
Posto strano Caminito. Occupa sicuramente un gradino nel podio delle destinazioni turistiche di Buenos Aires, los imperdibles, e fa bella mostra di sé su quasi tutte le copertine delle guide turistiche della cittá, se non dell'Argentina in generale. Poi però ci sono anche un sacco di turisti che passano dalla città e se ne infischiano di Caminito e non hanno tutti i torti. Io ci vado normalmente quando viene qualche amico dall'estero e quasi sempre me ne pento. Sabato ci siamo stati, ma almeno c'era l'ottima scusa di visitare l'esposizione del Futurismo italiano alla Fundacion Proa, nei paraggi.
Caminito è una stradina museo, saranno150 metri, nel punto nevralgico del quartiere della Boca, dove il Riachuelo si tuffa nel porto di Buenos Aires. Fino agli anni '50 del secolo scorso la stradina in questione era uno spazio rimasto vuoto dopo lo smantellamento di una linea ferroviaria ed era occupato perlopiú da rifiuti e arbusti. Nell'anno 1950 il famoso pittore Benito Quinquela Martín, sicuramente l'artista più rappresentativo del quartiere della Boca, decise di trasformare quello spazio in una galleria a cielo aperto. I vicini verniciarono le facciate dei conventillos che si affacciavano sulla viuzza e diversi artisti plastici donarono le loro opere affinché fossero lì esposte permanentemente. Strutture fatiscenti, in legno, con facciate ondulate in zinc, che qui viene chiamato chapa.

Foto da Wikipedia
L'effetto finale non è male, è sicuramente pintoresco, caratteristico, ed è una botta di colore nella desolazione generale del quartiere della Boca. Allo stesso tempo peró Caminito è forse un altare al turismo più becero, più superficiale che esista. All'inizio della stradina c'è un mercatino con oggetti artigianali da tutta l'argentina, ci sono le tipiche coppie che ballano il tango, c'è il sosia improponibile e magro di Maradona che ti offre una foto con autografo. Gli autobus lasciano i turisti all'inizio di caminito, loro scendono, percorrono i 150 metri attorniati da case colorate, fanno centinaia di foto, comprano un mate o un portafoglio in cuoio a prezzo spropositato e poi risalgono sull'autobus. Nessuno o quasi esce dal seminato. Nessuno di avventura a camminare nelle stradine che partono da Caminito e attraversano La Boca. Alcuni si rendono conto di essere a poche centinaia di metri dalla Bombonera, lo stadio storico del Boca Juniors e così se engolosinan e si avventurano in questa passeggiata cortissima e aimé, spesso accompagnata dal furto della macchina fotografica o dello zaino. Perché il quartiere della Boca è un po' così, bisogna sapersi muovere.

Ed è un po' questo il motivo di questo post. Se venite a Buenos Aires e vi interessa conoscere il lato genovese della città, se volete vedere il porto, le case con la facciata di metallo, i balconi e le scale di legno….non andate a Caminito. O perlomeno non adate solo a Caminito. Non lasciatevi scaricare da un autobus a destinazione, come vacche, per poi risalire dieci minuti dopo con zero emozioni e trecento fotografie sparate. Prendetevi piuttosto mezza giornata, andate alla Boca a piedi, vestiti normali, modesti, magari senza macchina fotografica (che sará mai) e passeggiate per le strade della Boca. Andate a pranzare all'Obrero, uno dei bodegnoes autentici di Buenos Aires. Al limite lasciatevi pervadere dalla malinconia e dalla decadenza del quartiere, ma almeno potrete dire di aver visto la Boca davvero, con le sue scalinate in cemento che ricordano Genova, i suoi bambini che giocano a calcio per strada, il teatro Giuseppe Verdi, la gente. Poi quando arriverete alla fine della passeggiata vi ritroverete di fronte a Caminito, alle sue case tenute a lucido con le sovvenzioni statali, con i suoi colori un po' esagerati, ma almeno avrete visto da dove vengono e non vi sentirete a Gardaland o alla Minitalia.
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Ciao a tutti. Dato che è la prima volta che commento un vostro post comincio dai complimenti per quello che scrivete. Ho viaggiato varie volte in Argentina e mi fa piacere leggere qualcosa che non siano le solite manfrine. E dato che mi occupo di turismo responsabile mi fanno molto piacere questi post dove si scava un po' più a fondo sulla capitale o sul paese in generale.
Permettetemi di riallacciarmi al post per fare un po' di pubblicità ad alcune iniziative interessanti, per chi da turista volesse approfondire la conoscenza della città. Dal 2009 la ICEI (ONG italiana) ha avviato nei quartieri di La Boca e Barracas degli itinerari di turismo sostenibile che vedono la partecipazione dei residenti e vicini. Un modo quindi per conoscere un po' più a fondo la storia contemporanea di questi quartieri un po' problematici ma molto ricchi. Poi alcuni percorsi guidati possono portare dei piccoli gruppi a conoscere anche la storia più antica dei quartieri, con la società di mutuo soccorso ligure, le sedi dei movimenti anarchici (e la storia della Repubblica de La Boca), le strade di postriboli dove nel '900 si ballava il tango solo fra uomini… L'ICEI ha poi aperto un piccolo museo dedicato alla emigrazione italiana in Argentina, giusto di fronte al ponte trasbordador (praticamente sotto l'autostrada…).
