Giorni fa mi trovavo in un bar e origliavo spudoratamente la conversazione di due ragazze sedute al tavolo vicino al mio. Una era tedesca, l’altra probabilmente statunitense e parlavano di corsi universitari, in spagnolo. Sentirle parlare nella versione argentina del castigliano mi ha fatto pensare a quante persone sono qui per imparare la lingua. Tra corsi di lingua, corsi all’università, stages, sono migliaia le persone che oggi scelgono questa città e questo Paese per imparare lo spagnolo. In questo non c’è niente di strano, o forse sì. Perchè in argentina non si parla un castigliano qualsiasi, si parla il castigliano rioplatense, caratteristico della città e della provincia di Buenos Aires e di alcune province dell’Uruguay. Tutti i paesi “de habla hispana” hanno le loro caratteristiche, tutti hanno una pronuncia particolare, un vocabolario unico e se stiamo a spezzare il capello in quattro anche nella stessa Spagna gli accenti e le strutture grammaticali cambiano da regione a regione. Qui non si vuole abbordare il tedioso tema della purezza della lingua, lo spagnolo è una lingua viva e come tale viene costantemente trasformato dalle persone che lo utilizzano. Non interessano qui i signori della Real Academia de la Lengua Española o dell’Accademia della Crusca. Peró mi domando e vi domando: se non sapete nulla di spagnolo, ma proprio niente niente, conviene impararne la versione argentina? Per uno straniero fare un’esperienza in argentina conviene per mille motivi (movida culturale, costi relativamente contenuti, turismo regionale, ecc.) ma aldilà degli aspetti turistici, conviene che il primo spagnolo che impari sia uno spagnolo così fortemente caratteristico come quello rioplatense?
E allora quali sono i tratti del castigliano che si parla da queste parti? Traduco liberamente da wikipedia le caratteristiche inconfondibili:
- Il voseo: l’uso di forme peculiari per la seconda persona del singolare, che caratterizza specialmente la coniugazione del presente: «vos tenés», «vos venís», «vos amás»
- Forma peculiare di yeísmo: la pronuncia della “elle”, la lettera spagnola “LL”, come “ye”. Si pronunciano nello stesso modo le parole “yo”, “mayonesa”, “botella”, “pollera”, ecc.
- Modi verbali: preferenza per il futuro perifrastico (“voy a ir”) sul futuro imperfetto (“iré”), la scelta del passato semplice (“dije, decía”) rispetto ai passati composti (“hube dicho, he dicho”) e gli imperativi voseantes (“vení” invece di “ven” o “comunicalo” invece di “comunícalo”).
- Intonazione fortemente ritmica: soprattutto nell’area geografica di Buenos Aires, dovuta alla sovente elisione delle vocali nei dittonghi.
Se a questo sommiamo l’influenza nel lessico locale dell’italiano, delle lingue aborigene, il lunfardo, il vesre, l’uso del “che” e mille altre cose che sicuramente dimentico abbiamo come risultato uno spagnolo sicuramente molto diverso da quello che si parla in Castilla-La Mancha. Per chi impara lo spagnolo per diletto e/o per passione queste differenze sono assolutamente ininfluenti, ma immagino che chi lo deve imparare per lavoro o per studio faccia poi fatica a togliersi di testa il “vos”, il “escucháme”, il “che” e magari anche il “boludo”. Io vivo qui ormai da più di tre anni, ma avendo imparato lo spagnolo in spagna mi scappa spesso qualche gallegada che fa ridere tutti gli astanti: el albornoz, el embutido, el coche, el gilipollas, ecc.
Diamo peró a cesare quel che è di cesare. Probabilmente se imparate lo spagnolo in argentina vi rimarranno addosso un sacco di manie e di inflessioni rioplatensi che farete fatica a perdere, ma imparerete sicuramente un castigliano più ricco di quello che imparereste in spagna. Non ci sono dubbi, gli argentini usano decine di aggettivi e di verbi che i cugini spagnoli hanno inventato e poi messo nel dimenticatoio. Un esempio classico ne é la sfilza di sinonimi dello spagnolo “coger”, l’italiano “prendere”, che in argentina significa “copulare” e quindi viene sostituito con “agarrar”, “tomar”, “atrapar”, “adquirir”, “sorprender”, “atropellar”, “captar”, “llegar”, “alcanzar” y muchos más.
