Cantando nel bicentenario

 

25 maggio 2010 h.00,00 9 de Julio Buenos Aires.

L’Inno nazionale Argentino è  cantato in diretta con la provincia San Juan grazie al coro della Valle della Luna, accompagnato dalla voce di Soledad Pastorutti, in cinta di più di otto mesi, e da milioni di argentini che mano sul petto iniziano:

Oid mortales el grito sagrado
libertad, libertad, libertad.
Oid el ruido de rotas cadenas,
ved en trono a la noble igualdad.

Ecco i fuochi artificiali sparati sul obelisco, ecco gli argentini che ancora più forte cantano:

Ya a su trono dignà simo abrieron,
las provincias unidas del Sud.
Y los libres del mundo responden,
al gran pueblo argentino salud,
al gran pueblo argentino salud.
Y los libres del mundo responden,
al gran pueblo argentino salud.
Y los libres del mundo responden,
al gran pueblo argentino salud.

C’è il gaucho, la signora di recoleta, il mapuche, la mamma coi sette figli, il ragazzo coi capelli lungi  e il porro, il peronista, la famiglia dell’interiore del paese, il vecchio con la faccia di cent’anni, la bambina che dorme in braccio del papà tutti insieme cantano più forte:

Sean eternos los laureles,
que supimos conseguir, 
que supimos conseguir.
Coronados de gloria vivamos.
Oh juremos con gloria morir,
oh juremos con gloria morir,
oh juremos con gloria morir.

Che spirito nazionalista… il mio pensiero corre all’Italia e mi chiedo se nel 2061 durante il bicentenario italiano ci sarà tanto patriottismo o per amare quella povera vecchia signora Italia dovremo vincere un’altro mondiale…

Commenti

  1. conte max dice:

    non è che spolmonandosi si ami di più.
    il nazionalismo a me fa venire i brividi, preferisco la parola -attaccamento-
    preferisco un tono più basso.
    può anche darsi,- molto probabile perchè no? – che l'italia non vinca i mondiali, nel qual caso non ci sarà nulla di cambiato se non per i tifosi.
    e se l'argentina perdesse? cos'è, v' immolate sulla pira?
    quante sciocchezze in nome della patria.
    .))
    ciao
    ps. mia nonna si chiamava, pensa un pò. Italia.

  2.  
    …Ai bambini si insegna nelle scuole che sono figli di un grande paese, su cui si sono abbattute disgrazie di cui non è responsabile… Tomás Eloy Martínez http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=22972
    Se oggi l’Italia vive l’era della globalizzazione dove il nazionalismo ha lasciato il passo alle identità regionali, come sarà il 2061?  Ci avvicineremo al fobismo del’Olanda o dell’Austria? Spero di no, sicuramente il calcio continuerò a unire italiani, italiani marocchini e italiani argentini.

  3. conte max dice:

    disgrazie di cui non è responsabile..calcio..
    chissà cosa ci sarà nel 2061, magari il concetto di stato cesserà di esistere…
    e non ci vedo nulla di male..

  4. Anche a me nazionalismi e nazioni non piacciono…pero almeno il giorno del compleanno si dovrebbe poter cantare "tanti auguri a te"  senza paturnie.

  5. caro tanoka, è che tu non sei quì… di auguri c'è ben poco, ma di politica fin troppo… è riuscita a stancare anche un'italiana che di politica argentina generalmente sorride.. feliz cumple argentina

  6. quando ho visto i bombardieri 'sfilare' in volo sulla folla, a me sono venuti in mente istantaneamente i voli della morte, ed una vertigine ha accesso un conato di vomito.
    Lo spirito d'identità, sotto il nome di patriottismo, è solo uno dei livelli della spirale frattale che vuole bergamaschi contro bresciani, bergamaschibresciani contro napoletani, napoletanibergamaschibresciani contro francesi, e via così in nome della reciproca ignoranza e della potenza dei padroni.
    Il bicentenario conferma l'importanza dei media, di come si può riuscire a convincere le persone che c'è un detersivo che lava più bianco di un altro, che più bianco non si può.Allo stesso modo si lavano le coscienze, si lava la memoria, si inanellano i tarallucci all'obelisco e si brinda alla libertà, che più libertà non si può.

  7. Sara a me il tuo post mi ha toccato il cuore, forse perché sono Argentina, forse perché ieri a cena con le mie amiche argentine siamo state in un ristorante argentino e abbiamo cantato el himno e ci siamo emozionato. c'è tanta politica in tutto questo ma el pueblo ha il sentimento, l'orgoglio di essere argentino nonostante tutto lo negativo che sappiamo tutti e che fa si che tanti di noi viviamo fuori, ma questo non toglie L'AMORE per l'ARGENTINA

