Dato il grandissimo numero di italiani in argentina, ci si aspetterebbe che anche l’economia italica sia degnamente rappresentata. Nulla di piu’ falso, tolte FIAT, Ferrero e poche altre grandi, la presenza italiana nell’economia che conta e’ tutto sommato assai modesta.
In piena sindrome di abbandono, abbiamo sofferto per un paio d’anni cercando di decodificare i destini di Telecom Italia, proprietaria del 50% di Telecom Argentina.
Un minimo di storia … o meglio, riassunto di una telenovela con un epilogo a sorpresa.
Quando i francesi escono da Telecom Argentina, entrano come soci i potentissimi Werthein, gruppo in forte espansione e comprano la meta’ delle quote. L’altra meta’ rimane a Telecom Italia. Nell’accordo c’e’ pero’ una clausola di cessione secondo la quale gli italiani hanno il diritto di ri-comprare la parte dei W per una cifra fissata.
Passa qualche anno ed il valore della compagnia esplode, la fetta che hanno in mano i W vale quasi 4 volte quello definito nella clausola. Quasi contemporaneamente la spagnola Telefonica entra nell’azionariato di Telecom Italia in Italia.
Dato che i W non vogliono vendere le loro azioni ad un quarto del loro valore, decidono di fare pressioni sul governo affinche’ intervenga l’ente antimonopolio che, approfittando dell’ingresso di Telefonica in Telecom Italia, possa impedire agli italiani il controllo della filiale argentina creando un monopolio de facto tra Telefonica e Telecom, proprietarie dell’80% abbondante di linee fisse ed internet e di due terzi del ricchissimo mercato mobile.
Il gruppo K … ups … il governo ha tutti gli interessi nel piazzare imprenditori amici a controllare il gruppo Telecom. Il primo che si fa avanti con una certa insistenza e’ il grupo Clarin, proprietario di giornali, riviste, televisione via cavo, connessione ad internet, canali di televisione etc etc etc. Non ci vuole una cima per capire che risulterebbe complicato spaccare un’impresa basandosi su un supposto monopolio per crearne uno de facto.
Qui inizia lo scazzo vero tra mr & ms Kirchner ed il gruppo Clarin che ha funestato gli ultimi anni di chi vive in Argentina. Non che i K siano dei santi ma Clarin ha l’obiettivita’ nei loro confronti di Emilio Fede e Feltri messi insieme.
Il filogovernativo ente antimonopolio impedisce de facto a Telecom Italia di controllare operativamente il gruppo. Scazzi e contro scazzi legali ad ogni livello, missili terra-aria che girano per gli uffici. Impossibilita’ di tenere una riunione. Impresa bloccata dal punto di vista decisionale. In questa situazione UTILI STRATOSFERICI, mai nella sua storia, una telefonica era andata cosi’ bene in questo paese. Prima o poi manderanno qualcuno da Harvard per capire come mai, quando togli ogni potere decisionale ad una grande azienda, macina risultati straordinari.
Mr K passa un paio d’anni cercando chi possa prendere in mano le redini del gruppo Telecom, gli italiani mettono in piedi una sceneggiata napoletana in cui si dichiarano vittime di un sopruso (non che abbiano tutti i torti) ed annunciano che stanno valutando tutte le ipotesi di vendita. Nella realta’ non hanno particolare intenzione di andarsene dal paese, dati appunto gli utili stratosferici.
Dal punto di vista legale Telecom Italia ottiene una fila di successi e mr K che fa? Decide un gran cambio di strategia, mettersi d’accordo con gli italiani e fare fuori il grupo W. A questo punto salta il tappo. I due litiganti decidono che forse il terzo stava godendo un po’ troppo e soprattutto che non stava da una parte o dall’altra, semplicemente voleva prendersi tutta la torta. Mr & mr W prendono un aeroplanino, vanno a farsi un giretto a Roma, si siedono al tavolo con Bernabe’ e … FANNO LA PACE.
La telenovela finisce con un annuncio di fine delle ostilita’ sui principali giornali, mr K si prende una batosta come non gli accadeva dai tempi di Cobos ed il primo gruppo imprenditoriale italiano rimane in Argentina.
Peccato non aver visto prendere parte alla telenovela anche il governo italiano, pare che difendere le sue imprese all’estero sia l’ultima delle priorita’ …
Tutti vissero felici e contenti … eccetto i consumatori che continuano a pagare tariffe esorbitanti.









ma perché che teniss a dicere ncopp’ a sceneggiat? :)
Eh???
Quoto Silvana..Eh? Ahaha!