Piccole principesse in tulle rosa agitano lunghe bacchette fluorescenti rimescolando scioglilingua magici. Ranocchi panciuti molleggiano sulle loro esili zampette al cospetto di cattivi pirati uncinati. Spade luminescenti che salvano damigelle in carta da zucchero, conigli bianchi saltellano a braccetto con gatti a tacchi alti e volpi furbette. I marciapiedi della calle Corrientes, nelle settimane delle vacanze invernali, si trasformano in ponti levatoi di castelli fatati dall’odore di noccioline caramellate e pop corn. Passeggiare nelle prime ore del pomeriggio è come sfogliare un coloratissimo libro di fiabe. L’esercito di fedelissimi gnomi lo trovi tutto lì, impaziente e scalpitante, incolonnato dietro le porte dei teatri che, per due settimane, avranno in cartellone tutto ciò che noi adulti possiamo solo lontanamente immaginare. L’anno scorso l’onda malefica della gripe A costrinse tutti a ripiegare scenografie, costumi, giochi e magie nel baule: tutto chiuso, tutti a casa. I bambini vennero sigillati e immobilizzati tra le quattro mura domestiche in quarantena preventiva. Quest’anno invece c’è aria di rivincita. In queste due settimane di luglio, freddissime, le scuole chiudono, le famiglie che possono organizzano le loro vacanze, magari con un viaggio, la maggior parte, invece, resta in città e si gode gli spettacoli. Fa parte della tradizione: tutto in questi giorni è alla mercè delle piccole canaglie! La città si abbassa di qualche metro, a dimensione nene. Si travestono, con voce in falsetto, librerie, teatri, musei, cinema, giardini. Ho provato a contare gli spettacoli previsti in cartellone: ben 52 (cinquantadue!) e tutti per bambini. Dai parchi al planetario, tutti gli spazi rientrano con qualche attività nella ricreazione del tempo dei piccoli vacanzieri. Se tutto ciò non bastasse, se avanzasse del tempo e, ai genitori, energia, c’è una fiera del libro, interamente dedicata alla letteratura infantile che, alla sua ventesima edizione, occupa 12 mila metri quadrati e resterà aperta fino al 31 di luglio.
Difficile resistere a quest’euforia contagiosa, biglietto e girandola alla mano mi sono lasciata sedurre anch’io dal canto della giovane Gaviota afortunada
…il racconto di Sepulveda tra titeres, gatti e delirio dei piccoli spettatori che ridono, si dondolano sulle poltrone ma sgranano gli occhi quando il guscio della gabbianella si schiude e fuoriescono le sue tenere piumette. E solo allora che penso a quante barbie, videogames e bambole parlanti in meno avrei preferito riceve durante le mie vacanze invernali che, invece, sono trascorse, tutte, tra grandi pacchi da scartare e poche cose per sognare.









Bello,bellissimo il tuo commento Katia su un mondo infantile che più non ci appartiene,ma a cui forse tutti vorremmo tornare !
Che bello questo post!!! Da brava zia questa settimana porterò la mia nipotina e compagnia a vedere qualche spettacolo. Ci vuole questo sacrificio… che in realtà si collega a un altro posto non mi ricordo di chi, che parlava sull’abitudine argentina di fare la fila per tutto… beh in questa situazione neanche ci si può scappare ma poi quando sei già in sala ti godi di un bel spettacolo quello del palcoscenico e in più quello dei bambini.
Piccole principesse in tulle rosa… infatti oggi ne abbiamo vista una!!!
ups… un bello spettacolo!!!