  8. Este comentario lo dejo en castellano, porque creo que el tema lo merece. Soy argentina, obviamente de origen italiano, mi madre me transmitiò siempre el amor por la Bota.. pero nunca notè en ella el Patriotismo (prefiero este nombre a Nacionalismo) que formò viviendo en Argentina tantos años. Son historias completamente distintas, pero quisiera notar que para nosotros el Himno Nacional es muy importante, tiene que ver con amor a la Patria, mezclado con recuerdos de escuela, del campo, de la guerra,  y por que no, de mundiales. El respeto por ciertos simbolos es una cosa que considero muy linda de la Argentina, y el Post de Sara me emocionò bastante porque este simbolo es el que nos amontona… cantar el himno solos no existe!. La bandera, la escarapela, el himno… quien de chica no deseaba ser "abanderada" para tener el honor de llevar la bandera en los actos!!! O el dìa de fiesta, lucir la Escarapela màs vistosa?  Espero que Italia se abra a esto… tengo una hija nacida acà y me encantaria que cantara el himno de Mameli con tanto orgullo como yo canto el argentino (sobre todo logre aprenderselo entero… !!!). Claro nadie niega todos los grandes problemas que tuvimos y tenemos (desaparecidos, Malvinas, corrupciòn, criminalidad, etc etc) pero desgraciadamente mi paìs esta echo de esto, pero de muchisimo màs, de cosas maravillosas como las que uds cuentan muy seguido… Por todo esto… grito "AL GRAN PUEBLO ARGENTINO, SALUD" – no por esto siento un "lavaggio di coscienza" ni mucho menos.-
    Muy lindo post, gracias…. totales!

  9. Eh si, questo è proprio uno di quei punti dove italiani e argentini fanno fatica a capirsi: il patriottismo (come dicono gli argentini) o il nazionalismo (come lo chiamano gli italiani). Io sono il primo che non lo capivo e penso che difficilmente lo si possa capire dall'italia, devi vivere in argentina e magari per qualche anno. Mi riconosco nell'italiano che schifa l'inno e la bandiera. Non mi piacciono le bandiere in generale, quindi non faccio un'eccezione per la mia. Questa è l'ideologia che mi porto dietro e me la sono portata anche in argentina. Così quando sentivo che le trasmissioni radio in argentina finiscono con l'inno storcevo la bocca. Quando vedevo i figli di amici orgogliosi di portare la bandiera storcevo la bocca. Ma poi passano gli anni, ti ritrovi magari ad un concerto de la Bersuit, in cui il cantante dice che i politici "son todos narcos" e gli spettatori sventolano migliaia di bandiere albicelesti. E piano piano capisci che l'amore al proprio paese non è sempre pericoloso, non è sempre di destra, non è sempre intollerante, non è sempre odio verso qualcun'altro. A volte è solo amore, una roba bella.

  10. Tanoka, al No B day ci sono andata con la bandiera argentina!!!!!! e ti posso raccontare che gli argentini che c'erano in giro fra la folla come vedevano la bandiera "se le iluminaban los ojos" y si avvicinavano super contenti e ci salutavamo come se fossimo vecchi amici… un bellissimo ricordo… invece di bandiere italiane non ne ho viste (di diversi partiti è chiaro che si) e c'era con me un altra amica argentina e abbiamo detto questo: non c'è niente, una canzone, una bandiera, nulla che li lega…. che li fa sentire uniti…
     

  11. Mariela, la questione della bandiera secondo me no centra con il "sentimento" ma con la semplice abitudine, non sono abituati
     
    riprendendo il primo commento di mariela, anche io ero alla cena a Roma per festeggiare il Bicentenario, mentre cantavamo l'inno in piedi, l'italiani presenti, per rispetto, hanno lasciato i loro piatti caldi, e si sono alzati per rispetto, questo è stato veramente bello.
     
    Non so se io in un ristorante francese, mi sarei alzata in piedi durante la Marseillaise??

  12. Letizia dice:

    Io ammiro molto gli argentini per il loro spirito patriottico e conoscendoli molto bene so che non è una questione politica. Io sono super italiana, felicissima di esserlo, patriottica, adoro i colori della nostra bandiera ed ogni volta che sento l'inno lo canto con la mano sul cuore ma solo perchè sono orgogliosa di appartenere ad un Paese così bello e culturalmente importante come l'Italia. E non c'entrano nulla i discorsi politici destrosi con questo atteggiamento perchè io odio (sono molto poco democratica, lo ammetto) con chi pensa che il capitalismo sia la migliore forma di vita ed economia, con chi combatte una guerra in nome della pace, chi non accoglie gli stranieri, insomma con la classe politica che ci governa adesso, che ci vuole disunire e che ci rende ridicoli agli occhi di tutto il mondo….per questo si che mi vergogno di essere italiana (dovrebbero metterli tutti in galera e buttare le chiavi). E se dei mondiali di calcio fanno si che anche noi possiamo provare un pò di quel bel sano patriottismo che contraddistingue il popolo argentino, allora viva i mondiali (è triste ma almeno è qualcosa).

  13. Luciano dice:

    @Delfo: sono molto d'accordo con te, molto spesso le tue opinioni sono molto simili alle mie. Inoltre provieni anche tu da Napoli. Quando vengo in Argentina ti passerò a salutare (tra non molto spero).
    Riguardo al patriottismo, la bandiera, ecc. anche con Tanoka sono d'accordo. Non posso che riproporre di nuovo il fantastico dialogo del film Martin Hache sulla patria http://www.youtube.com/watch?v=_zbRmfQksjA
    Ricordo dalle elementari in Argentina (primaria) che ci inculcavano proprio il sentimento di patria. Ogni giorno si faceva l'alzabandiera schierati come militari, alla mattina e al mezzogiorno, e veniva concesso come premio portare la bandiera. Inoltre ai giardini d'infanzia (jardin) ci facevano fare spesso rappresentazioni vestiti da soldatini.
    Intanto quei pezzi di merda dei politici in accordo con militari e classi dirigenti svendevano le aziende di stato agli stranieri e accendevano prestiti pluriennali con i vari banchieri in giro per il mondo. Mi viene il vomito ….