Vi lascio un paio di esempi che forse non centrano molto, ma danno un’idea e sono divertenti
Su youtube ci sono un sacco di video di hispanos che cercano di imitare l’accento degli argentini, accento che loro trovano divertente o odioso, in base ai gusti. Vedendo questi video mi sono ricordato di una cosa che avevo rimosso. Anch’io anni fa provavo ad imitare lo spagnolo argentino e lo facevo parlando uno spagnolo di spagna, ma forzando tantissimo l’accento e allungando le vocali. Dopo qualche anno qui non ci fai più caso e pensi che la vera caratteristica sia il voseo o il yeismo. Nada que ver, boluuuudo, et tema son las vocaaaaales.










e aggiungerei "te pareceee?"!
chau!
Adorè adorè este post!
Ditemi, ma a voi dopo tre anni, vi si riconosce ancora lontani un miglio che siete italiani? O riuscite a cammuffarvi già bene con la vostra pronuncia rioplatense…
Salve Graziano, secondo me l’accento italiano non si perde mai. Ci sono (come in tutto) delle eccezioni ma in genere un “tano” rimane “tano” nonostante gli anni passati in Argentina. Puoi parlare meglio lo spagnolo rioplatense degli altri italiani ma sempre rimane qualcosa nella tua pronuncia, nel modo come “encarás” le frasi, nel modo come pronunci la “j”… che ne so… non ti puoi cammufare d’argentino.
Ta re piola el post, che, me re banco el español rioplantense, che que onda con los festejos…me imagino el quilombo!!! bueno los saludos, me pego una ducha y salgo rajando pal laburo…..
jijijii, nos vemos!!
Y yo que pensaba que en Argentina no teniamos acento… me estas jodiendo? jajjaa
y ahora que vivo en Italia desde hace 8 años, mis parientes y amigos argentinos me dicen que tengo el "cantito" italiano hablando castellano y yo a ellos los siento rarisimo, no puedo creer còmo arrastran las palabras! Hasta en el noticiero!
Igualmente, creo que para un extranjero es bueno aprender el castellano de américa latina en general, sea de Argentina o de otro paìs. Y ademàs, la gramàtica es siempre la misma. Y si estas en Buenos Aires, es hasta màs completo y rico que el español. … con un plus: che vos boluuu, tomate un mate!
Asi que Tanoka, todo bien?
graziano, mi beccano ancora dopo dodici anni. non a un miglio di distanza e non tutti, ma mi beccano.
Quest' anno sono andato a trovare i miei parenti in Argentina, inizialmente non parlavo con loro in spagnolo perchè non pensavo di ricordarmelo, perchè sono andato via che avevo 6 anni, invece poi non ho trovato grandi difficoltà a comprendere quello che mi dicevano, anche se il mio accento risulta essere alquanto curioso perchè sono stato per 8 anni in Germania prima di tornare in Italia, mentre non sono in grado di scrivere in spagnolo perchè non l' ho mai studiato a scuola.
@fritz sarebbe come beccare un cordobes al volo in Treviso, ne ho trovati parecchi.
Complimenti Tanoka vos sabias que este es el post que nos toca el DNA, fuori del paese è quasi impossibile trovare qualcuno che ci parli col VOS o il YE(yuvia, jaja, nell'elementare insegnavano:si dice così), tutti si avvicinano con uno spagnolo latino o yoyega addirittura.
