella loro vita che da quelle che le professano (sacerdoti e suore compresi).
     

  9. Sara dice:

    Cara Lus, grazie per il tuo  commento, purtroppo penso che la chiesa abbia ancora oggi un forte potere internazionale, e non sottovalutare il ruolo del Papa e di chi ci sta intorno,ti ricordo che il Vaticano ha proprietà ovunque e molti contributi pagati dagli stati. Per il resto non possiamo non ricordare che vi sono un sacco di strutture, sopprattutto in Africa che funzionano grazie  alla Chiesa, o meglio, ci sono un sacco di posti che se tu ci vuoi andare ci riesci solo grazie alla Caritas. Ho amici grandi professionali che hanno potuto studiare grazie al sostegno della Chiesa, senza di essa non avrebbero avuto l'opportunità di essere quello che sono. Forse nel 1900 era ancora più tangibile la chiesa dell'uomo e quella formale, quest'ultima con la sua potenza era quella affianco alla dittatura, quella colpevole dei desaparecidos…

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