    Credo che aveva ragione Che Guevara, il sudamerica è una entità unica, i suoi popoli dovrebbero essere uniti come un'unica famiglia e non addestrati sin da piccoli a considerarsi estranei e/o peggio nemici.

     

  14. Occhio che anche in argentina patriottismo e nazionalismo sono due cose diverse… sentire propria una bandiera e cantare un inno non significa necessariamente essere sorci che corrono dietro al pifferaio di hamelin.
    Siccome sono tra quelli che amano i toni di grigio e pensano che la vita sia una lunga e noiosa rincorsa all'equilibrio, da una parte penso che abbia fatto bene ciampi (che per qualcosa era stato azionista) a riprendere i nostri simboli dalle manacce della dittatura, che dopo 50 anni era anche ora. Dall'altra, che i bandierofili argentini abbiano ancora del lavoro da fare per metterci dentro un po' di contenuto pratico (tipo: se stai evadendo milioni di tasse, è inutile che metti la bandierina alla finestra) e per vincere, anche loro, la tendenza a far coincidere patriottismo e ideologia politica. Vi è venuto sonno? Eh, lo so.

  15. mah
    così come non riconosco diverse razze, ma soltanto LA razza umana, così come credo che un bambino dello zimbawe dovrebbe avere gli stessi diritti di uno finlandese, mi chiedo: a cosa servono le bandiere? e a chi?
    Forse ad identificarsi in un gruppo, fa niente poi se in quel gruppo ci si schifi tra chi incha Boca e chi incha River, tra chi guida il SUV e chi cerca di incularselo, tra peronisti e antiperonisti, tra chi vive a san isidro e chi in una villa miseria.
    La bandiera è un massimo comun denominatore, un velo con cui intingere gli intenti nel fuoco perpetuo dell'amore.La bandiera equivale ad avere dei confini, culturali, sociali, economici. Equivale a ratificare una differenza tra 'loro' e 'noi'.Equivale al dividi et impera, a fare in modo che il povero Argentino veda il povero Chileno come un nemico e non come un compagno di lotta.
    La bandiera è imposta, così come la pizza la si associa a quando si è piccoli, è un imprinting, un tatuaggio nella memoria che non va via, un battesimo incosciente.Nessuno chiede sotto che bandiera si voglia stare in piedi come nessuno chiede a che famiglia si desideri appartenere.
    Le bandiere trasversali, tipo con una falce e un martello sopra, sono fuori moda,e poi con quelle ci si può fare tutt'al più una rivoluzione ma non un mondiale,chi gioca? l'atletico comunista contro il capitalista racing?
     
    E allora Forza Argentina, Forza Italia, e come accade sempre nei mondiali, che non vinca il migliore, ma quello che ha più culo.

  16. Marinera dice:

    Ciao a tutti! Sara, ho condiviso il tuo post su FB con questo commento: "scattavano i fuochi d'artificio e Silvia li guardava dalla finestra mentre ci scambiavamo consigli per la vita, via chat… l'unico nazionalismo che mi piace è sentire che mi mancano las tertulias en familia. feliz cumpleanios Argentina!" 

    ero online con mia sorella, e lei lavora li, proprio con le finestre sopra la piazza.
    Condivido  e ringrazio la distinciòn que se ha hecho entre patriotismo y nacionalismo. el nacionalismo fue importado desde afuera para dividir convenientemente a toda sudamerica ("si entre hermanos hay peleas se los comen los de afuera" cita mi papà al Martin Fierro, nunca fue mas cierto). las desgracias del nacionalismo son parte de nuestra historia argentina y sudamericana. Cuando me vine a Trieste empecè a aprender que a los lugarenios les inculcaron el amor exagerado a la nacion para beneficio de los imperios. Y hoy en dia hace falta distinguir entre patriotismo y nacionalismo mas que nunca!
    por eso repito: el patriotismo de poder encontrarme con un argentino aca, hablar de todo y reirnos como si nos conocieramos de toda la vida, despues abrazarse, desearse suerte y seguir como si nada, pero con una sonrisa en el alma, eso es un patriotismo que me gusta.

  17. conte max dice:

    avete presente i film americani (nord) dove la bandiera è in tutti i luoghi? finestre, strade, giacche, orologi etc etc…dall'inizio della cinematografia è sempre stata così…ecco, quando suonano linno di mameli e la gente si mette la mano sul cuore mi viene da ridere perchè è una brutta copia di gesti e ipocrisie che proprio non ci appartengono.
    come quando applaudono a un funerale. ma che stupidaggini……
    ecco, un bell'esempio di sventolio e ostentazione si può avere dai leghisti….
    avete presente quei bamba con il fazzoletto verde e la bandiera finta?
    tipo borghezio per intenderici…il festeggiamento del  bicentenario mi sembra normale, roba di stato con tutta la retorica che ci vuole. e poi un qualche giorno avrebbero dovuto riaprirlo stò benedetto colon, ma che uno posti l'inno mi fa morire dal ridere.

