Paradores

La Signora della prima foto vive nel barrio di Liniers,esattamente li dove nella foto sta dormendo.I sue due cani non la abbandonano mai.

Il Signore della seconda foto si trova nella piazza di Tribunales.

Sono solo due tra le 1.400 (cifra ufficiale, mentre le organizzazioni sociali denunciano che sono più di 10 mila) persone che attualmente dormono per strada in Capital Federal, ”gente de la calle”.  Quel “de la calle”, ossia “della strada” ne stabilisce l’appartenenza e la responsabilità. Dal 2007 il problema è aumentato del 300 %. Ma non intendo perdermi e discutere sulle statistiche, perchè solo il fatto che ce ne sia più di una è sufficentemente preoccupante,no?

A Buenos Aires il freddo si sta facendo vivo e con lui le problematiche di queste persone. I “paradores” sono i luoghi che dovrebbero essere di aiuto e sostegno a queste persone. Il sito del Gobierno ne segnala tre per adulti e uno per minorenni.  Sono pernottamenti notturni dove le persone possono lavarsi, mangiare e dormire, seguento le norme prestabilite.

La problematica più grande è che in nessun parador può entrare una “famiglia”, donne e bimbi da una parte, uomini dall’altra e adolescenti da un’altra parte ancora. E non mi riferisco a “stanze” diverse ma stabilimenti diversi e lontani tra di loro. Senza contare le file lunghissime per entrare e molte persone che lavorano non possono farle.. quindi o si lascia il lavoro per fare la fila per dormire o.. niente parador !

Ci sono diverse organizzazioni sociali che cercando una o più soluzioni, ma la più importante è Ong Proyecto 7 formata da persone che hanno attraversato o sono in situazione precaria. Reclamano diritti e un cambio nelle normative. Il 13 di giugno hanno organizzato una marcia che han chiamato “frazadazo” (la frazada è una coperta, per rendere l’idea che per strada si dorme con fortuna con una coperta).

Vi consiglio un film-documentario argentino che cerca di entrare nella quotidianità del Parador Retiro.

Lolly

Una payasa arrivata nella terra della chacarera nel 2006, perdendosi con la sua mongolfiera. Assistente Sociale, fotografa e clown, ama i colori, gli 'awayos' e il nord Argentina, che le ha insegnato il rispetto per la Pachamama. Crede fortemente nella potenza della fotografia, del naso rosso, dell'arte e del gioco come agenti di trasformazione sociale.

Commenti

  1. Attilio dice:

    Che tristezza quando incontriamo quei poveri disperati per strada !! Possibile che non si possa far niente per loro !? E quanta “merdosa” ricchezza c’è in questo mondo !!!!????????

  2. Mariela dice:

    Purtroppo pure qui a Roma è un fenomeno in triste crescita! è impressionante quanta gente dorme per strada. Qui ci sono delle organizzazioni di volontariato che offrono loro da mangiare (sempre per strada) ma chi ha il vero potere di fare qualcosa non li vede.

  3. Lucy dice:

    I poveri sono poveri, ovunque nel mondo. Non li puoi distinguere da uno stato all’altro. Non è possibile. Siamo così bravi da aver trovato una tecnica per renderli invisibili. Hai un sussulto e ti risvegli da un coma profondo quando un odore impregnato e insopportabile fa breccia nella tua mente. Ti risvegli per un po’ ma dopo, passata la scia, …tutto torna come prima e tu ti permetti di riaddormentarti. Sono stati e sono tuttora esseri umani, forse solo esseri oramai, scomparsi dai registri e dai ricordi di chi vagamente li aveva in mente.. un vicino di casa..un compagno di classe..una persona.. Cosa si puo’ fare? Svegliarsi e rimanere svegli…

  4. gabriella dice:

    vi ricordato di Marco Berry che qualche anno fa con la trasmissione Invisibili aveva raccontato tante storie di gente che vive nella strada? lucy, svegliarsi è anche questo? io credo di si, parlarne, fare delle foto, scrivere su di loro, dare voce a chi ha deciso di mettere un bavaglio tra se e il mondo.

  5. Lucy dice:

    Si.

    Svegliarsi vuol dire questo e molto altro.
    Credo di aver perso Marco Berry/Invisibili. Faro’ ricerche per scovarlo.
    Intanto..Grazie.

  6. Marito ElTano dice:

    Quella trasmissione l’ho vista tutta !
    Se fosse tutta così la TV.. forse qualcosa cambierebbe.. altro che Grande fratello etc etc…
    Ma molta gente preferisce dormire….
    Infondo non è forse vero che l’ignoranza è felicità ?

  7. Silvana dice:

    Grazie Lolly di questo commento. Grazie per raccontare questa situazione con rispetto e precisione.

  8. Lolly dice:

    @Silvana: gracias a te per leggere.

  9. delfo dice:

    premetto che il mio commento sará provocatorio, pieno stile ‘polemica’

    quando vedo gente che cerca nella spazzatura qualcosa da mangiare in giro per santelmo di notte mi domando come fa una minoranza a consumare la maggioranza delle risorse mentre la maggioranza si sparte a malapena e spesso con cattiveria tutto il resto.
    Di chi é la colpa? dell’uno o dell’altro? di tutti e due?
    La massa in quanto massa mi fa un po’ pena e un po’ ribrezzo per la sua mancanza di coscienza, per la sua ottusitá.

    Vedendo queste foto, come tante altre viste in altri luoghi ed alti momenti, non posso non pensare ad una scala sociale frattale in cui ogni scalino é piú povero di quello precedente.La calle é il piano terra, il punto in cui non c´é piú da scendere, in ogni caso provo piú pena e ribrezzo per quelli che stanno sugli scalini bassi, gli operai per esempio, che lottano per avere un posto in catena di montaggio, lavorare per 40 anni spezzandosi la schiena per pagare la pay tv e la macchina a rate.

    Se l’essere di umano si evolve in una certa direzione sará pur colpa di qualcuno.

  10. Pez dice:

    Lolly, le foto sono bellissime!

  11. Gespo dice:

    Si il documentario è interessante e tra l’altro si può vedere integralmente su youtube

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