
"Vieni e vedrai"…con queste tre parole mi sono fatto convincere a andare alla pièce teatrale "La Isla Desierta" alla Ciudad Cultural Konex. Non credo ci possa essere niente di più lontano dal concetto di vedere.Infatti, è proprio la vista, tra i cinque sensi, l'unico che non si utilizza nella ora e dieci minuti di questa incredibile opera. Il fatto è che tutto si svolge nella più assoluta oscurità, dal momento in cui si viene accompagnati nella sala fino agli applausi finali.
La storia racconta di un ufficio con vista al porto di Buenos Aires, diversi impiegati, oppressi da un lavoro monotono e senza futuro, ascoltano tutto il tempo le sirene delle navi che partono per terre lontane. Questo suono è per Cipriano, el marinero cordobés, una scusa per iniziare a raccontare storie della sua avventurosa vita, invitando i colleghi (e tutti noi spettatori) a un sogno fatto di sensazioni. Avvolti nel buio più pesto, si viene invasi da una moltitudine di sensazioni: al mercato cinese si ascolta il rumore dei carri, il profumo di pollo alle mandorle, le voci nasali; nella foresta, la frescura delle piante, l'acqua del ruscello, il rumore dei passi sulle foglie; sull'isola deserta, lo scrosciare delle onde, il vento…tuttavia, le forme degli oggetti, le ombre e le facce potrete solo immaginarvele.
Tra tutte le emozioni provate, spicca quella della solitudine. Sebbene si assiste all'opera circondati dagli altri spettatori, li percepiamo come lontanissimi lasciandoci soli a vivere queste esperienze.Una "incomodidad" che svanisce solo quando, al termine dell'opera, si accende la luce nuovamente e riusciamo a dar forma concreta a tutte le sensazioni vissute (e solamente immaginate) fino a quel momento. Una inquietudine che si fa piccola piccola, quando ci rendiamo conto che gli attori sono ciechi e, per loro, questa oscurità è per sempre!
Non ve lo raccomando e basta….dovete andarlo a "vedere" per forza!!









da rabbrividire.qualche anno fa c'è stata una cosa simile anche qui: ti bendavano ed entravi in un posto buio, con uno spettacolo in corso. poi c'era la cena. sempre al buio.
da impazzire. mai più!
non so come resistano i ciechi. chissà come si costruiscono la vita..dev'essere difficile, impossibile.
Mi avevano giá parlato benissimo. Allora ci devo andare…
Non se centra ma mi sono ricordata dell' "Informe sobre ciegos" del libro Sobre héroes y tumbas de Ernesto Sabato… da leggere… o rileggere