Azz che lunga. Sali un pochino sulle montagne e ti rendi subito conto che Bogota’ e fondamentalmente una citta’ lunga … lunghissima. Non voglio andare a vedere su wikipedia quanto e’ lunga pero’ l’impressione e’ quella di un salsicciotto.
Ah la Colombia, il calore di Garcia Marquez, l’equatore, il mare, la spiaggia, il sole, barricaderas in bichini, rum e cocaina zazan. NO, quella e’ la costa caraibica, Bogota’ e’ tutt’altra cosa. Colpa della geografia o dell’infinita guerra civile, la Colombia e’ fatta di almeno 4 o 5 stati completamente differenti. Medellin, Cali, Barranquilla, Bucaramanga sono mondi diversi. Ma come ce la si immagina Bogota’?
Il salsicciotto si mantiene piuttosto bene, praticamente non ha variazioni di temperatura, si vive tra i 6 ed i 19 gradi tutto l’anno. Formalmente esiste una stagione delle piogge, nella pratica basta chiedere quando ci vado e fare l’opposto, inizio a pensare che mi prendano per il culo stante che ogni volta che atterro diluvia e sento in radio “uuuuh la peggior pioggia degli ultimi 150 anni”.
La citta’ denota storicamente una gran effervescenza, nonostante sia stata relativamente isolata negli anni sia dal turismo che dalla comunita’ di business, ha generato un movimento culturale e sociale autoctono piuttosto interessante. Per me che mi occupo di marche, vedere “el corral” al posto di mac donalds e’ piuttosto strano. Poi ci entri, provi un hamburger che sa di hamburger e capisci che i Bogotani non sono mica tonti. Stessa cosa con kokoriko anziche’ KFC, idem le banche, le assicurazioni, tutto con un sapore modernamente locale. Si prendono il lusso di importare il meglio del mondo nei loro ristoranti e nelle loro concessionarie, basti dire che ho mangiato scaloppine ai porcini fatte con i porcini veri, ravioli di carciofi al gorgonzola (mica con queso azul) ho anche visto in menu’ i tartufi ma non volevo strafare.
In tutto questo, l’aspetto piu’ interessante della Colombia attuale e’ senza dubbio la comparsa di questo nuovo supereroe.

Ebbene si’, un tipo strano e’ spuntato nella politica colombiana, con un nome da maghetto di Harry Potter, e’ comparso mr. Mockus, ex sindaco di Bogota’ che alla guida del partito verde, cavalca i sondaggi parlando di pace, energie alternative, educazione, legalita’, umanizzazione della politica, il tutto propagato con twitter, face book, youtube etc etc … Una campagna obamiana. Vincesse un pacifista in Colombia, forse ci troveremmo di fronte ad un cambio di prospettiva importante nella relazione tra guerra e pace, tra educazione e repressione, tra lobbies e gente. Vedremmo i due opposti dell’America Latina confrontarsi come non e’ mai successo.
Poi magari la smettono di importare tartufi … ma e’ comunque uno spettacolo da guardare con interesse. Ho come la sensazione che alcune delle vene aperte dell’America Latina possano iniziare a rimarginarsi. Stay tuned.









voglio il gorgonzola!!!!!
Conoscete la serie colombiana “el Cartel”? o il libro da cui è tratta “El Cartel de los Sapos” scritto dal ex narcotrafficante colombiano Andrés López López? Lo consiglio per avere una idea di Colombia, di droga e politica dalla caduta del Cartel di Medellin (1990) a oggi. Frasi celebri: “ te hago una camita di pasto”, inizia la seconda stagione…. la voglio vedere ya!!!!