  18. Valeria dice:

    Ragazzi,
    Io sono argentina ma vivo a Roma da 2 anni e mi trovo a Buenos Aires in questi giorni del Bicentenario. Penso che si deve dire che è diversa la maniera di concepire l'identità in Italia che come si fa in Argentina, come anche sono diverse le maniere di vedere la realtà in entrambi paesi. Ma si mi stupisce il fatto che mentre l'Argentina in 200 anni è riuscita (bene o male) a fare sentire a tutti i suoi cittadini come "argentini", l'Italia ancora oggi fa fatica a integrarli.
    La gente che canta l'inno qui alla 9 de Julio erano tutti diversi: mamme, gauchos, poveri, ricchi, contadini, cittadini. In Italia, al contrario, purtroppo cantare l'inno è sinnonimo di "fascismo". Non sarà il momento per l'Italia di fare un'essercizio di memoria storica e trovare "nuovi relati". Ogni generazione ha bisogno di creare i suoi propri anali sulla storia. Così abbiamo fatto qui in Argentina. Mia mamma non pensa la dittatura come la penso io, o meglio, non la legge con gli occhi con che lo faccio io. Perchè i ragazzi italiani continuano a leggere la propria storia con le chiave di lettura che ci danno i vecchi? Una società senza memoria storica dinamica è una società morta.

  19. Silvana dice:

    Uy uy quasi quasi… arrivo tardi ai commenti… é che da quattro giorni sono  in piazza… ho cantato l inno e anche altre cose… ho ballato e festeggiato insieme a mia madre di 70. A mio fratello di 40 e a  mia nipote di 3 anni e amici… ci siamo divertiti… abbiamo festeggiato… eravamo contenti… sentimento nazionale vogliamo chiamarlo… la storia non cambia… ma noi ci siamo emozionati… l amore a volte é inspiegabile… amare non implica negare la storia, dimenticare

  20. Valeria,
    la 'memoria storica dinamica' mi da' i brividi, certo ci sono viejos y viejos, a me piace ascoltare la memoria dei partigiani più di quella dei fascisti. L'Italia come avrai visto è un paese di vecchi, il punto è che non hanno messo a disposizione delle nuove generazioni (non so se volenti o nolenti) le esperienze fatte e adesso si aggirano per lo stivale rincoglioniti tra la televisione ed il gratta e vinci.
    Il pericolo di distorcere la memoria, reinterpretarla, reinventarla, è quello di ritrovarsi tutti al punto di partenza, a reinventare la ruota, a scongiurare le torture, a ricacciare i fascisti nelle fogne.
    L'Italia è come un sudamerica compresso, nello spazio e nel tempo, in italia ci sono i greci, i romani, gli arabi, gli unni, quelli che c'erano prima, quelli che ci sono adesso e quelli che ci sono già. Quel che regna è la reciproca ignoranza, e non basta una legge o un mondiale di calcio per cancellarla, ci vorrebbe una volontà culturale di chi governa, che invece ha tanto da guadagnare dall'odio reciproco tra nord e sud, sud e sud, nord e nord.
    Ora la domanda per chi si è tanto emozionato in piazza è: se non ci fosse stata la piazza, i concerti, i palchi, le bancarelle, la kermesse mediatica a strisce biancocelesti, l'amore patrio nel fatidico giorno sarebbe stato lo stesso?
    Quel mapuche, quel contadino, quell'avvocato, quell'architetto, spente le luci e calato il sipario, saranno ancora 'argentini' nel dìa dìa?
    Io credo che l'amore, quello vero, quello che avete provato voi per la bandiera, è linfa vera. Tutto il resto, dove questa linfa venga canalizzata e cosa se ne faccia, è puro marketing.

  21. maurizio dice:

    Un saluto a tutti, sono in Argentina per pochi giorni ed ero presente alla festa a buenos aires . In confronto  è stata molto più sottotono i festeggiamenti per il 150 dell' unità di Italia, che sono diventati un processo allo stato Italiano, e non una festa. Comunque gli italiani rimangono parzialmente unificati, hanno un Inno ancora provvisorio,  sono sempre sul  punto di disgregarsi e  avendo una bassa considerazione di se stessi,. Nella mia città, ogni anno si festeggia la bandiera argentina perchè qui è nato il padre di Manuel Belgrano, ma una cosa simile non si fa per la bandiera italiana anzi la si tiene nascosta il più possibile,  levo il disturbo

  22. conte max dice:

    memoria storica DINAMICA
    è una cotraddizione di termini.
    estremamente pericolosa.
    hai presente le foto dell'anniversario della rivoluzione d'ottobre?
    a seconda del " dinamismo" le foto venivano cancellate e d'improvviso non si aveva più memoria del tipo che c'era vicino a stalin o chessò io.
    anche cancellare i visi delle statue era una forma di dinamismo.
    e anche riscrivere la storia a seconda di chi comanda.
    la memoria è troppo importante per giocherellarci.
    femminile.singolare.

  23. conte max dice:

    il papà di belgrano.
     non ti sembra un cicinino esagerato?
    in italia siamo troppi con  troppi eroi , basterebbe studiare la storia per omaggiarli. altrimenti saremmo sempre in festa:  e  il papà di garibaldi,  e  lo zio di cavour e il fratello scemo di mazzini….eddaii
    oh maremmabona!

