Patria

Dolore

Mentre si posano al suolo le polveri di un festeggiamento da cui sono scappato a gambe levate e la retorica attorno alla bandiera continua a ronzare in giro per il paese, gioco ad allontanarmi un po’ dal dito per vedere se riesco ad osservare almeno qualche scorcio di luna. E mi sorgono almeno un paio di domande:

-    Come si fa ad avere senso-dello-stato se non ogni riferimento alla patria e’ per un italiano una reminescenza di fascismo?
-    Come fa ad avere un senso tutto il patriottismo argentino se non ho riscontrato in 4 anni che vivo a Buenos Aires nemmeno una briciola di senso-dello-stato?

Le due domande rappresentano in realta’ i due volti di una medesima medaglia; esiste una correlazione tra senso-dello-stato (inteso come rispetto per il bene comune) e patria? E che significa ‘patria’?

Sicuramente ha un valore profondamente distinto in due realta’ storiche che hanno radici diametralmente opposte come l’Italia e l’Argentina.

Molti degli italiani che vivono qui vedono nell’affetto argentino per la simbologia patria una componente del populismo sempre presente nel potere politico nazionale, ma dirglielo e’ come cagargli nel mate … ovvero non la prendono bene per nulla. In realta’ il sentimento e’ molto piu’ profondo, un paese con una storia che inizia nel 1800 e che ha dovuto mettere assieme italiani, spagnoli, ebrei, tedeschi, francesi (ed i pochi indigeni rimasti in vita dopo il genocidio su cui si sono fondati la maggior parte dei paesi americani), ha dovuto creare una simbologia attorno alla quale costruire un’idea di stato. Un paese che e’ stato spogliato in continuazione della sua democrazia da regimi militari ha dovuto creare e ricreare un’idea piu’ profonda di quella di stato. Quando lo stato era sotto tortura, quando il governo non era democratico, quando le ingiustizie segna(va)no il controllo dell’economia e della societa’, quando il tutto veniva spogliato del senso, quando della carne strappata a morsi della societa’ rimanevano solo le ossa, si e’ dovuto dare un senso a quello che rimaneva. E le ossa, quell’invisibile infrastruttura che e’ in grado, quasi magicamente e solo nel mondo simbolico, di tenere in piedi le cose, viene dipinta di bianco ed azzurro e chiamata patria. Forse per questo l’intelaiatura della patria e’ in grado di reggersi anche in mancanza di societa’ e di senso-dello-stato. O di fingere di reggersi in piedi come un eroinomane appoggiato alla tensione dei muscoli superiori delle gambe grazie alla flessione delle ginocchia.

E da noi? In Italia si stanno spolpando gli ultimi rimasugli di societa’, il senso-dello-stato se lo stanno portando via i delinquenti che sono al governo mentre una gigantesca lobby si succhia il poco sangue rimasto nel corpo agonizzante, insultando le stanche membra con una guerra tra poveri milleuristi pubblici e poveri milleuristi precari, mentre lo stato sociale, la scuola, la sanita’ vengono depredate per arricchire gente che nemmeno si accorge quando gli pagano la casa, mentre generali di eserciti immaginari di pezzi di paese immaginari fingono di scontrarsi contro roma-ladrona o contro i kebab per poter continuare ad ingozzarsi come porci, che ci rimarra’? Le ossa le abbiamo bruciate assieme a vent’anni di idiozie, dagli anni 50 non abbiamo piu’ una patria, una bandiera, una canzone, un ideale. Se n’e’ accorto anche ali’ baba’ che non a caso ha buttato nel cesso una ‘cosa’ che si chiamava Forza Italia.

E’ peggio attaccarsi ad una falsa idea di patria quando lo stato non c’e’ piu’ o non avere nemmeno quel simulacro?

 

Commenti

  1. Nikola dice:

    Personalmente….penso di avere un idea di patria che rimane solida e tangibile.
    Il patriottismo che si riscontra negli argentini, per quanto spesso "comodo", tiene quella venatura di sincero ed incondizionato amore che sento di provare in ugual modo per la mia Italia.
    La mia patria non ha smesso di esistere 50 anni fa, ma vive ancora. Per me, il tricolore è ancora un simbolo che mi rappresenta…La mia patria ha i suoi problemi certo, ma sempre e per sempre un ideale in cui orgogliosamente mi riconosco.

