La strada più lunga, il fiume più largo…

Diversi mesi fa sono dovuto andare all’hotel Bauen per intervistare una rappresentante degli indigeni mapuche, che si erano riuniti a Buenos Aires per una manifestazione. Quando sono arrivato, appoggiato alla porta d’ingresso, c’era un ragazzo con i capelli rasati e il pizzetto che aveva un aria stranamente familiare. Ci penso su un attimo, ed ecco l’illuminazione: «scusa, ma tu non sei il cantante dei Negrita?» gli chiedo, “ah, italiano?..piacere Pau” risponde lui sorridendo, e ci facciamo una chiacchierata di una decina di minuti. Fra le altre cose mi racconta che a breve inizieranno un tour con una band locale, la Bersuit Vergarabat.

Bersuit Vergarabat en Chile

Anche questa band non mi è del tutto nuova, ancora prima di andare in Argentina, infatti, un amico mi aveva passato qualche loro canzone da sentire. Parlo ancora qualche minuto con Pau, personaggio molto simpatico tra l’altro, che mi presenta anche gli altri componenti del gruppo, poi ci salutiamo. Torno a casa ancora incuriosito da questo incontro e dal racconto del tour con la Bersuit e comincio a informarmi meglio. La Bersuit Vergarabat è una rock band argentina formatasi nel 1987 come “Henry y la Palangana”, nome cambiato due anni dopo nell’attuale Bersuit. Ha all’attivo diverse hit, tra le quali “se viene”, “sr. cobranza”, “la bolsa”, ma soprattutto “La argentinidad al palo”, del 2004. I momenti che seguono questa piccola ricerca raccontano la nascita di un amore: fin dal primo ascolto, infatti, la argentinidad entra di diritto a far parte delle mie due-tre canzoni argentine preferite. Questo il video:

Merito di un ritmo che incontra i miei gusti musicali, di un video molto divertente e soprattutto di un testo che è una sorta di riassunto dissacrante della storia contemporanea argentina. Un elenco auto ironico di nomi, luoghi eventi e personaggi che è anche una lista indispensabile di suggerimenti di ricerca per il tano e per lo stranieriero in generale che vogliono approfondire la conoscenza dell’Argentina. Eccitato dalla mia nuova scoperta mi metto a cercare spiegazione ai riferimenti della canzone. Finché si parla di “dulce de leche, alpargatas e alfajores” nessun problema, però le cose cambiano quando i riferimenti sono a “Spadone y la leche adulterada” o a “los nariguetazos en el Congreso”. La rete mi viene in aiuto e su Taringa trovo il post di un ragazzo argentino che ha pensato bene di spiegare il testo ai profani.  Continuo a leggere, e mi si schiariscono le idee. Adesso so chi erano Favaloro, Manzano, Yabrán, Sigaut e tutti gli altri, ho imparato diversi modo di dire che non conoscevo e scoperto alcune delle invenzioni che accrescono l’orgoglio argento, come il sistema di rilevazione delle impronte digitali e le siringhe usa e getta, a ritmo di musica per giunta; niente male per una semplice canzone.

Pez

Arriva a Buenos Aires per uno stage e non riesce piu ad andare via. Trentenne sardo, anzi sardissimo, amante della musica e del mirto. Giornalista, fotografo e mochilero compulsivo, in Argentina da un anno abbondante e dopo diverse esperienze da espatriato a Londra, Madrid e Milano (per un sardo anche Milano è terra straniera).

Commenti

  1. Silvana dice:

    Non so bene perché il tuo racconto mi fa ricordare la sensazione che ho avuto quando per prima volta m’hanno fatto sentire la canzone di Giorgio Gaber “Io non mi sento italiano”… Ricordo che l’ho sentito come una grande rivelazione. Ho scoperto il sentimento contradittorio degli italiani verso il loro bel paese.
    Non ho imparato su fatti della politica italiana che non conoscevo o su personaggi nuovi per me ma sí un modo di sentirsi italiano che per da argentina era sconosciuto fino a quel momento.
    Ah un’ultima cosa… non so se sará vero o meno: la canzone Sr. Cobranza é di un gruppo che si chiama Las Manos de Filippi… (credo che ci siano stati alcuni problemi fra loro per via dei soldi) e la Versuit l’ha fatto diventare famosa.