  24. Io ho 27 anni, sono argentina (sorella di Marinera, chi a gia lasciato un post), habito in Argentina e capisco perfettamente quello della 'memoria storica dinamica'. (prego scusate il mio italiano, voglio soltanto farmi capire).
    La memoria dinamica non e una contradizione, ma un segno de che i giovanni riflettono su la loro realta. Non ci ritroviamo al punto di partenza se ricordiamo la sofferenza dei nostri genitori.
    In Argentina i giovanni non collegiamo il nazionalismo co il patriottismo. Per questo mi sorprende la rotta dei commenti, sopratutto gli italiani, perche una celebrazione  diventa direttamente interpretata comme un atto politico.
    Voi avete mile feste regionali, co la gastronomia, la musica, etc. Perche doviammo chiamare 'kermesse mediatica' ai festeggiamenti per i 200 anni d'un paese, dove ci sono sfili, dibattiti, incontri, gastronomie regionali, concerti… quando queste espressione essistono dappertutto?
    Gli argentini abbiamo il senso de l'unione nella RIUNIONE. Dove c'e 1 ci sono 2 o 3, e si sucede nei concerti, in palestra, nel campo, nei matrimoni, meglio!, e BUONO! e une de le poche cose miracolose che abbiamo ancora: la gioia di vivere e gli abracci.
    E non credo che San Martin abbia liberato Chile, Peru ed Argentina senza lasciare un senso di unione di tutta l'America Latina, forse per la musica, l'ingiustizia, la gioia, l'arte, la schiavitu, la liberta, la speranza.
    La gioia e quello piu consolidante.
    Per me, tutte le bandiere sono preziose quando mi alzo, copa in mano, co gli amici irlandesi, tedeschi, greci, spagnoli, francesi, nel lavoro, l'universita, la vita.
    E, finalmente, non mi ha piaciuto l'articolo di Tomas Eloy Martinez. Mi sembra che i giornalisti comminciano a scrivere nei giornali e dimenticano tutte le cose buone d'un paese. Io sono giornalista e mi fa schifo il pessimismo. Sopratutto l'argentino e l'italiano.

  25. conte max dice:

    l'ottimismo ad ogni costo! :))))))
    mooolto berlusconiano….:((

  26. sono completamente d'accordo con Valeria, Marinera e sua sorella Silvia…e ovviamente con il post di Sara… questa è una festa! Come dice Silvia, le feste regionali italiane o di paese sono incredibili; sono belle, ci sono tutti, vecchi, giovani, di destra, di sinistra, extracomunitari o della lega, ci sono anche bandiere italiane o comunque bandiere che rappresentano un posto, una cultura, un luogo. Mettiamo il Palio di Siena: una festa meravigliosa, che si ripete da secoli, che accomuna ma anche divide, ma che è un evento unico e anche bello. Quanti soldi si spendono in questo tipo di feste? I media sono sempre lì quando inizia, e anche quando finisce… Questo è un semplice esempio. Comunque devo dire, che durante tante feste importanti italiane, tanti balconi fanno vedere le bandiere italiane, es questo significa che il valore di certi "simboli" della patria, ci sono, e come! Bella discusione….

  27. Contessa, c'é una sottile linea che attraversa questo tema e si chiama amore. Amore per il proprio paese. Un amore a prescindere dalla storia, dalle nefandezze di militari, politici, farabutti. Che poi, quale paese non ne ha nel proprio passato e presente?
    Purtroppo il cinismo ad ogni costo non aiuta a capire certe cose. Non solo non aiuta a capirle ma neanche a discuterne con gli altri.

  28. conte max dice:

    realismo si chiama. non cinismo.
    e non è ad "ogni costo"
    perchè dovrebbe esserlo?
    la realtà, come la matematica , non è un'opinione.
    è stat detta una cosa dell'altrp mondo e sembra che non ve ne siate accorti:
    la memoria " dinamica."
    quello è cinismo…

  29. L'amore cieco, come la fede, senza se e senza ma, può anche generare mostri.Le 'feste italiane' hanno ancora un senso? il palio di siena, le arance di ivrea, il vino di marino, non c'è niente di 'nazionale' a parte le bandiere (qualche volta) per non parlare delle feste dell'unità che si sono trasformate nella sagra della salsiccia.
    L'italia è per sua natura frammentata, storicamente e culturalmente. Il liberatore San Martin, tal cual a Belgrano, era un massone.Non so con i soldi di chi è stato 'liberato' il sud america.
    Quello che davvero mi rende scemo è che non riesco a capire perchè non si prova a guardare alla storia italiana per prevenire il futuro argentino, perchè mi sembra qui a distanza di anni si compiano gli stessi errori, perchè non vedo traccia della crisi del 2001, nessuna esperienza viva, tutto sommerso sotto un ottimismo gonfiante e galoppante.
    Infine, sia prima che dopo il bicentenario quando sto in bici la gente mi guarda come un 'negro', quindi il 'volemose tutti bene' pare funzionare ad intermittenza, scandito dagli eventi e non dal battito del cuore.
    "Chi controlla il passato controlla il futuro.Chi controlla il presente controlla il passato"

    George Orwell – 1984

  30. Francesca dice:

    L'evoluzione sociale italiana sta talmente avanti che se guardiamo indietro vediamo il futuro argentino.
    É uno scontro generazionale, é come quando mia madre combatteva con mia nonna, erano due posizioni inconciliabili nell'immediato, erano due mondi completamente diversi, non puoi far capire ad un'argentino che essendo un italiano che segue la cultura d'avanguardia non puoi non giudicare la bandiera come un'inganno verso il popolo o che guardando un popolo cosí compiaciuto della sua patria non puoi farti un'idea diversa dall'ignoranza diffusa, poi Buenos Aires sará anche la Parigi del cono sud ma un argentino non riuscirá mai a capire la profonditá della decadenza europea, come un europeo (soprattutto i cittadini) non potranno mai capire il bello di abbracciarsi tutti insieme cantando l'inno a meno che non si parli di calcio.