  2. conte max dice:

    @andru.non è una novità che il nostro paese navighi in acque ribollenti.
    è sempre stato così . bisognerebbe però guardare anche gli altri stati  e vedere  che le situazioni sono simili, purtroppo questa è la condizione naturale. 
    il paese perfetto, quello in cui tutti pagano le tasse, che non fregano i soldi pubblici etc etc non esiste. semplicemente.
    in nessuna parte del mondo. nemmeno nei mitici paesi nordici lo stato è cristallino .
    i popoli sono fatti di persone e le persone …si sa.. non siamo angeli.
    poi c'è il paese in cui la coscienza sociale è più forte e più sentita e questo cambia un pò le cose ma la sostanza rimane la stessa.
    non c'è mai stato un periodo aureo.
    le bandiere che garriscono al vento, le sfilate tipo quella del 2 giugno -festa della repubblica italiana- sono un altro modo di fare business. intanto molti italiani non sanno nemmeno cosa si festeggi il 2 giugno, e fanno bene. è solo un giorno rosso del calendario a cui si possono attaccare altri 2 lavorativi e ti fai una signora vacanza.
    la patria esiste solo quando è occupata da uno stato straniero e rivive il 25 aprile.
    poichè non esiste una guerra in atto -almeno in europa- la patria si può spazzare sotto il tappeto e nessuno ne sentirà la mancanza. porta solo guai.
    se gli argentini ci credono ancora -per loro è ancora più assurdo visto che parlano la stessa lingua del resto del continente- buon per loro, un altro giocattolino.
    e non venire a parlarmi delle differenze del popolo , della giovane età dell'argentina. l'italia è ancora più giovane se è per quello!
    tutte ste storie per la patria e poi la bandiera argentina addosso alla susana che certamente NON è mai stata una personcina dabbene, anzi, una turpe vecchiaccia ammanicata malissimo. che oramai festeggia il bicentenario anche lei, e tutti a festeggiarela, ma dove hanno la testa questi? agli antipodi? :)
     
     

  3. Fabrizio dice:

    Anche su questo blog si deve arrivare a parlare di Berlusconi o di fascismo? In ogni caso se vogliamo parlare di patria, bandiera e ideali, l'Italia li aveva nel ventennio fascista, non nei 50 anni di matrimonio DC-PCI. Forse ci dimentichiamo che dal '45 al '92  l'Italia ha subito stragi di stato, disastri ecologici, presenza mafiosa al massimi storici ecc. Per la cronaca Berlusconi non c'era e il Duce era già morto. E' un peccato che anche un blog bello come questo,eccezionale agli esordi di Tanoka, debba arrivare agli insulti politici di sapore marxista-leninista-noglobal. Per leggere insulti ad "ali-babà" ci sono altre migliaia di blog, non serve sicuramente attraversare l'oceano. Saluti

  4. fritz dice:

    No Fabrizio, non è obbligatorio parlare di B. o di fascismo nei toni che dici, e nemmeno di farne l'apologia come fai tu. Gli ideali del fascismo erano gli stessi, no? Stavano tutti a discutere animatamente di politica, dalla mattina alla sera.

  5. Attilio dice:

    Fabrizio è da tempo che volevo sentire un commento sensato come il tuo .
    Avendo io un pò di anni,me ne stavo un pò da parte non volendo esserne troppo coinvolto,ramaricandomi a volte di certi pregiudizi.
    Meno male però che tra i tanti ,oggi ho letto il bellissimo commento  di Nikola in opposizione al giudizio pessimista (forse in buona fede)di Andru.
    Voler bene al proprio paese vuol dire avere speranza ed impegnarsi per un futuro migliore.

  6. Andru dice:

    @nik … in realta' condividiamo lo stesso dolore, entrambi amiamo l'Italia io in modo piu' critico, tu in modo piu' affettuoso. quanod parlo della devastazione del concetto di patria dagli anni 50 in poi, mi riferisco al fatto che quando s'e' buttato via il fascismo (per fortuna) si sono buttati via anche tutti i simboli patrii di cui il fascismo si era appropriato (e forse purtroppo).
    Se ripercorro la storia repubblicana, sono ben pochi i momenti di identificazione con il concetto di patria, ti lascio solo due istantanee … le altre se vuoi metticele tu. Una il presidente Pertini che gioca a scopone con Bearzot tornando dai mondiali di Spagna, un'idea di semplicita', armonia, vicinanza della politica con la gente che non s'e' ripetuta. La seconda Ciampi che annuncia il fatto che torni ad essere festa nazionale il due giugno.
    In italia la vera festa e' sempre stata, a torto o a ragione, il 25 aprile. Si festeggiava la fine di un incubo e ci sono voluti 50 anni perche' si iniziasse  a timidamente pensare di festeggiare l'inizio di un sogno. L'italia fortemente antifascista ha sempre associato il nazionalismo o il patriottismo al fascismo, per questa ragione siamo uno dei paesi occidentali meno nazionalisti. o mi sbaglio?

  7. Andru dice:

    @fabrizio: questo blog e' per la liberta' di espressione, ognuno e' responsabile di quello che scrive e l'idea e' leggere, se uno ha voglia, non leggere se qualcosa infastidisce e possibilmente evitare etichette prive di senso come marxsita-leninista-noglobal.
    il fatto che poi tanti blog, soprattutto dall'Italia, parlino di Ali Baba', dovrebbe far riflettere anziche' scatenare scandalo o insulti

  8. Attilio dice:

    Andru,su questa questione non si finirebbe mai di controbattere. Io mi tiro fuori e mi siedo in giardino a vedere sventolare le mie pacifiche bandierine multicolori tibetane e nepalesi,finché gli animi non si siano raffreddati.

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