altro che in Treviso! hahaha un cordobés non lo becchi neanche in Spagna hehe Y si no decímelo a mi cabeza que le camuflo un culiao cada ocho palabras jejej y si toi enculao con alguno lo insulto en cordové básico y lo ioiega no cazan ni una de lo que li digo entendí cabeza o te hago un dibujo? jua jua jua. SCUSATE RAGAZZI… MI SON LASCIATO TRASCINARE DAL CUORE GRAZIE DELLA PAZIENZA
Divertido! =)
bien ahí papá! :)
@Mai: si te puede consolar a mi tambièn me dicen que hablo con acento italiano :( y hablando con los argentinos que viven en Italia no nos damos cuenta pero cuando hablàs con alguien de Argentina la diferencia es grande… pero prefiero el acento italiano mil veces, mi primo que està cerca de Barcelona habla como gallego… para mi eso es peor! ;) jajaja
appena arrivata a Buenos Aires mi sono sparata 6 mesi di corso di lingua alla Uba, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, Laboratorio de idiomas, nella sede in 25 de Mayo. Ottimi corsi per stranieri, intensivi o no, con taller di fonetica, scrittura, conversazione. Test preliminare, assegnazione di livello e pagamento, se si preferisce, facilitato a rate. Sembra uno spot, e lo è!! ;) lascio qui il link http://www.idiomas.filo.uba.ar/extranjeros/espanol/extranjeros.htm
Io lo consiglio per esperienza personale, il mio castellano ha sotterrato sia il cocoliche che lo spagnolo che mi ero portata dall'italia. Ricordo che alcune compagne di corso, straniere come me, cercavano di non cedere alla "sciuvia e all'ascer"… al rientro a New York sarebbe stato duro slegare le due LL e fonderle in una "GL"!!yanquiiii! ;)
E aggiungerei " Mira vos" in funzione interloquiale. Gagliardissimo il post !
Quando parliamo di varietá riplatense parliamo di quale ripolatense parliamo: di quello che parla Carlitos Tévez o di quello che usava Borges nelle sue opere?
In America per fortuna o purtroppo (come dice la canzone italiana) parliamo spagnolo da almeno 450 anni. Questo implica culture nazionali, opere letterarie di prestigio, ecc. Non credo esista uno spagnolo piú caratteristico di un altro. Lo spagnolo costituisce un insieme di regole diverse che ció nonostante condivide una grande base comune: la quale si esprime nella versione colta di livello formale, straordinariamente omogenea in tutto il mondo ispanico, con certe varietá quasi sempre a livello fonico e lessicale. É questo codice condiviso permette che ispanoparlanti di diverse procedenze possano capirsi senza difficoltá. Quindi al momento di pensare quale spagnolo conviene studiare, la scelta dipenderá dalle necessitá e le possibilitá concrete di ogni studente. Probabilmente un commerciante brasiliano che abbia rapporti con l'Argentina deciderá per la versione riplatense. Ma invece un'altro brasiliano che abbia rapporti con la Bolivia per via del petrolio, se ha la possibilitá potrá scegliere il boliviano. Un americano che ha rapporti con immigrati di America centrale o che desidera vivere in Messico fará un'altra scelta. E in Europa probabilmente la versione iberica vincerá. Comunque in sede didattica l'insegnante dovrá includere, quando sia opportuno, anche varietá diverse di quella dell'insegnante stesso o del paese in cui si tenga lezione, cercando di avvicinare i suoi allievi a diverse realtá. Ma insegnando in queste Pampas sicuramente al momento di scegliere un modello autentico, sceglierei qualche editoriale di Victor Hugo Morales e nonun intervento di Leonel Messi in conferenza stampa (almeno nei livelli elementari e intermedi). Scusa Andrea i riferimenti calcistici ma in questo periodo non riesco a evitarli. El mundial me está comiendo la cabeza chabón.
Nella prima frase ho voluto dire:
Quando parliamo di varietá riplatense di quale ripolatense parliamo: di quello che parla Carlitos Tévez o di quello che usava Borges nelle sue opere?
io penso che il posto migliore per imparare lo spagnolo sia la Spagna, per questioni di origine; però lo spagnolo latinoamericano è imperdibile e tra tutti gli spagnoli l’argentino è il più adorabile. Adoro l’accento, il vos, le vocali lunghe che non capisco mai se parlano davvero così o lo fanno per indolenza… la prima volta che ho sentito parlare un argentino, in Spagna, non riconoscevo ancora gli accenti, ma era così diverso dagli altri che ho pensato che era italiano, solo che non riuscivo a identificare di dove. Poi i film, le telenovelas & C mi hanno introdotto nello spagnolo rioplatense e penso proprio che di tutti gli spagnoli latinoamericani, con la sua ricchezza, le sue influenze e la sua diversità sia il più affascinante. E’ l’unico spagnolo di cuio mi piacerebbe davvero saper imitare l’accento!!! lo adoro!!! un dia u otro volerò a BsAs, lo so!