  31. Delfuccio, io ti voglio tanto bene e sulle questioni di fondo sono d'accordo con te, ma mi sembra che a volte questa retorica da "I persuasori occulti" (roba buona, ma era il 1957) non ti porti molto lontano. Nel senso, la vita reale è fatta di grigi, di sfumature, di roba complessa….se tu la spazzi via con queste affermazioni da centro sociale (che condivido, ripeto) non andiamo da nessuna parte. Allora tutti gli argentini (e le romaneargentine!) che hanno lasciato qui i loro commenti per farvi capire i loro sentimenti non vi hanno fatto capire nulla, li vedete ancora come idioti ipnotizzati dalla bandiera e dalla propaganda. Tutti gli italiani e tutti gli argentini idioti, per motivi diversi, ma tutti sempre e comunque schiavi del sistema, della propaganda, del capitale. E daje, andiamo un po' oltre.

    Poi con sta storia che il terzo mondo (come dici tu) rifaccia gli errori del primo io proprio non la condivido. L'europa come avanguardia, nel bene e nel male lasciala a Francesca.
    A proposito Francesca, eri ironica dall'inizio alla fine, vero?

  32. conte max dice:

    @delfo, mi trovo d'accordissimo con te…c'è niente di più ridicolo delle sfilate in costume?
    delle " belle tradizioni" che magari una volta avevano un senso ed ora sono ad uso turistico-spremisoldi- con gli eterni pullover peruviani-saponi profumati-chincaglieria, salame di una volta e via andando.
    un tempo avevanouna loro utilità, giusto per fare un pò di festa e mangiare qualcosa di buono, eravamo talmente poveri che le zollette di zucchero o i ciccioli erano festa.
    ma adesso?
    cappelletti tutti i giorni , spremiamo ben bene le afriche e le asie , .
    un giorno ci sarà presentato il conto- fra non molto-
    per ora godiamoci la sanità gratis, le macchine a rate e le feste di ogni genere…
    qualche santo ci aiuterà
     
    non si è parlato molto di un tratto comune che ho trovato in molti argentini- e non solo-  e che per me rimane in-cre-di-bi-le :l'antisemitismo:
    roba da matti.
    sarà perchè sono cattolici persi? O è

  33. conte max dice:

    SCUSATE.
    un'eredità peronista?
    leggendo i commenti di molti articoli mi sembra di sentire parlare i polacchi.
    ( sapete che un polacco mi confidò come un segreto di stato che i gemelli kasinsky erano Ebrei??
    lo giuro.

  34. Francesca dice:

    @Tanoka : pulcinella scherzando scherzando diceva la veritá.
    Sicuramente lo spazio era troppo breve per approfondire ma in linea generale ero e sono seria. Ho abitato precedentemente in Spagna e ho riscontrato lo stesso problema ma non in Inghileterra e Francia, socialmente vivono in un mondo che io considero ridicolo, sono praticamente l'Italia degli anni 70 con le macchine nuove (in Spagna hanno le macchine nuove), poi ammetto che le menti geniali si nascondo proprio in mondi del genere, non vorrei sembrare l'europea coloniale che vuole farli evolvere o globalizzare,semplicemente di fondo sono diversi nelle prioritá, nel modo di pensare e non c'é niente di male, io ci abito 6 mesi l'anno quindi vuol dire che mi piace anche la gente, quell'ingenuitá diffusa ma allo stesso tempo vedo i limiti della loro formalitá, dell'ipocresia superdiffusa e di certo non cambio il mio atteggiamento per compiacerli e non voglio che cambino per compiacermi, tutto il mondo é paese, nessuno lo mette in dubbio, infatti io non ho da lamentarmi di nulla,delle feste, del patriottismo neanche la criminalitá mi preoccupa,la ritengo tollerabile con alcuni eccessi peró non mi venire a dire che per te é normale per esempio il rapporto che hanno con il cibo ? Non mi dire che non vedi le differenze, io non potrei mai avere gli occhi lucidi per un pezzo di asado.
    Sembro intollerante ? Spero di no perché vorrei solo spiegare il mio punto di vista.

  35. Francesca, non sembri intollerante, anzi, esprimi molto chiaramente il tuo punto di vista. Un punto di vista che capisco, avendo vissuto 4 anni in spagna ed essendomi innamorato di quel paese proprio per quella sorta di ingenuitá e rozzezza che tu descrivi. 

    Peró personalmente non mi viene proprio da pensare che altri popoli siano indetro e noi l'avanguardia. Ci provo, eh, sto facendo uno sforzo intellettuale ma non ci riesco. Con che cosa la misuri? con le macchine? con la tecnologia? con le austrade? con i treni in orario? con le gallerie d'arte? con la globalizzazione? con l'urbanità? 

    Il rapporto che hanno con il cibo????? chi, gli argentini? gli italiani all'estero piangono solo a sentire la parola ricotta. Sarebbero pronti ad immolare il loro primogenito maschio per una un caffè come si deve e tu mi parli del rapporto degli argentini con l'asado?

  36. Francesca dice:

    La battuta iniziale é un'adattamento di una frase di Ciccio Graziani – sto talmente avanti che se mi guardo indietro vedo il futuro -  Per l'italiano all'estero che piange per la ricotta sono d'accordo ma la differenza e un pó piú sottile, io non so quanti anni hai ma mio padre é uno dei bimbi del dopoguerra, l'ultima generazione Italiana che ha sofferto la fame vera, ecco gli argentini guardano il cibo come lo guarda mio padre, da bambina non riuscivo assolutamente a capire mio padre adesso che ho l'esperienza lo capisco e proprio perché adesso ho esperienza  capisco che io sono diversa da mio padre, pur essendo la stessa, non so se mi spiego.