  2. virginia dice:

    Anche io ho avuto un amico che mi ha passato le canzoni di Bersuit Vergarabat prima che arrivassi in argentina. che strano (magari e’ lo stesso amico!). si hai ragione, le canzoni dicono davvero tanto dell’identita’ di un popolo.

  3. Lucy dice:

    Grazie Pez.
    Concordo con Virginia (posso permettermi di dirti: beata te che sei già in Argentina..).
    Mi sono venuti in mente Elio e le storie tese…Gaber…
    Non so perchè ma mi sono ricordata pure la canzone dei Modena City Ramblers..I 100 passi..
    Che siano tutti in sintonia??
    Ai posteri…
    Un beso

  4. virginia dice:

    oh lucy, magari! no io ci sono andata l’anno scorso in argentina, ma ora vivo a londra, e forse ci vivo per capire che in realta’ io ho proprio bisogno di stare in un posto come l’argentina. buenos aires credo possa essere il giusto compromesso fra cio che ti da una grande citta in termini di cultura e cio che ti da un paese sudamericano in termini di natura!! quindi se mai penserai di trasferirti let’s keep in touch!

  5. Lucy dice:

    @Virginia: CI STO x let’s keep in touch etc…!

    …scusa…LondraLondra?…LondonLondon?

  6. Lucy dice:

    Come è stato il tuo soggiorno in Argentina?

    Sto cercando di organizzarmi almeno per fare un salto di un mese come primo giro…o di una vita e di più (se possibile).

    la battuta di LL mi è venuta dalla connessione mentale immediata alla auto presentazione di Andru…non mi sono trattenuta.

    Posso chiedere: perchè Londra come base prima di tornare giù?

    Grazie

  7. Mariela dice:

    Mentre ero in Argentina conoscevo le loro canzoni più “orecchiabili” poi appena trasferita a Roma conosco altri argentini che un giorno mi dicono che ci sono in concerto a Capannelle, sono i teloneros dei Negrita. I miei amici super emozionati perché erano/sono i loro fan, io ci vado tanto perchè sono argentini… Poi mio cugino che vive in Spagna mi dice: “i loro testi sono fantastici” e lì mi decido ad ascoltarli. Per un buon periodo mi hanno accompagnato tutte le mattine al lavoro! Ogni hanno guardo la programmazione del Fiesta ma niente… a Spagna vanno spesso ma in Italia non sono più tornati :(

  8. Jago dice:

    Ciao Pez, continui a incuriosirmi con i tuoi racconti di argentina e argentinità, e leggerti è piacevole quanto ascoltarti. agisci su più fronti nel far riconoscere l’argentina che in ognuno di noi e prima o poi riuscirai anche a farmi partire, e sarà quasi come essere a casa! tanto il jet lag ce l’ho di natura.

  9. virginia dice:

    Lucy: io purtroppo sono stata solo 10 gg in argentina e solo a buenos aires!! credo che dovremmo organizzarci tutti noi che stiamo ancora da questa parte dell’emisfero e andare a trovare i nostri amici blogger!!

  10. Lucy dice:

    @Virginia.

    A Londra c’è un posto dove si può prendere il mate o cominciare ad assaporare l’idea di un qualcosa di simile?

    Se lo conosci sono ben felice di fare un salto, mi vedo nel frattempo la città e ci si può gia’ tirare su le maniche e iniziare l’organizzazione del viaggio (permanenza?) in terra azzurra o lì vicino.

    Chau

  11. Nikola dice:

    Grande Pez…Un altro pezzo fantastico, più o meno della stessa onda, è Bisabuelo dei Kapanga!!

    http://www.youtube.com/watch?v=4Obx3goEgrQ

  12. virginia dice:

    wow,molto carino anche il video!
    lucy: purtroppp manco l’ombra del mate, al massimo se vieni ci prendiamo un te’!

  13. Lucy dice:

    @ Pez.
    Mi ero dimenticata di ringraziarti per il pezzo. Grazie mille!!!
    Alcune parti del video mi hanno fatto schiattare letteralmente. Gracias.

    @Virginia.
    Grazie dell’invito!! ..che accetto ben volentieri.
    Basta sapere giorno ora luogo e sicuramente ci sarò.

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