promero que todo, me parece que la persona que hizo este post no sabe nada de nada. primero que todo, los nombres de los países van en mayúscula. Segundo, soy de Argentina, del centro del país y para información de todos los que han opinado, Buenos Aires NO ES ARGENTINA. Digo que el que hizo este post no sabe nada porque solo tiene en cuenta ésta provincia, sin considerar y jamás mencionar las 22 restantes; estaría correcto si en lugar de poner Argentina pusiera Buenos Aires o La Plata. Tercero, no existe el español rioplantece, son simplemente dialectos, que se encuetran tanto en Bs. As. como en Córdoba, Salta, Entre Ríos o en cualquier lugar del mundo, porque la tonada depende de el lugar, el idioma no tiene nada que ver porque no cambia, cambian palabras y formas de expresión que son particulares de cada lugar, pero no el idioma.
La mayor crítica que le hago a ésto es que los extranjeros piensen que toda la Argentina es Buenos Aires, YO EXISTO
Lucía, supongo que de italiano no cazás ni papa no? La autora del artículo no deja lugar al engaño: habla del español rioplatense, y lo localiza en buenos Aires (ahí en todo caso se queda un poco corta, pero no es eso lo que criticás). Un besito Luci, estudiá un poco che
promero que todo, me parece que la persona que hizo este post no sabe nada de nada. primero que todo, los nombres de los países van en mayúscula. Segundo, soy de Argentina, del centro del país y para información de todos los que han opinado, Buenos Aires NO ES ARGENTINA. Digo que el que hizo este post no sabe nada porque solo tiene en cuenta ésta provincia, sin considerar y jamás mencionar las 22 restantes; estaría correcto si en lugar de poner Argentina pusiera Buenos Aires o La Plata. Tercero, no existe el español rioplantece, son simplemente dialectos, que se encuetran tanto en Bs. As. como en Córdoba, Salta, Entre Ríos o en cualquier lugar del mundo, porque la tonada depende de el lugar, el idioma no tiene nada que ver porque no cambia, cambian palabras y formas de expresión que son particulares de cada lugar, pero no el idioma.
La mayor crítica que le hago a ésto es que los extranjeros piensen que toda la Argentina es Buenos Aires, YO EXISTO, vivo en Argentina y no soy porteña, disculpenme pero me río de la ignorancia de todas las personas que piensan así.
Aspetto che capiscano il mio modo di vedere e di capire ma questo commento ha molti svagli e sarei ringrazziata se gli corregono.
¿Vos sabes lo que son los dialectos? ¿Tenes idea de que son la variedades lingüisticas? ¿Conoces el concepto de registro? La variedad rioplatense existe y es una variedad diatópica.
Me parece demasiado ofensivo decir que la persona que escribió este post no sabe nada. Es sólo un punto de vista, trata de exponer el tuyo sin descalificar al otro. Te sugiero revisar tu manera de escribir en todo sentido.
non ho parole… no sabe nada ne nada??? continua a ridere della nostra ignoranza che noi continuamo a ridere della tua ridicola malafede. si possono dire le proprie opinioni senza offendere e già che ci sei evita l’italiano che lo scrivi davvero male. noi il castellano lo capiamo comunque. grazie
@lucia: le provincie sono 24 in tutto, giusto per la cronaca. 23 più la citta di BA. http://www.argentina.gov.ar/argentina/portal/paginas.dhtml?pagina=425
giusto per sapere di quello che si parla, no?!
A Silvana Chapeau/tanto di cappello/me saco el sombrero.
I tuoi ultimi 2 commenti sono del piu alto livello che si possa leggere. Come passa così innavertito….perle ai porci (Lucia, interpreta bene il post e i commenti).
Molte volte si è parlato delle differenze tra Bs AS e il resto dell’Argentina….e molte volte gli italiani di questo blog di sono pronunciati in diversi modi, basterebbe leggere un po.