  37. quello che non digerisco quando si parla di patria, bandiera, orgoglio argentino, amor di popolo e via dicendo è che poi quando la festa del Bicentenario finisce la gente torna a casa e molti continuano a schifare "el cabecita negra" o "el negro bolita". Ecco a me solo questa ipocrisia non piace, poi per il resto viva le feste! :-)
     

  38. Tanoka i persuasori occulti del '57 me li sono persi, io sono classe '76, e in quel po' che ho campato so solo riuscito a vedere che la storia più che dinamica è ciclica, e che a prenderlo nel lato B so sempre gli stessi, e che a volte gli piace pure (!).
     
    La vita io non la vedo complessa, e tutte le sfumature spesso mi sembrano fumo, mi sembrano 'ammuina'. Ricordo che quando ero piccolo vedevo le cose in maniera semplice e quando un 'grande' provava a spiegarmi che invece erano complesse dicevo tra me e me 'fa' come credi, io spero di riuscire a preservare la mia visione'.
     
    Ecco, un po' credo di esserci riuscito, ho 34 anni e sono convinto che la complessità è il lubrificante di una macchina che gira per inerzia, una menzogna che serve a mascherare quanto sono vicini il punto A ed il punto B solo per giustificare un cammino immenso.
    ' idioti ipnotizzati dalla bandiera e dalla propaganda', mi ci ritrovo, sostituirei solo l'aggettivo idiota (chi non ha adeguate capacità intellettive) con ignorante (che non conosce) o con disinteressato (che non vuol conoscere).
    L'europa è avanti nella scala temporale, semplicemente si è costituita come 'democrazia' da più tempo, e quindi ha un patrimonio di conoscenza superiore a quello del terzo mondo.E' questa l'unica ricchezza, la ricchezza bastarda che non serve a nessuno, nè all'europa nè tantomeno a chi potrebbe usarla per non rifare gli stessi errori.
    L'Argentina ha superato l'Europa solo nella capacità di collassare prima (2001), ma si è subito riportata in pari decidendo di passarci su uno straccio.
    Viviamo nell'era dei surrogati, dei beni sostitui e vuoti, gonfiati, la bevanda al sapore di caffè, la notizia che non è notizia, la cocaina che da' gioia, la bandiera al gusto di libertà ed eguaglianza, e non abbimao nemmeno il telecomando.
     
    Non mi piace fare il guasta feste, semplicemente mi piace sapere cosa sto festeggiando.
     

  39.  
    Dopo aver vissuto gli eventi proposti del bicentenario, ho pensato molto e valutato i lati negativi e quelli positivi. Eccoci a due giorni dal bicentenario, guardo oggi i tg e leggo i giornali: non vi sono critiche! Perché? ci dovrebbero essere, ci  sono cose che hanno offeso una parte o l’altra… eppure no, perché?
    Non ci sono perché nessuno si aspettava che a Bueonos Aires arrivassero tante persone a festeggiare il Bicentenario, nessuno  attendeva famiglie che arrivassero da ogni parte di questo grande paese. Rispetto la donna di Tilcara che ha viaggiato su un pullman  per 34 ore con la sua famiglia e che era la prima volta che faceva conoscere a suo figlia Buenos Aires. Rispetto la cultura di un paese che mi accoglie e se in Italia guarderei male automaticamente chi a una festa di paese arriva con una bandiera italiana etichettandolo, in questi giorni, dove di bandiere ne ho viste migliaia, ho avuto il  piacere di chiedermi perché sono così strutturata da pensare subito al peggio. Ringrazio di essere qui e di poter crescere facendomi domande, perché esistono solo quelle, non un paese migliore o uno peggiore.

  40. Riconoscere la forza degli abracci ed del'essere ottimista non significa chiudere gli occhi a la realta ciclica e ipocrita di un paese, neanche essere ingenuo.
    "Que el mundo fue y sera una porqueria ya lo se,
    en el quinientos diez, y en el dos mil también.
    Que siempre ha habido chorros, maquiavelos y estafados,
    contentos y amargados, varones y doblés…

    pero que el siglo xx es un despliege de maldad insolente
    ya no hay quien lo niegue.
    Vivimos revolcados en un merengue
    y en el mismo lodo todos manoseados.

    Hoy resulta que es lo mismo ser derecho que traidor
    ignorante, sabio, chorro, generoso, estafador.
    Todo es igual, nada es mejor.
    Lo mismo un burro que un gran profesor.

    No hay aplaza'os ni escalafón, los inmorales nos han iguala'o.
    Si uno vive en la impostura y otro afana en su ambición
    da lo mismo que sea cura, colchonero, rey de basto,
    caradura o polizón.

    Que falta de respeto, que atropello a la razon.
    cualquiera es un señor. Cualquiera es un ladrón!
    mezclado con Stravinsky, va Don Bosco y Napoleón.
    Don Chcho y Lamignón, Carnera y San Martín.

    Igual que la vidriera irrespetuosa de los cambalaches
    se ha mezclado la vida… y herida por un sable sin remache
    ves llorar la Biblia junto a un calefón.

    Siglo xx cambalache, problematico y febríl.
    el que no llora no mama, y el que no afana es un gil.
    Dale nomás, dale que va, que alla en el horno se va'mo a encontrar.

