Mi bandoneón y yo, Ruben Juarez e il suo ultimo desiderio

Ascoltando Ruben Juarez, ho come la sensazione che il cuore si graffi. La sua voce possente, densa, il suo bandoneon impazzito, ti entrano dentro senza neppure chiedere permesso. Passionale, viscerale, intenso, tutti i giornali, oggi, lo ricordano e lo salutano cosi, come un grande artista, un’innovatore, uno dei migliori interpreti di tango negli ultimi 40 anni. Aveva solo 62 anni e pensavo che, prima o poi ( a luglio, nel Torquato Tasso, c’erano già le date per le sue esibizioni in ciclo particolarissimo di jazz e tango), l’avrei finalmente ascoltato dal vivo. Magari avrei rubato con la mia telecamerina un video, qualche sua battuta e l’avrei condiviso qui, come faccio sempre, quando scopro qualcosa di bello. Su youtube, tra i tanti, ho trovato questo video, la sua forza e la sua grinta in un tango speciale che Ruben si era cucito addosso. Adesso riposa in una cassa bianco celeste,  come i colori della sua squadra del cuore, il Racing, in compagnia del suo fedele amico, il bandoneon bianco.

…Si yo a mi bandoneón lo llevo puesto
como un cacho de tango entre las venas.
Y está de Dios que al dar mi último aliento,
moriremos a un tiempo… mi bandoneón y yo….
 

Katia

Ciociara, dalle sponde del Liri a quelle del Rio della Plata. Come Cesira, lascia Roma, dopo anni di università e lavoro, per concedersi il viaggio sempre sognato e un po' di relax...l'anelato anno "//zambatico", appassionata di musica, folcrore e arte in generale, approda a Buenos Aires e scopre il suo El Dorado. Con un dito nel dulce de leche e naso all'insù per capire dove va a finire il cielo, muove i primi passi in città.

Commenti

  1. Attilio dice:

    Katia,Ruben Juarez veramente un grande interprete e poeta !
    Lo paragonerei al nostro Paolo Conte.

Lascia un commento

*