Del resto sBaglia chi fà…
Devo dire la mia: a me piace di più lo spagnolo di qua (attualmente sto in Uruguay) che quello con la “ll” della Spagna :)
ciao!
uuuuuuuh…. parece que aca hay un congreso de bullies, en fin
hay que estar medio mal para mal interpretar lo que dijo lucia,
en fin, lucia, pienso que tenes razon, probablemente los extranjeros,
en su ignorancia que yo llamaria, ingenuidad ya que no creo que lo
hagan con mala intencion, piensen que el espaniol de argentina sea el rioplatense
o de buenos aires, porque en general es asi como se lo define, el
resto de los acentos, dialectos o como quiera que se llamen, no han
sido popularizados al exterior, por eso es que ellos no tienen ningun interes,
ya que deben desconocer incluso su existencia,
el acento de buenos aires, es conocido por el tango, yo creo, bueno en
fin.. me parece bien tu comentario, es triste que haya gente que
lo mal interprete y te bardee y despues diga que horror, que ofensiva,
la mina. en fin.. asi estamos..
muy bueno el post, hablas re bien, tano o tana, jaja!
pero me parece que en realidad
la vocal que se “alarga” en boludo es la o final.
vivo en el exterior, pero no se.. sere la unica rara que no se olvido
el acento, digamos.. con internet, etc.. es medio dificil, al menos para
mi.
gabriella, em.. yo me rio de tu ignorancia tambien, en argentina,
la gente deletrea mal las palabras en internet adrede, es decir,
a proposito. no me rio de tu ignorancia, porque no soy asi.. pero
primero no entiendo porque te ofende tanto la opinion de la chica,
y segundo, que mala leche! ah y las provincias son 23 te lo digo de onda, porque
conozco mi pais, capaz que vos incluis malvinas, bueno, una optimista, te
felicito! jaja
pd. si me critican la ortografia, la puntuacion… todo el boludeo ese…en fin…. solo queria expresar mi opinion, porque me parece mal que le den con todo a una sola persona, y ademas.. se contradicen porque critican como habla y capaz que es el dialecto/acento de esa ciudad .
Besos y paz en el mundo globalizado.
…che boludo…
troppo bella
me encanto! Falto el “naaaa!!” “no te la pueeeedo!”
nunca en mi vida me habia dado cuenta lo de las vocales!! juaaaaa!!! pense en algunas frases que decimos y es verdaaaaaaaaad!! jajajjaja
igual es verdad que esto es solo de buenos aires…
Que pena arruinar un post tan lindo ( con su posterior debate) con el innecesario enojo de Lucìa. =(
En realidad el número de provincias que integran la República Argentina es 23. Después está el distrito federal o como acá se llama Capital Federal que es la ciudad de Buenos Aires (capital del Estado). Si se cuentan como distritos son 24, pero la ciudad autónoma de Bs. As. no es una provincia. De todas maneras se entendió lo que quiso decir Gabriella en su post.
Por otra parte, coincido en que muchas veces se cree que todos los argentinos hablamos al estilo “porteño”. Y esto es una equivocación. Quizás tenga que ver con esa hegemonía no sólo política y económica, sino también simbólica que siempre ha tenido el puerto de Buenos Aires. Y que trasciende las fronteras del país. Pero me parece que el artículo de Tanoka es muy bueno y no se observa ninguna intención de desmerecer el hablar del resto de los argentinos… En eso no coincido con Lucia ni Paz en el Mundo…
Saluti ai nostri cugini italiani!!
El cordobès es un dialecto particularmente divertido y musical, y Còrdoba es una provicia hermosa. Que linda es la Argentina y que lindo leer cosas sesudas =)
Hola Seba
Quería aclararte que soy nacido en Rafaela, provincia de Santa Fe. Pero por motivos de estudio y trabajo vivo en Córdoba desde hace más de 10 años… Particularmente no tengo el acento cordobés, aunque es muy pegadiso el “cantito” después de tanto tiempo… En Santa Fe tenemos un acento parecido al porteño, pero si se lo analiza bien existen algunas diferencias.
Un saludo, caro amico!!!
Y que viva Rafaela entonces !!! =)
Saluti da Roma caro Jorge.