Córdoba Trash, III (e basta)

Eravamo rimasti alle diapositive. Beh, il sindaco è tornato dagli USA con i dubbi risolti, tutto bello, tutto interessante, so’ forti l’americani. Ma è stato attento a non dire cose troppo definitive – adesso vediamo, devo riunirmi con gli altri, ne discutiamo – ed era già un sintomo.

Insomma, con le diapo non è andata bene, e nella giornata di lunedì è arrivata la conferma: l’appalto decade, non se ne fa niente. Facce da poca festa, motivazioni ufficiali un po’ tirate per i capelli – l’unica osservazione di buon senso in questo commento della Mañana – ma insomma, si volta pagina.

Già il vicesindaco aveva anticipato che la vedeva male (a parte la vicenda-rifiuti, nel comune c’è tutta una corsa allo smarcamento personale: i finiani sono un bisticcio da oratorio); poi secondo alcune ipotesi si sarebbe arreso (anche se non in pubblico) anche il presidente della Crese (con la giacca grigia) García, che finora aveva mantenuto un aplomb invidiabile.  Quindi è arrivata la dichiarazione ufficiale, Innviron non qualifica più, noi credevamo di sì e invece no, ed è finito l’annaspamento. Sollievo generale ed esultanza della Voz, “hai visto che quando mi ci metto so fare il watchdog?”

Quando si discuteva se parlare di tutta questa faccenda, Tanoka diceva “beh, si intravede anche come si danno gli appalti da queste parti”. In questo caso alla fine si è visto come NON si danno, ma il punto è se l’esperienza servirà per il futuro. No, non fate quelle facce, sono serissimo, eh.

E adesso? Si continua a interrare e intanto si prepara una nuova gara d’appalto. Si lavora e si produce si amministra lo stato il comune si promette e si mantiene a volte, come diceva uno che amiamo citare.

Fritz

Marco Biagetti è andato ad abitare a Córdoba nel 1998, sotto l'influsso malefico di una moglie. Adesso ha in più una figlia tween, una cagnolina casinara e quindici chili di panza. Fa una piccolissima produzione di patate, e somatizza le gioie dell'agricoltura a livello gastrico. Uomo di mondo, è nato a Roma ma ha fatto dieci anni di studio e lavoro a Viterbo

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