Nucleare argentino, tra passato e futuro


C’è un edificio bianco,bianchissimo, con un aria da oscuro ministero sovietico, situato in fondo all’Avenida del Libertador. Nonostante le dimensioni notevoli, pochi lo notano. Così come pochi sanno che, in quell’ anonimo edificio dalle colonne romano-classiche, si prendono tutte le decisioni in materia di energia atomica della nazione argentina…E’ il palazzo della C.N.E.A.

La Comisión Nacional de Energía Atómica (CNEA) è un organismo  autarchico creato nel 1950, allo scopo di  sviluppare e controllare l’intero processo della politica nucleare del paese: dalla ricerca di laboratorio,alla costruzione di siti nucleari, dal trattamento scorie e materie, alla commercializzazione dell’energia nucleare(gestita in congiunzione con la Nucleoeléctrica Argentina). In realtà, le ambizioni nucleari argentine nascono qualche anno prima della creazione del CNEA, con Proyecto Huemul. Un progetto segreto proposto dallo scienziato tedesco di origine austriaca Ronald Richter durante la prima presidenza di Juan Domingo Perón. Nel 1948, Richter convince Perón che avrebbe potuto produrre energia nucleare da fusione e consegnarla in contenitori tipo bottiglie di latte!!Per ovvie ragioni il progetto fallisce, ma apre la strada alla creazione della CNEA e alla ricerca atomica in terra argentina.

Nonostante queste premesse un poco strampalate, lo sviluppo atomico del paese ha compito passi da gigante. L’Argentina infatti è il primo paese per produzione d’energia atomica dell’intera America Latina. L’unico ad avere 2 centrali elettronucleari in funzione (Embalse, Pcia. Cordoba e Atucha, Pcia. Buenos Aires), tre centri di ricerca, ed un terzo reattore in costruzione(Atucha II),oltre ad aver recentemente firmato accordi con Russia e Cina per la collaborazione nell’uso pacifico dell’energia nucleare. Oltre a questi due paesi, anche compagnie dal Canada, Corea del Sud, Giappone e Francia hanno manifestato il loro interesse a sviluppare il progetto nucleare dell’Argentina, che su questo tema prenderà una decisione entro la metà del 2011. L’accordo vale 3 miliardi di dollari. L’Argentina ricava attualmente il 6,8% dell’elettricità dal nucleare e l’amministrazione Kirchner intende raggiungere il 21,1 % nel 2025.

Il percorso sviluppato in questi ultimi sessant’anni (illustrati in questo video istituzionale) ha indubbiamente gettato le basi per uno sviluppo di una politica nucleare consapevole.

Purtroppo, tenendo conto dei costi di produzione e smaltimento,l’energia nucleare è indubbiamente costosa e nessun economia nazionale può garantire una stabilità finanziaria di parecchie decadi,men che meno quella argentina. Per il paese, lo sviluppo nucleare è un nuova leva per inserirsi a livello internazionale ma i possibili costi rischiano di essere troppo elevanti.

E’ difficile stabilire se vi sia un reale e proficuo equilibrio tra questi due elementi…La risposta, forse,si trova in un armadio chiuso a chiave di quell’oscuro edificio bianco.

Nikola

Bergamasco trentenne appena sbarcato a Buenos Aires. Dopo l'esperienza londinese ha deciso di seguire gli occhi verdi della sua ragazza ed iniziare questo nuovo capitolo della sua vita da emigrante. Appassionato alla follia di calcio, polenta e storia è pronto per affrontare la vita argentina con lo spirito da mulo degli alpini.

Commenti

  1. Marito ElTano dice:

    Si ci sono molti lati poco conosciuti dell’Argentina, la quale è più facilmente identificata con i suoi difetti che con i suoi pregi….
    CONSIGLIO A TUTTI !
    Di trovare e vedere questo documentario di Pino Solanas
    ARGENTINA LATENTE
    Qui un piccolo assaggino
    http://www.youtube.com/watch?v=VJC3v4Zu3tA

  2. spora dice:

    Wow! Io ci sono cresiuta a Embalse. L’unica cosa che posso dire è che le esercitazioni per disastro nucleare erano fatte coi piedi e nessuno aveva capito cosa bisognava fare in caso di sinistro. Essendo cosi vicini in realtà secondo me non è pensabile nemmeno di salvarsi, ma insomma son disorganizzati.

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