Anche nel quartiere di Barracas c'è un artista attivo che sta facendo un lavoro con i vicini per costruire un'area simile al Caminito, cioè un'esposizione artistica permanente. Si chiama calle Lanìn e l'artista è Marino Santa Maria. Ha cominciato alcuni anni fa coinvolgendo i ragazzi della zona per risistemare la via e "colorarla" con mosaici. Essendo ancora in fase embrionale non ha ancora la massa di gente che si trova nel Caminito, quindi ha ancora una sua autenticità. Da un paio d'anni se ne sente parlare molto di più anche su siti di turismo di massa, quindi non è detto che presto la parte commerciale non prenda la prevalenza.
Ciao
Riccardo
Ciao Riccardo, grazie per i complimenti, sono contento di averti tra i lettori….e grazie soprattutto per aver condiviso l'informazione sul turismo sostenibile. Esiste un sito del museo sotto l'autostrada?
Di calle lanin avevo letto proprio nella pagina de los imperdibles di buenos aires (http://www.bue.gov.ar/recorridos/?menu_id=18&info=imperdibles&atractivo=202&orden=5) ma adesso che me la consiglii ci faccio presto un salto.
Abrazo
Ciao,
vediamo che info trovo… Il problema è che ho due vizi: il primo è che quando viaggio tengo sempre tutta i documenti che posso recuperare (dagli scontrini agli opuscoli: e spesso sono stati entrambi utilissimi!). Il secondo è che non ho un archivio organizzato, ma qui e là sacchetti e mucchietti di volantini (fortunatamente divisi per viaggi, quindi un po' più semplici da controllare). La cosa bella è che basta solo cominciare a scavare… ed intanto si torna a viaggiare…
Poi si scopre di aver detto forse una boiata. Non era un museo sulla emigrazione, bensì una mostra temporanea che ho visto presso il Centro de Interpretacion del Ponte Trasbordador. Però forse può essere un altro punto dove trovare degli eventi saltuari ma interessanti a poche centinaia di metri dal Caminito, giusto dopo il museo di Benito Quinquela. Per le attività dell'ICEI si può invece consultare il sito http://www.iceimercosur.org.ar .
Per farmi perdonare l'errore vi lascio due link interessanti. Il primo è quello al "Casamiento di Anita y Mirko", uno spettacolo molto carino sul tema dell'emigrazione in Argentina. Moto interessante è il progetto che ci sta dietro, dato che oltre ad alcuni che sono attori, la maggior parte dei personaggi sono i residenti del quartiere di Barracas. Come centro culturale fanno anche altri spettacoli. Da qui http://www.ccbarracas.com.ar/espectaculos/el-casamiento-de-anita-y-mirko/langswitch_lang/es/ trovate tutte le loro attività. Anche questo è un conoscere la città che sta dietro alla facciata turistica secondo me.
Il secondo link è quello della piccola impresa turistica che aveva accompagnato il gruppo alla scoperta di angoli nascosti dei quartieri di La Boca e Barracas e si chiama Eternautas: http://www.eternautas.com . Mi avevano fatto un'ottima impressione e permettono di scavare un poco della storia cittadina attraverso alcuni luoghi importanti, ma che spesso sono caduti nell'oblio. Oltre a questo sono ben organizzati e possono essere un buon punto di appoggio per una visita guidata fuori dagli schemi, dato che come tu dicevi a volte basta spostarsi a 300 metri dal Caminito e scoprire palazzi di architetture completamente diverse e con una storia da raccontare al limite dell'incredibile… e molto spesso non è facile da soli muoversi in quartieri "difficili" senza dare troppo nell'occhio.
Ciao
Riccardo
Per me la Boca è Buenos Aires… è il primo quartiere della città che vedo quando attraverso il ponte venendo da Quilmes. Molto interessante ciò che ci racconti Riccardo… Grazie.
Voglio un sacco bene la Bocca che al di là di Caminito è un quartiere molto difficile ma nel contempo bello… ho avuto un ragazzo che ci abitava lì quindi con lui era facile muoversi… ma sempre con attenzione… mi ricordo sempre che mi diceva: "sai da cosa si capisce che non sei de la Boca? cammini sui marciapiedi (tutti storti, con salite e discese)… quà si cammina per strada!!"
Ah una cosa a La Boca c'é il gruppo di Teatro Catalinas Sur… se non ci siete stati ancora andateci… é un gruppo di teatro formato dai vicini della Boca. Funziona come centro culturale… ci fanno degli spettacoli e diverse attivitá. É una proposta interessante. Hanno il proprio spazio su Av. Benito Perez Galdos… Visitate il loro sito… Se volete piú informazione: http://www.catalinasur.com.ar/new/frame.htm