    No pienses mas, sentate a un la'o
    que a nadie importa si naciste honrra'o.

    si es lo mismo el que labura, noche un dia como un buey
    que el que vive de las minas, que el que mata, que el que cura
    o esta fuera de la ley."  Santos Discepolo, 1934.
    Ma, se restiamo con quello…. finiamo pensando che la intolleranza e lo stesso che la inconscienza, opinare e lo stesso che interesarsi e sopportare e lo stesso che essere pasivo.
    Mentre passano i politici, le guerre sociale, l'ingiustizia e la morte, essistono formiche che lavorano, festeggiano (non e una parolaccia festeggiare eh?) l'essere vivi, non si anestetizzano.
    Miracolo! giusto, le formiche italiane nella societa argentina.
    L'abraccio, pero, continua ad essere la crisalide sociale di un rincontro tra migrante e migratore, la SETE di amore.
    Se c'e la decadenza, sicuramente non e la stessa in un paese dove si butta via un vestito fuori stagione tutti gli anni che in un paese dove quello livello di lusso non si 'realizza' mai. (almeno da quando sono nata) ;)

  41. Ma quali sono i punti A e B? 
    A é la societá attuale e B è la rivoluzione? perché se é cosí ti assicuro che in molti paesi ci hanno provato e non era cosí facile come la poni tu. 
    Alcuni ci hanno anche scritto dei libri, ma forse li troveresti pieni di fuffa. Io penso proprio che sia un cammino immenso, pensa te.
    buonanotte, un abrazo!

  42. hmmm
    no, A e B  possono essere tante cose: la pianta di pomodoro ed il sugo per la pasta (con in mezzo una traversata transatlantica per portare i pomodori da battipaglia a buenos aires quando l'argentina se ne cade di tomate), da 0 a 100km all'ora in 10 secondi (che fa tanto arrizzare i maschi italiani che credono che col macchinone le donne si arrizzano e poi fanno casa ufficio, ufficio casa imbottigliati nel traffico a 20km all'ora), A è chi sono io e B sono io integrato alla società, e tra noi mille fuochi fatui 'necessari' perchè mi senta parte del tutto (dal vestire di marca, al bere una certa bibita, al frequentare certi posti) quando basterebbe un po' di rispetto reciproco, curiosità, e tanto amore.
    L'amore. Siamo tutti d'accordo sull'importanza dell'amore e sulla sua propulsione emozionale.Siamo tutti adulti e vaccinati ed ognuno è libero di seminare amore nella forma e nella quantità che vuole.
    Le posizioni sono state espresse, penso sia stata una discussione molto interessante, ai posteri l'ardua sentenza.

  43. Parlavo con una mia amica del bicententenario chi mi ha detto testuale "te parece que en la argentina tienen sentimiento por la bandera?yo creo que la gente fue al bicentenario solo para ver como mal gasto el dinero la presidenta solo hace para quedar bien parada en la historia quedar en libros en ese evento se gasto los fondos del pais!la gran mayoria de gente que fue son pagos por el partido politico !es un simbolo la bandera para mi!"

  44. Ya lo dijo el gran Luppi….la patria es un invento!

  45. Attilio dice:

    Quanta acidità e quanto livore vengono fuori quando le discussioni si protraggono troppo a lungo!  Che ne direste se ogniuno di noi " falco o  colomba",reggendo un ramo d'ulivo ritornassimo alle salutari,semplici,non troppo impegnate discussioni che erano all'origine di questo blog ?

  46. Attilio, io vedo questo blog come un insieme di stanze, ogni post un luogo, una sfaccettatura, un colore, una emozione. In Argentina c'è più soia che ulivi, questo è un dato di fatto. non viviamo tutti sotto lo stesso tetto ma sullo stesso pianeta sì. Se togliamo dallo scontroconfrontoincontro anche i pochi mezzi che restano nella società della comunicazione, che fine faremo?
    Ci ritroveremo davanti a una TV a guardare la registrazione di una vita che non abbiamo mai vissuto?
    Secondo te viviamo in un mondo di falchi o di colombe? secondo me semplicemente un mondo fatto di essere umani, e spero di non perdere mai la voglia di capirli anche se a volte so che non c'è niente da capire.

  47. P.S. 30-foto-30 della celebrazione sul sito "big picture" del boston globe (che è bello sempre).
    http://www.boston.com/bigpicture/2010/05/argentinas_bicentennial.html
    saluti

  48. Grazie Fritz! Le foto sono veramente stupende

  49. Io vedendo le foto ho un po' rosicato…
    Ma Fritzie, adesso che ci penso, mi chiedevo se a cordoba abbiano festeggiato in qualche modo il bicentenario. O era una festa unitaria?

  50. hehe… non ho seguito molto perché ho fatto un giretto fuori, ma tra altri eventi c'è stata una sfilata militare, un concerto del chaqueño il venerdí e uno di catupecu machu, estelares e la barra il 25, piú l'inaugurazione del monumento al gral. bustos.
    effettivamente il 25 maggio è evento porteño, a córdoba la maggioranza era antirivoluzionaria. bustos – insieme al deán funes – era fra i pochi che appoggiarono la primera junta.
    http://es.wikipedia.org/wiki/Juan_Bautista_Bustos
    http://es.wikipedia.org/wiki/Gregorio_Funes
    ah, nella cerimonia di scuola di mia figlia dopo un discorso, ehm, istituzionale del responsabile amministrativo, il coro della secondaria ha cantato "bella ciao" e una canzone etno-rock degli arbolito. il prof. aveva su una giacchetta alla evo morales. non so se so' chiari gli schieramenti. ;)

  51. solo per segnalare che è unscito il libro nero del bicentenario in edicola questa settimana con Barcelona…

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